“Da diverse settimane si moltiplicano le segnalazioni e le proteste dei cittadini chiavaresi, esasperati dalla presenza di fumi densi e odori acri causati dai roghi continui di sfalci e potature agricole. Una pratica diffusa che, sommandosi alle emissioni del traffico veicolare, sta rendendo l’aria irrespirabile in alcune aree della città. Raccogliamo l’allarme della cittadinanza e chiediamo un intervento urgente e incisivo da parte dell’Amministrazione Comunale per tutelare la salute pubblica e la qualità dell’aria”. Ad esporsi è il Circolo Legambiente Cantiere Verde che continua:
“I dati scientifici parlano chiaro: i fumi derivanti dalla combustione all’aperto di biomassa vegetale rilasciano elevate concentrazioni di polveri sottili (PM10 e PM2,5), idrocarburi e sostanze tossiche che penetrano in profondità nell’apparato respiratorio. In presenza di stasi atmosferica o di inversione termica tipica dei mesi freddi, queste emissioni ristagnano a bassa quota, invadono le abitazioni e colpiscono duramente i soggetti più fragili, come bambini, anziani e persone con patologie respiratorie”.
“Non si può più ignorare il problema o derubricarlo a tradizione contadina”
Continua il Circolo:
“Non si può più ignorare il problema o derubricarlo a ‘tradizione contadina’. Il quadro normativo attuale – a partire dall’Articolo 256-bis del D.Lgs. 152/2006 fino alle disposizioni regionali e al Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Chiavari – impone limiti severissimi e vieta tassativamente l’abbruciamento di cumuli che non siano esclusivamente residui agricoli vegetali e secchi, vietando in ogni caso la combustione di rifiuti estranei, plastiche, imballaggi o scarti vari.
Al fine di mitigare l’impatto ambientale e favorire la transizione verso modelli di economia circolare, si propongono all’Amministrazione Comunale quattro linee di azione prioritarie:
- la revisione dell’ordinanza comunale sugli abbruciamenti introducendo divieti più stringenti nei mesi invernali e nelle giornate caratterizzate da stasi atmosferica;
- il rafforzamento dei controlli e sanzioni sul territorio intensificando le verifiche della Polizia Locale al fine di reprimere l’accensione di roghi di materiale umido, verde o, peggio, contaminato da plastiche e scarti da cantiere, applicando severamente le sanzioni previste;
- l’introduzione di incentivi delle buone pratiche di cippatura e biotriturazione attraverso l’attivazione di linee di sostegno o bandi comunali per agevolare l’acquisto o il noleggio condiviso di biotrituratori da parte di condomini e privati cittadini. L’obiettivo è trasformare il residuo verde da potatura in risorsa (ammendante naturale e pacciamatura), eliminando alla radice la necessità del ricorso al fuoco e promuovendo la fertilità dei suoli.
- il potenziamento e la promozione dei servizi forniti da Aprica agevolando l’utilizzo di ritiro gratuito a domicilio di sfasci e potature e l’aumento di campane verdi stradali.
Bruciare all’aperto deve diventare l’ultima, eccezionale opzione, non la normalità”.