Il punto

Abbruciamenti, esalazioni moleste e tutela dell’aria a Chiavari: Legambiente richiama al rispetto della normativa

Occhi puntati sull'Articolo 17 del Regolamento di Polizia Urbana e ai confini fissati con Delibera C.C. 98/2015

Abbruciamenti, esalazioni moleste e tutela dell’aria a Chiavari: Legambiente richiama al rispetto della normativa
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Abbruciamenti, esalazioni moleste e tutela dell’aria a Chiavari: Legambiente richiama al rispetto dell’Articolo 17 del Regolamento di Polizia Urbana e ai confini fissati con Delibera C.C. 98/2015.

Le considerazioni del Circolo Legambiente Cantiere Verde

«Con la ripresa delle attività di pulizia di giardini e terreni agricoli, riteniamo fondamentale richiamare l’attenzione sulla tutela dell’ambiente e sulla qualità dell’aria che respiriamo quotidianamente. A questo scopo la normativa esiste già: si tratta dell’Articolo 17 del Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Chiavari, la norma di riferimento volta a prevenire gli incendi ed evitare l’immissione di fumi e sostanze nocive negli spazi abitati.

Il testo normativo perimetra con estrema chiarezza le zone in cui la combustione all’aperto è vietata, sancendone l’interdizione assoluta all’interno di tutto il centro urbano, così come delimitato dal Piano Urbanistico Comunale (PUC) approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 98/2015. In questa ampia porzione del territorio cittadino è severamente vietato bruciare foglie, sterpi, ramaglie e qualsiasi altro materiale vegetale o residuo, sia negli spazi pubblici sia nelle aree private, inclusi giardini, cortili e terreni posti a ridosso delle abitazioni.

Il divieto assume un valore strategico ancora più determinante per la protezione di contesti particolarmente vulnerabili e frequentati, quali gli edifici scolastici, gli impianti sportivi cittadini e la vicina Oasi Faunistica dell’Entella, ossia siti che richiedono la massima tutela per la qualità dell’aria e per la salvaguardia della biodiversità.

A questa perimetrazione geografica, l’Articolo 17 affianca una prescrizione fondamentale a tutela della convivenza civica e della salute pubblica: il divieto esplicito di produrre esalazioni moleste verso luoghi pubblici o privati. La pratica dell’abbruciamento — troppo spesso considerata una semplice consuetudine domestica o agricola — genera in realtà fumi densi e nocivi, carichi di polveri sottili che ristagnano a bassa quota. Ciò provoca un diretto disagio e comporta seri rischi per la salute della popolazione, in particolare per i soggetti più vulnerabili come bambini, anziani e persone affette da patologie respiratorie, arrecando al contempo un danno a studenti, atleti e al patrimonio naturale locale.

Il rispetto dei limiti stabiliti dalla delibera C.C. 98/2015 e il divieto di generare esalazioni moleste non costituiscono meri passaggi burocratici, bensì presidi essenziali per salvaguardare la salute collettiva, proteggere le fasce più fragili della popolazione, preservare aree ad alta sensibilità ed evitare il divampare di incendi sulle nostre colline.

Invitiamo pertanto tutti i residenti a superare la logica del fuoco e ad adottare alternative sostenibili e virtuose, quali la cippatura sul posto, il compostaggio domestico o il conferimento dei residui vegetali presso il Centro di Raccolta comunale.

Rivolgiamo, infine, un accorato appello al Comune di Chiavari e alla Polizia Locale affinché vengano intensificati i controlli sulle emissioni di fumo e sul rispetto dei confini individuati dall’Articolo 17, affiancando alle necessarie sanzioni un’adeguata opera di informazione ed educazione ambientale a supporto di tutta la comunità».

Foto dal blog del Circolo