Il caso

Circolo Legambiente Cantiere Verde: «Qualità dell’aria nella valle dell’Entella, attenti al fumo degli abbruciamenti»

Il gruppo: «I dati rilevati nelle ultime quattro settimane dalla centralina “Sito Natura 2000” rivelano che nei giorni di foschia e poca ventilazione bruciare residui agricoli fa schizzare le polveri sottili (PM2.5) sopra le soglie di guardia indicate dall'OMS»

Circolo Legambiente Cantiere Verde: «Qualità dell’aria nella valle dell’Entella, attenti al fumo degli abbruciamenti»
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«Qualità dell’aria nella valle dell’Entella: attenti al fumo degli abbruciamenti»: il monito del Circolo Legambiente Cantiere Verde.

Le considerazioni del Circolo Legambiente Cantiere Verde

«I dati rilevati nelle ultime quattro settimane dalla centralina “Sito Natura 2000” rivelano che nei giorni di foschia e poca ventilazione bruciare residui agricoli fa schizzare le polveri sottili (PM2.5) sopra le soglie di guardia indicate dall’OMS.

A scattare la fotografia è il report dei dati rilevati nell’intervallo temporale 23 settembre – 22 ottobre 2026 dalla stazione IQAir – Sito NATURA 2000 ubicato nei pressi di San Salvatore di Cogorno. Sebbene la media del particolato fine (PM 2.5) rimanga entro i parametri europei, in ben 6 giorni su 30 la qualità dell’aria ha superato i livelli di guardia indicati dall’OMS toccando picchi nella prima settimana del mese.

La causa principale di queste impennate risiede nella combinazione tra clima, traffico veicolare e pratiche agricole. Nelle serate autunnali l’inversione termica blocca l’aria fredda sul fondo della piana dell’Entella impedendo ai fumi di salire e disperdersi. Inoltre, l’abbruciamento di residui agricoli genera spesso una combustione incompleta che produce un fumo denso e acido ricco di polveri sottili (PM 2.5), fuliggine e sostanze irritanti per le vie respiratorie. A risentire dell’inquinamento sono innanzitutto bambini, anziani e le persone fragili.

Per proteggere sia la salute dei residenti sia la biodiversità dell’oasi naturalistica della Rete Natura 2000 l’invito è a scegliere alternative come la cippatura e la biotriturazione evitando qualsiasi fumo nonché il compostaggio per far decomporre l’erba invece di bruciarla.

Con l’arrivo della stagione fredda e l’accensione dei riscaldamenti domestici la situazione non potrà che aggravarsi.

La centralina-sentinella posizionata nella valle dell’Entella è progettata per rilevare le polveri sottili, ma non per analizzare i microinquinanti tossici della combustione – quali benzene, monossido di carbonio, biossido di azoto, biossido di zolfo – ed è proprio per questo motivo che sarebbe fondamentale disporre periodicamente delle analisi rilevate da una stazione mobile dell’Arpal.

Respirare un’aria migliore nell’area dell’Entella dipende dalle scelte quotidiane di tutti».

Foto dal blog del Circolo Legambiente Cantiere Verde