il bilancio

ChiavarInCosplay 2026, 120mila presenze in tre giorni

Con 42 realtà partecipanti, 27 partner e media partner, 47 appuntamenti ufficiali, 9 aree tematiche e più di 30 ore di attività, la manifestazione ha animato il centro di Chiavari mettendo in dialogo le migliori facce della cultura pop

ChiavarInCosplay 2026, 120mila presenze in tre giorni

120.000 presenze sui tre giorni di manifestazione sono il primo dato del bilancio di ChiavarInCosplay 2026, che si è concluso ieri sera. Un numero che racconta la partecipazione complessiva alla quarta edizione del Festival, ma anche la capacità della manifestazione di rivolgersi a pubblici differenti e di farli convivere nello stesso spazio.

I dettagli

D’altra parte, l’impianto stesso del Festival ha messo a disposizione del pubblico molti punti di accesso. Qualcuno ha seguito il Red Carpet, qualcuno ha aspettato i concerti, altri si sono soffermati sulla mostra e sulle opere esposte dagli artisti. C’è stato chi ha preferito partecipare ai quiz o ai laboratori, chi ha cercato uno o più ospiti tra quelli annunciati e chi ha scoperto il Festival semplicemente attraversando il centro cittadino. La varietà delle presenze è quindi parte del risultato: ChiavarInCosplay ha saputo attrarre persone con interessi diversi, offrendo a ciascuno una ragione per fermarsi e, spesso, un motivo per esplorare anche ciò che non conosceva.

«Il successo di questa edizione racconta quanto ChiavarinCosplay sia ormai entrato nella vita della città – dichiara l’assessore alla Cultura Silvia Stanig -. Le piazze piene, le migliaia di presenze e il grande afflusso nei negozi, nei bar e nei locali ne sono la dimostrazione. Ma il dato più importante è la partecipazione diffusa: associazioni sportive, culturali e sociali hanno contribuito a costruire un festival aperto e partecipato, capace di coinvolgere fasce di età e interessi differenti, e di animare Chiavari a 360 gradi. È una manifestazione cresciuta anno dopo anno, nei numeri e nella qualità, e oggi rappresenta un appuntamento di forte richiamo per la città».

42 sono state le realtà partecipanti tra ospiti, artisti e associazioni, 27 i partner e i media partner. Questo secondo numero del nostro bilancio esprime la natura corale della manifestazione, una rete di professionalità e community chiamate a portare competenze, linguaggi e attrattive differenti. Chiavari ha ospitato musicisti come Sana Takizawa, Cristina D’Avena, Giorgio Vanni, Max Longhi, Daniel Tek e Rin Assi; autori e professionisti dell’illustrazione e del videogioco come Paolo Barbieri, Davide Soliani e Fabio Pochet; conduttori, performer, cosplayer e associazioni impegnati nei contest, nei talk, nei laboratori e nelle attività partecipative.

Il valore di questo elenco sta anche nel dialogo tra ruoli diversi. Un artista musicale può condividere il cartellone con un game designer, un illustratore con una crew K-Pop, una grande voce della cultura pop con un’associazione che propone attività per famiglie. Il Festival ha fatto leva su queste presenze come occasioni per mettere in relazione mondi che vengono spesso raccontati separatamente.

47 gli appuntamenti pubblicati nel programma ufficiale, ai quali vanno aggiunte le attività continuative distribuite nelle diverse aree tematiche del Festival. La cifra è significativa perché testimonia la densità del programma, ma soprattutto la sua articolazione. Ogni proposta ha aggiunto un tassello a un immaginario comune, ma ha anche offerto al pubblico la possibilità di spaziare verso delle potenziali nuove passioni, non troppo distanti da quelle già coltivate.

«Abbiamo voluto un programma che fosse ampio e capace di offrire contenuti con un’identità e una coerenza precise», commenta Gianluca Del Carlo, direttore artistico di ChiavarInCosplay -. Abbiamo però lavorato anche su un altro aspetto: a partire da questa coerenza, da questa familiarità, abbiamo fatto in modo che l’esperienza di ogni visitatore potesse ampliarsi spontaneamente. Il pubblico è arrivato cercando qualcosa e si è poi ritrovato davanti a qualcos’altro, che non aveva previsto: un artista, un incontro, un momento nato quasi per caso e che, proprio per questo, è diventato memorabile. Questa è stata, secondo me, una grande ricchezza del programma di ChiavarInCosplay 2026».

