Ieri, giovedì 1° ottobre, il consiglio comunale di Sestri Levante ha respinto con 9 voti contro 8 la mozione “Prevenzione della violenza di genere, educazione al rispetto e cittadinanza digitale: istituzione di un programma comunale permanente volto alle giovani generazioni”, presentata dal gruppo consiliare di opposizione Progresso per Sestri/Sestri un passo avanti.
Critiche le opposizioni
Conti e Pistacchi (Centrodestra): “La maggioranza Smeraldi boccia la mozione contro il femminicidio. Il sindaco apparente, prima prova ad astenersi poi si allinea ai negazionisti”.
“Caduti tutti gli alibi: non è il consigliere Paolo Smeraldi che pensa certe cose. Il sindaco Francesco Solinas e tutta la maggioranza Solinas-Smeraldi sono allineati. Il sindaco Solinas e tutta la maggioranza Solinas-Smeraldi hanno votato contro una mozione per il contrasto al femminicidio. Il sindaco e tutta la maggioranza l’hanno sostituita con un loro testo nel quale non compaiono mai termini come “femminicidio”, “violenza di genere”, neppure la parola “donna” viene mai citata. Perché esattamente come ha sempre dichiarato il consigliere Smeraldi, tutti gli interventi in aula e lo stesso testo della maggioranza hanno provato a ridurre l’emergenza a un qualsiasi altro problema sociale, a un qualsiasi altro reato. La maggioranza, pur di ribadire il proprio allineamento allo Smeraldi-pensiero e non contraddire il consigliere fondamentale per restare a galla, ha provato persino a bocciare un nostro ordine del giorno che suggeriva di pubblicizzare presso le organizzazioni del Terzo Settore un bando della Regione che offre importanti risorse a sostegno della battaglia contro il femminicidio. Tutte mani alzate persino contro questa proposta, che però è passata perché il solo sindaco Solinas, ormai solo sindaco apparente, abbandonato da tutti gli altri, ha creduto fosse troppo bocciare anche questa e, dimostrando il livello di coraggio e personalità che lo contraddistingue, si è astenuto. Essendo una mini maggioranza appesa a un voto, la compattezza dell’opposizione, ha evitato anche questa vergogna. Durante tutta la discussione, l’unica preoccupazione del sindaco Solinas è stata quella di intervenire per ripetere che dire “no” al femminicidio era solo una strumentalizzazione e un attacco personale alla sua figura. Il solito vittimismo che non regge più. Proprio la bocciatura della mozione, i silenzi imbarazzanti, se non peggio i concetti negazionisti, sono i migliori attacchi che la figura del sindaco merita e che sono stati portati direttamente dalla maggioranza. Che non è neppure più la maggioranza Solinas-Smeraldi, ma proprio la maggioranza Smeraldi, che ha dettato la linea anche sulla negazione del femminicidio”.
Massucco, Bixio, Ovindo e Montanari (Centrosinistra): “Sul femminicidio la maggioranza sceglie il silenzio e conferma la propria debolezza”
“Nella seduta consiliare abbiamo votato a favore della variazione di bilancio, che comprendeva, tra gli altri interventi, lo stanziamento necessario per lo studio sul ponte della Pestella e una variazione propedeutica alla realizzazione del progetto della nuova caserma dei Carabinieri.
Sul ponte della Pestella abbiamo espresso il nostro voto favorevole con una precisa riserva: continueremo a monitorare attentamente l’andamento dello studio, perché riteniamo fondamentale che a un impegno di spesa, seppur così esiguo, seguano tempi, risultati e scelte concrete. Sul progetto della caserma, invece, abbiamo sostenuto questa variazione per il pagamento dell’Iva sul terreno da acquisire che rappresenta ancora un passaggio alla sua realizzazione, nella convinzione che gli impegni assunti debbano tradursi in opere effettivamente realizzate.
La seduta è andata avanti con la nostra mozione sulla violenza di genere, durante la quale l’amministrazione ancora una volta si è dimostrata ostaggio di chi la nega e non è stata in grado di votare una ferma condanna e un impegno concreto. Un oltraggio alle 100 donne ogni anno uccise dal compagno.
Una discussione che ha assunto contorni paradossali con gli interventi del sindaco e dell’assessora alle Politiche Sociali , che ancora una volta hanno cercato di ribaltare la narrazione e spostare l’attenzione dal tema posto dalla nostra mozione. Il dato politico, però, resta.
Con il voto negativo espresso sulla nostra mozione, l’amministrazione Solinas ha scelto di non assumere quella presa di posizione chiara che avevamo chiesto. Per noi questo significa, nei fatti, avvalorare politicamente la posizione espressa dal consigliere di maggioranza.
E questo non è un dettaglio.
Il voto di ieri ha dato una risposta politicamente grave: sicuramente non dalla parte delle donne.
E il commento del sindaco, secondo il quale il suo consigliere sarebbe semplicemente libero di esprimere il proprio pensiero, dimostra — a nostro avviso — che forse non ha ancora ben compreso cosa significhi ricoprire un ruolo istituzionale e, soprattutto, far parte di un gruppo di governo. La libertà di esprimere le proprie opinioni è un principio fondamentale, ma chi ricopre un ruolo istituzionale e rappresenta una maggioranza non può ignorare le responsabilità che quel ruolo comporta, soprattutto quando si affrontano temi così importanti come la violenza di genere e il femminicidio.
Quella di ieri era un’occasione per dimostrare coraggio, assumere una posizione chiara e dare un segnale concreto. Un’occasione che, invece, è stata persa. Al posto del coraggio abbiamo visto volti impassibili e una maggioranza compatta nell’alzare la mano contro una richiesta che consideriamo di semplice buon senso, responsabilità istituzionale e umanità.
