Esce oggi “Il cielo in una stanza”, il documentario girato all’interno della Casa di Reclusione di Chiavari con la partecipazione di Sayf in dialogo con i detenuti della struttura, scritto dal giornalista e autore Claudio Cabona e diretto dal regista Yuri Dellacasa. Un viaggio dentro le mura del carcere, con l’obiettivo di raccontare quanto l’ascolto della musica, in quegli spazi, non sia una concessione, ma un’opportunità. Il documentario è da ora disponibile sul canale YouTube dell’artista.
La dichiarazione del cantante Sayf
«Ho avuto l’onore di poter contribuire ad un’iniziativa importantissima: incontrare i detenuti del carcere di Chiavari e di Marassi, al termine di un laboratorio portato avanti con loro da Claudio Cabona. Abbiamo parlato di vita, di poesia, di libertà, ed è stato uno scambio veramente interessante e piacevole. Lo scopo del progetto è ribadire la forza di questo tipo di iniziative all’interno delle carceri e di poter auspicabilmente ispirare altre iniziative simili, in altri istituti.
Dai testi scritti dai ragazzi durante i laboratori sono emerse cose davvero interessanti. Abbiamo trovato livelli di introspezione, curiosità verso la vita e capacità di approfondimento che spesso ci aspettiamo di trovare in altri contesti, magari nel giornalismo o in ambiti in cui questo tipo di ricerca viene realizzato professionalmente. E poi c’è l’arte: riuscire a creare delle canzoni con i pochi mezzi a disposizione, doversi arrangiare e, proprio attraverso questo, far emergere la creatività. Un ringraziamento a chi ha reso possibile tutto questo, al regista Yuri Dallacasa, e soprattutto a chi lavora tutti i giorni in prima linea e ha dedicato la propria vita a fare del bene. Grazie.»
A impreziosire l’opera, un tributo speciale a Gino Paoli, autore di uno dei brani simbolo della musica italiana, che dà il titolo al documentario, tracciando il filo conduttore dell’intero racconto. Un’anticipazione della cover de “Il cielo in una stanza” è stata offerta da Sayf durante l’ultima edizione del Santissima Fest al Porto Antico di Genova. Il brano torna anche nel finale del documentario, quando l’artista ne offre una personale interpretazione, accompagnato dalla tromba, in un momento carico di emozione che chiude il racconto nel segno di un omaggio a uno dei grandi classici della musica italiana.
Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, e si inserisce nell’ambito delle attività dell’associazione “Il Cuore di Federico”.
Sebbene l’accesso alla musica negli istituti penitenziari non sia sempre immediato, agevole e scontato, il carcere di Chiavari promuove da tempo laboratori volti alla promozione della musica anche come forma di terapia e di arricchimento culturale. A uno di questi laboratori ha preso parte Sayf, che nel documentario riflette con i detenuti sul concetto di libertà, ascolta i loro brani rap e porta le loro parole oltre le sbarre, “liberandole”.
In un contesto come quello carcerario, la musica può diventare uno strumento capace di far riflettere sul proprio vissuto, creare empatia, far viaggiare la mente e costruire connessioni con gli altri. È proprio a partire da questa riflessione che “Il cielo in una stanza” offre uno sguardo profondo sulla vita detentiva, dimostrando come l’ascolto e la pratica musicale non rappresentino un mero svago, ma un potente strumento educativo e riabilitativo.
Attraverso dialoghi, letture, scambi di rime e di riflessioni, l’incontro tra Sayf e i detenuti prende forma in modo spontaneo, senza filtri: la musica diventa un terreno d’intesa reale, capace di superare le barriere della reclusione e restituire voce a ciascuna storia.
“Il cielo in una stanza” è scritto da Claudio Cabona e diretto da Yuri Dellacasa. Hanno lavorato al documentario: Paolo Fossati, direttore della fotografia; Pietro Mari, line producer; Matteo Parolini, presa diretta e sound design; Artjon Shahaj, 1AC; Claudia Frizzera, fotografa; Davide Vitola, editor; Andrea Sabatelli, color; Omar Yakine Frungillo, graphic designer; Lorenzo Bettagno, Alessandra Amenta, mgmt Sayf; Elena Donato e Chiara Tasso, comunicazione; Rec Distrikt, rental.
