L'aggiornamento

Incendio in una cella del carcere di Chiavari, quattro agenti intossicati: salvato il detenuto

La dichiarazione di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: "Quello successo dimostra quanto sia delicato e rischioso il lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria"

Incendio in una cella del carcere di Chiavari, quattro agenti intossicati: salvato il detenuto
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Era notizia di questa mattina, quella di un materasso andato a fuoco in una cella del carcere di Chiavari. Arriva l’aggiornamento con il quadro completo della vicenda: un detenuto di origine senegalese ha appiccato un incendio nella propria cella, nel reparto Tigullio della casa circondariale di Chiavari, nella notte tra venerdì 9 e sabato 10 ottobre.

 

La polizia ha spento le fiamme

Provvidenziale l’intervento della Polizia Penitenziaria, che è riuscita a spegnere le fiamme, mettere in sicurezza gli altri detenuti e salvare la vita all’uomo che aveva provocato l’incendio. Quattro appartenenti al Corpo sono stati accompagnati al pronto soccorso per intossicazione e per ricevere le cure necessarie. Secondo quanto ricostruito, il detenuto, ammesso al regime lavorativo previsto dall’articolo 21 dell’Ordinamento penitenziario, aveva appiccato il fuoco all’interno della propria cella. Gli agenti sono intervenuti tempestivamente, utilizzando gli estintori e affrontando una situazione particolarmente rischiosa. Dopo aver tratto in salvo gli altri ristretti presenti nel reparto, il personale è entrato nuovamente nell’area interessata dall’incendio per raggiungere il detenuto, che opponeva resistenza e si trovava ancora all’interno della cella invasa dalle fiamme. Un intervento che ha richiesto sangue freddo, professionalità e un notevole spirito di servizio, mettendo a rischio la stessa incolumità degli operatori per scongiurare conseguenze ben più gravi.

La dichiarazione di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria

«Quello che è accaduto a Chiavari dimostra, ancora una volta, quanto sia delicato e rischioso il lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria. Gli agenti sono entrati in una cella invasa da fumo e fuoco, hanno messo in salvo gli altri detenuti e, nonostante la resistenza opposta dall’uomo che aveva provocato l’incendio, sono riusciti a salvarlo. Quattro poliziotti hanno avuto bisogno di cure mediche: è un dato che rende ancora più evidente il prezzo che il personale può essere chiamato a pagare nell’adempimento del proprio dovere». Capece sottolinea quindi la necessità di riconoscere concretamente il valore dell’azione svolta: «Il SAPPE chiede all’Amministrazione penitenziaria di avviare con urgenza le procedure per un adeguato riconoscimento premiale nei confronti di tutti i poliziotti intervenuti. Non si tratta di un atto formale, ma di un doveroso riconoscimento per chi ha dimostrato coraggio, senso del dovere e professionalità, salvando una vita umana. Lo Stato deve saper valorizzare chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza degli istituti penitenziari e l’incolumità delle persone affidate alla sua custodia».

 

Sulla vicenda interviene anche Vincenzo Tristaino, segretario del SAPPE per la Liguria, che richiama l’attenzione sulle difficili condizioni in cui opera il personale di Polizia penitenziario

«Episodi come quello di Chiavari dimostrano che la Polizia Penitenziaria è chiamata a fronteggiare emergenze improvvise, spesso in ambienti complessi e con margini di intervento estremamente ridotti. I poliziotti hanno agito con tempestività e determinazione, evitando che l’incendio provocasse conseguenze ancora più gravi. A loro va il nostro plauso, insieme all’augurio di una pronta guarigione ai colleghi rimasti intossicati». «Non possiamo limitarci a ringraziare il personale dopo ogni emergenza», prosegue Tristaino. «Occorrono interventi strutturali, adeguate dotazioni di sicurezza, organici sufficienti e una concreta attenzione alla salute e all’incolumità degli operatori. La professionalità degli agenti è fondamentale, ma non può diventare un alibi per rinviare le misure necessarie a prevenire i rischi e a garantire condizioni di lavoro più sicure».

Il SAPPE chiede pertanto che l’Amministrazione penitenziaria valorizzi formalmente l’intervento dei poliziotti di Chiavari e adotti tutte le misure necessarie per rafforzare la prevenzione e la gestione delle emergenze negli istituti penitenziari. «Salvare una vita, proteggere gli altri detenuti e contenere un incendio mettendo a repentaglio la propria sicurezza – conclude Capece – è una testimonianza concreta dei valori della Polizia Penitenziaria. A questi uomini va riconosciuto non soltanto il plauso, ma anche un segnale tangibile da parte dell’Amministrazione».