Ancora una volta emerge la debolezza di questa maggioranza e del suo Sindaco: una maggioranza che appare incapace di affermare una propria linea politica quando questa entra in conflitto con le posizioni di un singolo consigliere, neanche quando si tratta di mettere in campo azioni per fermare la mattanza dei femminicidi.
La politica dovrebbe servire a dare risposte, ieri sera, invece, abbiamo avuto tre ore di discussione per evitare di rispondere a una domanda molto semplice: da che parte sta questa Amministrazione quando si parla di contrasto alla violenza contro le donne?
Il voto di ieri ha dato una risposta che riteniamo grave e che mette a nudo tutta la fragilità di questa amministrazione”.
Valentina Jannacone (Unavi): “Le intenzioni non le leggo. I voti sì”
“A un mese dalle polemiche nate a Sestri intorno alle dichiarazioni del consigliere comunale Smeraldi sul femminicidio, il confronto è passato dalle parole a un atto concreto. Il consiglio comunale di Sestri Levante ha respinto con 9 voti contro 8 la mozione “Prevenzione della violenza di genere, educazione al rispetto e cittadinanza digitale: istituzione di un programma comunale permanente volto alle giovani generazioni”, presentata dal gruppo Progresso per Sestri/Sestri un passo avanti. La proposta puntava a costruire un percorso stabile di prevenzione ed educazione rivolto soprattutto ai più giovani, con il coinvolgimento della rete territoriale. Nel corso della discussione i consiglieri Pistacchi e Conti hanno inoltre proposto di integrare il testo con l’impegno a intercettare, quando disponibili e compatibili, bandi e opportunità regionali destinati alle politiche di prevenzione e contrasto della violenza. L’integrazione non ha però modificato l’esito finale: la mozione nel suo complesso è stata respinta.
“Non dirò che chi ha votato contro questa mozione la pensa come il consigliere Smeraldi, perché significherebbe attribuire intenzioni che non posso conoscere e non è questo il ruolo di Unavi”, dichiara Valentina Jannacone, coordinatrice Unavi Liguria e membro del direttivo nazionale. “Le intenzioni non le leggo. I voti sì. E il dato istituzionale è semplice: dopo settimane di discussione sulla gravità o meno di certe parole, quando si è arrivati a una proposta concreta su prevenzione, educazione e giovani, quella proposta è stata bocciata per un solo voto.”
Per Unavi il punto non è individuare vincitori o sconfitti nella dialettica politica del Consiglio comunale.
“Alle vittime interessa poco sapere chi abbia vinto la serata in aula. Interessa sapere cosa succederà da domani”, prosegue Jannacone. “Se quella mozione non era ritenuta adeguata, è del tutto legittimo respingerla. Ma allora bisogna spiegare quale proposta alternativa si intenda mettere in campo, con quali strumenti e con quali tempi. Un no può essere una scelta politica. Un no, da solo, non è una politica di prevenzione.”
Il voto di Sestri arriva a poche ore dal rientro di Jannacone da Roma, dove il 30 settembre Piazza del Popolo ha ospitato una nuova tappa de “I Semi del Rispetto in Tour”, progetto che porta insieme istituzioni, scuole, associazioni, sport e società civile attorno ai temi del rispetto, della prevenzione e del contrasto alla violenza.
“Rientro nella mia Liguria dopo avere visto a Roma ragazzi, famiglie, associazioni, realtà sportive, rappresentanti delle istituzioni – dagli oltre 50 Comuni Ambassador del rispetto a Ministri e politici nazionali – e delle Forze dell’ordine condividere lo stesso messaggio”, afferma Jannacone. “Ieri come Aspera abbiamo modo di confrontarmi anche con il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sul lavoro educativo che stiamo portando avanti. Oggi apprendo che a Sestri Levante è stata respinta una proposta che metteva proprio i giovani, la prevenzione e l’educazione al rispetto al centro. È una coincidenza temporale che inevitabilmente fa riflettere.”
I dati più recenti rendono ancora più evidente perché il lavoro educativo non possa essere considerato marginale.
Secondo Istat, nel 2025 il 15,3% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni, circa 3 milioni, e l’11,4% delle donne straniere dichiarano di aver subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. Il 1522, numero nazionale di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking, ha registrato nello stesso anno 25.970 contatti da parte di persone che si sono dichiarate vittime, dato in aumento rispetto al 2024.
“È esattamente per questo che si lavora con i ragazzi”, sottolinea Jannacone. “La prevenzione non comincia quando una donna arriva in un centro antiviolenza o quando interviene una pattuglia. Comincia prima: dal modo in cui insegniamo a riconoscere il controllo, il possesso, l’umiliazione, il consenso e il rispetto dell’altro.”
Per Unavi, il tema quindi non è se una mozione fosse perfetta né se provenisse dalla maggioranza o dall’opposizione. Il tema è ciò che accade dopo la sua bocciatura.
“Non mi interessa il colore politico di una proposta”, conclude Jannacone. “Mi interessa sapere se è utile alle persone che dobbiamo proteggere. Ai ragazzi chiediamo ogni giorno coerenza, responsabilità e rispetto. È difficile pretendere che assimilino questi valori se, quando arriva il momento di tradurli in atti concreti, le istituzioni non riescono a trovare una posizione condivisa.”
Unavi chiede quindi all’amministrazione comunale di Sestri Levante di chiarire quali iniziative concrete intenda ora assumere sul fronte della prevenzione della violenza di genere, dell’educazione al rispetto e del coinvolgimento delle nuove generazioni.
“Il confronto può ripartire anche da una proposta diversa”, conclude Jannacone. “Ma deve ripartire. Su questi temi non serve pensarla tutti allo stesso modo politicamente. Serve assumersi tutti la stessa responsabilità istituzionale.”