«Il 32° Raduno nazionale degli Autieri non abbia Sestri Levante come scenario»: nella Bimare insorge l’ANPI Sestri Levante – Sezione Brigata Zelasco.
Le parole dell’ANPI Sestri Levante – Sezione Brigata Zelasco
«ANPI Sestri Levante – Sezione Brigata Zelasco – esordisce il gruppo nella nota firmata dal presidente Ivan Raso – ha già scritto al Sindaco Francesco Solinas e alla Giunta comunale per esprimere la propria contrarietà allo svolgimento del XXXII Raduno nazionale degli Autieri d’Italia, previsto dal 9 all’11 ottobre 2026. Non avendo ricevuto risposta, riteniamo necessario rendere pubbliche le ragioni della nostra posizione.
La domanda centrale è semplice: perché è stata scelta proprio Sestri Levante?
Il programma è conosciuto e presenta una chiara connotazione militare, con la presenza di militari in servizio e in congedo, autorità e cerimonie legate agli apparati militari.
Non vediamo alcun legame storico o territoriale specifico tra gli Autieri e Sestri Levante, il Tigullio o il Golfo Paradiso. In questi anni, inoltre, non abbiamo mai visto l’associazione partecipare alle manifestazioni istituzionali della nostra città, compresa la ricorrenza del 4 Novembre.
La storia degli Autieri in Liguria rimanda soprattutto a Genova e Savona. A Genova esistono già una sezione dell’associazione e un monumento dedicato agli Autieri. Chiediamo quindi all’Amministrazione comunale di spiegare quali ragioni storiche, culturali e territoriali abbiano portato a scegliere Sestri Levante.
In un momento segnato dalle guerre e dal riarmo, una manifestazione con una connotazione militare così evidente rischia di contraddire il lavoro svolto dalle cittadine e dai cittadini, dalle associazioni e dalle scuole sestresi per costruire una cultura della pace.
Il nostro pensiero si rivolge soprattutto alle giovani generazioni. Uniformi, mezzi, cerimonie e simboli militari possono esercitare un forte fascino e presentare l’arruolamento e la vita militare come un modello desiderabile.
Abbiamo bisogno di giovani capaci di immaginare per sé stessi e per il proprio futuro una società fondata sulla pace, sulla democrazia, sul rispetto, sull’inclusione, sulla solidarietà e sui valori civili e sociali. Sestri Levante deve continuare a essere una città di pace, capace di mantenere vivi i valori della Resistenza, della Costituzione e del ripudio della guerra.
Riteniamo necessaria una riflessione anche sulla prevista posa di un nuovo cippo o monumento. Se si vuole lasciare alla città un segno permanente della memoria, sarebbe più coerente dedicarlo ai militari che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di restare al fianco del regime fascista e scelsero di combattere il nazifascismo insieme alle partigiane e ai partigiani. In quella memoria dovrebbero trovare posto anche gli Internati Militari Italiani, deportati per essersi rifiutati di aderire alla Repubblica Sociale Italiana.
Chiediamo al Sindaco e alla Giunta di rispondere nel merito e di rivedere la decisione assunta: Sestri Levante non sia lo scenario di questa manifestazione e l’eventuale monumento venga ripensato come luogo della memoria dedicato a chi scelse la libertà e la democrazia contro il nazifascismo».