9 le aree tematiche principali nelle quali il Festival ha distribuito le proprie attività: ad Area Music, Community Village, Giardino di Palazzo Rocca, Palco Talk & Incontri e Pop Screen Fest si sono aggiunti gli spazi dell’Area espositori, l’Area Board Games e mattoncini LEGO®, l’hub dedicato ai videogiochi e agli eSport dell’Auditorium San Francesco. Da non dimenticare, inoltre, la mostra dedicata a Paolo Barbieri e le numerose attività lungo il percorso cittadino. Il Red Carpet ha funzionato da elemento di connessione, trasformando lo spostamento tra una piazza e l’altra in parte integrante dell’esperienza.

3 le giornate di Festival, per oltre 30 ore di apertura al pubblico. Il pomeriggio ha favorito la partecipazione di famiglie, ragazzi e visitatori interessati a giochi, laboratori e attività pratiche; la fascia serale ha concentrato concerti, show e appuntamenti capaci di richiamare chi era alla ricerca di divertimento e festa. La possibilità di scegliere quando arrivare e trovare comunque diverse proposte tra cui optare ha reso il Festival accessibile sia per una visita breve che per la permanenza di una giornata o dell’intero weekend.

C’è infine un numero che, se non nella quantità, è decisamente importante come simbolo del Festival: 1 è il Red Carpet che ha elegantemente collegato le diverse anime della manifestazione; 1 è il chilometro lungo il quale si sono svolte sfilate e parate programmate, ma anche incontri casuali e performance spontanee. Una è anche l’esperienza di ChiavarInCosplay che, trovando un saldo filo conduttore capace di tenere insieme la grande pluralità delle proprie proposte, si mostra come il proverbiale insieme che è maggiore della somma delle sue parti.

«Chiudere un’edizione di ChiavarInCosplay significa, prima di tutto, fermarsi a guardare Chiavari e vederla trasformata in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove il vero protagonista è il pubblico. È questa, forse, la meraviglia più grande del Festival: vedere persone arrivare da fuori città, famiglie, appassionati, curiosi e generazioni diverse condividere gli stessi spazi e sentirsi parte di un appuntamento che, anno dopo anno, è diventato sempre più un appuntamento del cuore per tutti noi, per la città e per chi torna a viverlo», hanno dichiarato Elisabetta De Luca, Tania Ferri e Sandro Giacomelli di LEG -. ChiavarInCosplay è una manifestazione ricca di idee, linguaggi e proposte, ma la sua forza sta soprattutto nella capacità di portare tutto questo dentro la città, facendolo diventare un’esperienza collettiva. Il Red Carpet, gli spettacoli, gli ospiti, le aree tematiche, i laboratori e gli incontri sono tanti tasselli di un racconto che prende vita grazie alle persone che scelgono di esserci. Per questo vogliamo ringraziare il Comune di Chiavari, che continua a credere nel progetto e nella sua capacità di far vivere la città in una forma nuova e contemporanea, e tutto lo staff, le realtà coinvolte, i partner, gli artisti e i professionisti che hanno lavorato con noi per rendere possibile questa edizione. Ma il ringraziamento più grande va naturalmente al pubblico: è il suo entusiasmo, la sua partecipazione e la sua voglia di esserci a dare un senso a tutto il lavoro e a trasformare, ogni volta, Chiavari nel palcoscenico che immaginiamo».

Gianluca Del Carlo ha infine aggiunto:

«Per mesi, Chiavari In Cosplay è stato fatto di idee, riunioni, problemi da risolvere e sogni da provare a mettere in ordine. Poi, come succede nelle storie, a un certo punto sono arrivate le persone. Hanno riempito le strade, attraversato il Red Carpet, giocato, cantato, indossato i propri sogni e, per qualche giorno, Chiavari si è lasciata trasformare. E quando anche le vetrine dei negozi cominciano a vestirsi per la festa, capisci che non esistono più una città da una parte e un Festival dall’altra. Sono diventati la stessa cosa. Ci sarebbero mille persone da ringraziare, ma gli amici non hanno bisogno di ringraziamenti pubblici. Lo sanno da sé. E anche questa volta avrò qualcosa da raccontare alle mie gatte».

Nel dare l’appuntamento all’edizione 2027, gli organizzatori ringraziano sentitamente tutti coloro che hanno contribuito al successo di ChiavarInCosplay 2026: a partire dall’Assessore Silvia Stanig e i suoi collaboratori del Comune di Chiavari fino a tutte le realtà ospiti coinvolte, passando per partner e media partner. Un ringraziamento particolare a Radio Aldebaran, che ha dedicato al Festival non solo alcune interviste all’interno della programmazione di sabato 26, ma anche uno speciale programma, creato ad hoc per l’occasione, dalle 10:00 alle 12:00 di domenica 27 settembre.

ChiavarInCosplay è un evento del circuito C.F.C. Comics Festival Community, organizzato da LEG Live Emotion Group in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Chiavari, città metropolitana di Genova. Tutte le informazioni sull’edizione 2026 sono disponibili sul sito e sui canali social ufficiali del Festival.