«Il decreto scuola e l’ipocrisia delle sinistre anche locali»: a Sestri Levante torna a far sentire la sua voce il consigliere comunale di maggioranza Paolo Smeraldi (nella foto).
Scuola, le considerazioni del consigliere Smeraldi
«Poco più di un anno fa constatai che una classe prima della scuola primaria di Riva Trigoso si sarebbe formata con dieci bambini stranieri su dodici.
All’epoca sviluppai una riflessione sui social media, prima di tutto sull’emergere di tale realtà nel Comune di Sestri Levante e poi sui possibili rischi per l’apprendimento sia dei bambini stranieri sia degli italiani, paventando la creazione di classi ghetto.
Nei giorni successivi, emerse che in effetti i bambini della frazione che avrebbero potuto iscriversi in quella classe erano di più, ma erano stati dirottati dalle famiglie su altre scuole.
Fui sepolto da un’ondata di retorica, in particolare da parte del Pd e dalle associazioni ad esso collaterali.
Le accuse erano sempre le stesse: razzismo, xenofobia, ignoranza di come funziona la scuola.
Nella visione mitica e ideologica del Pd locale e dei benpensanti ad esso allineati, i bambini di tutti i paesi erano tutti uguali, l’integrazione un automatismo e anzi, gli stranieri avrebbero insegnato l’inglese ai nostri figli.
L’idea che potessi avere indicato problemi reali non era neanche presa in considerazione; l’esistenza di altri possibili percorsi di inserimento dei bambini nella scuola era esclusa a priori.
A distanza di circa un anno, il Decreto Scuola approvato in questi giorni affronta a livello nazionale i temi che avevo sollevato a livello locale.
Il Governo ha avuto il merito di portare all’attenzione del dibattito pubblico che in Italia esistono classi dove i bambini sono tutti stranieri e dalle quali i bambini italiani vengono dirottati dai genitori, affrontando argomenti tabù per il politically correct nostrano.
Il rischio della creazione di ghetti è stato pubblicamente denunciato, infrangendo il perbenismo della sinistra.
Soprattutto, si è iniziato a parlare di come effettivamente migliorare la didattica e l’integrazione.
La soluzione trovata, mettere un tetto al numero di stranieri per classe, può essere oggetto di dibattito.
Di fronte ad argomenti delicati ed importanti i politici e gli amministratori dovrebbero lavorare con competenza per risolvere i problemi: se invece si usano i temi come una clava ideologica per attaccare gli avversari, si fa del moralismo e si demandano ad altri le soluzioni.
Spero che questa vicenda sia di insegnamento per il Pd di Sestri Levante, affinchè possa scendere dalla cattedra della presunta superiorità morale, abbandonare l’approccio ideologico e dimostrare maggiore concretezza e attenzione alle reali possibilità di azione amministrativa».