La Società Economica di Chiavari ospita alla Galleria G.F. Grasso, in piazza San Giovanni 3, la mostra “Adriano De Laurentis. Il fare pittura. Un artista del Novecento ligure”, dedicata alla figura di Adriano De Laurentis, nato a Cavi di Lavagna, pittore, scultore e incisore ligure, appartato ma significativo nel panorama figurativo del Novecento.
Paesaggi, figure e nature morte
L’esposizione inaugurerà sabato 10 ottobre, alle 18, e propone un percorso attraverso la ricerca di un artista che ha attraversato linguaggi e tecniche diverse – dalla pittura al disegno, dall’incisione all’acquerello, fino alla scultura – mantenendo sempre una forte coerenza e una precisa attenzione alla costruzione dell’immagine, alla materia e al colore.
Sarà poi visitabile da domenica 11 a domenica 25 ottobre, dal lunedì al sabato dalle 16.30 alle 19.30 e la domenica anche dalle 10 alle 12.
Il lavoro di De Laurentis si inserisce nella grande tradizione figurativa europea e guarda a riferimenti come Cézanne e Bonnard, così come alla pittura italiana di Casorati, Sironi e Funi, senza però tradursi in una semplice adesione a modelli già esistenti. Paesaggi, figure e nature morte restituiscono infatti una ricerca personale, costruita attraverso un lungo esercizio dello sguardo e della tecnica.
Una formazione e una ricerca alimentate anche dai viaggi e dagli studi compiuti tra Parigi, la Germania e il Nord Europa, ma che non hanno mai interrotto il rapporto con la Liguria e, in particolare, con Chiavari. Proprio in città De Laurentis ha svolto una parte importante della propria attività, non soltanto artistica ma anche didattica.
È infatti nel “fare” che si trova uno degli elementi centrali della sua esperienza. L’attività di insegnamento, dalla scuola d’arte chiavarese agli atelier privati, assume per De Laurentis la forma di una vera e propria bottega: un luogo in cui imparare attraverso l’osservazione, il disegno, la pratica e il rapporto diretto con il mestiere dell’artista.
Un’eredità che non si esaurisce nelle opere, alcune delle quali sono oggi conservate presso la Galleria d’Arte Moderna di Genova e il Museo dell’Accademia Ligustica, ma che continua anche attraverso la famiglia De Laurentis e l’esperienza di Loft61, mantenendo vivo un metodo fondato sulla trasmissione concreta del sapere artistico.
La mostra alla Galleria G.F. Grasso diventa così anche un’occasione per riportare al centro una figura profondamente legata al territorio e per riscoprire, attraverso le sue opere, il valore della pittura intesa non soltanto come risultato finale, ma come processo, ricerca e mestiere.