Zoagli

Comune di Zoagli e Università di Genova, prende forma la collaborazione per il futuro del territorio

Primo momento operativo del percorso con il Dipartimento di Architettura e Design e GIC.lab. Agli studenti presentati la storia di Zoagli, la visione dell’amministrazione e quattro ambiti di studio sui quali sviluppare nuove idee e proposte progettuali

Comune di Zoagli e Università di Genova, prende forma la collaborazione per il futuro del territorio
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Si è svolto ieri, lunedì 19 ottobre, l’incontro tra l’amministrazione comunale di Zoagli e gli studenti di Architettura dell’Università di Genova, primo momento operativo del percorso di collaborazione avviato con il Dipartimento di Architettura e Design (dAD) e il cluster di ricerca GIC.lab.

Primo momento operativo del percorso con il Dipartimento di Architettura e Design e GIC.lab. Agli studenti presentati la storia di Zoagli, la visione dell’amministrazione e quattro ambiti di studio sui quali sviluppare nuove idee e proposte progettuali

All’incontro hanno partecipato il sindaco Roberto Viale, il consigliere comunale Angelo Sacco e il professor Aurelio Mauri, che attraverso una serie di presentazioni hanno accompagnato gli studenti alla scoperta della storia di Zoagli, delle caratteristiche del territorio e degli obiettivi che l’amministrazione intende perseguire nel periodo 2026–2031.
Il professor Mauri ha ripercorso le principali tappe della storia del paese: dalle origini alla tradizione marinara, dalla produzione dei celebri velluti di seta alle trasformazioni urbanistiche e sociali del Novecento, mettendo in evidenza lo stretto rapporto che nel tempo ha legato identità locale, paesaggio e attività economiche.
L’amministrazione ha quindi presentato la propria visione per il futuro di Zoagli: superare una programmazione costituita esclusivamente da singoli interventi per costruire una lettura più ampia e coordinata del territorio, nella quale opere pubbliche, paesaggio, mobilità, decoro urbano, spazi pubblici, patrimonio esistente e sviluppo locale possano essere affrontati all’interno di una strategia complessiva.

«La collaborazione con l’Università di Genova rappresenta per Zoagli un’opportunità importante per guardare al nostro territorio con una prospettiva nuova e di lungo periodo – dichiara il sindaco Viale – vogliamo partire dall’identità e dalla storia del nostro paese per ragionare sul suo futuro, coinvolgendo competenze e sensibilità diverse. Nessuna soluzione precostituita, ma idee, visioni e stimoli che possano aiutarci a comprendere meglio le potenzialità di Zoagli e delle sue frazioni. Aprire il Comune al confronto con l’Università significa investire sulla conoscenza e sulla capacità di progettare, con attenzione alla qualità del territorio e alle generazioni che lo vivranno domani».

Quattro ambiti per studiare Zoagli
Per orientare il lavoro degli studenti, il territorio comunale è stato articolato in quattro grandi ambiti di studio, differenti per caratteristiche, criticità e opportunità progettuali.
Zoagli Centro, dove i temi proposti comprendono la riqualificazione di Piazza XXVII Dicembre, il rapporto tra il centro e il mare, il recupero del Villone Vicini e la valorizzazione delle aree lungo la Via Aurelia.
Sant’Ambrogio, con particolare attenzione all’area sottostante il cimitero e alla possibilità di immaginare nuove funzioni collettive, sportive e ricreative.
Semorile, con uno studio rivolto alla tutela e valorizzazione della valle, al recupero del paesaggio agricolo e al miglioramento dei collegamenti verso Monte Anchetta.
San Pietro, dove agli studenti è stato proposto di approfondire possibili soluzioni per migliorare il collegamento viario con il centro di Zoagli.
Accanto a questi quattro ambiti è stato posto un tema trasversale che interessa diverse parti del territorio comunale: il recupero degli uliveti, dei terrazzamenti e delle aree agricole oggi abbandonate, valutando nuove funzioni compatibili con la tutela del paesaggio e con le esigenze contemporanee.

«Portare l’amministrazione pubblica dentro l’Università è il modo più concreto per fare didattica sul territorio, confrontandosi in modo efficace su tematiche reali – dichiara Nicola Valentino Canessa, direttore del cluster di ricerca GIC.lab di UniGe|dAD – ieri lo scambio è andato nei due sensi. Il Sindaco e gli esperti del Comune hanno raccontato il territorio e le loro idee per il suo futuro. Gli studenti hanno posto le prime domande sulle loro prime idee di progetto, per capire quali trasformazioni, interventi di valorizzazione e azioni di manutenzione possano essere di interesse per la comunità. Confrontarsi con un caso reale trasforma gli studenti in ricercatori ed esploratori del territorio, chiamati a leggerne i luoghi, le fragilità e le opportunità. Per l’amministrazione, allo stesso tempo, il lavoro degli studenti è una risorsa. È una generazione di idee libere, non vincolata dalle dinamiche quotidiane, e permette di guardare il proprio territorio con occhi diversi. È questo lo spirito della collaborazione che stiamo costruendo con Zoagli».

L’obiettivo del percorso, infatti, non è affidare agli studenti progetti già definiti dall’amministrazione, ma lasciare loro libertà di analisi e di proposta: individuare criticità, riconoscere opportunità, elaborare nuove soluzioni e confrontarsi anche con la loro fattibilità e sostenibilità nel tempo.

«Crediamo molto in questa opportunità di collaborazione con l’Università – sottolinea il consigliere comunale Sacco – perché riteniamo che il mondo universitario possa contribuire concretamente ai processi di trasformazione del territorio. Gli studenti rappresentano una risorsa preziosa non soltanto per le competenze che stanno acquisendo, ma soprattutto per l’entusiasmo, la freschezza delle idee e la libertà con cui possono osservare problemi e opportunità. Il loro sguardo può aiutarci a individuare soluzioni che, talvolta, chi vive quotidianamente il territorio fatica a immaginare».

L’incontro di ieri, lunedì 19 ottobre, rappresenta così il primo momento operativo della collaborazione tra Comune di Zoagli e Università di Genova, mettendo in relazione amministrazione pubblica, ricerca e formazione.