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Sestri, nuovo regolamento per le spese di rappresentanza: più controlli e trasparenza

Il Consiglio comunale approva il testo che sostituisce quello del 2005. Introdotti criteri più stringenti, divieti espliciti e obblighi di pubblicazione. Solinas: «Nessuna apertura all'uso propagandistico del denaro pubblico, è esattamente il contrario»

Sestri, nuovo regolamento per le spese di rappresentanza: più controlli e trasparenza
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Più paletti, procedure più rigide e pubblicazione online: il Comune ha un nuovo regolamento sulle spese di rappresentanza, che sostituisce quello del 2005. Il testo è stato approvato ieri sera in Consiglio comunale dalla Maggioranza guidata dal sindaco Francesco Solinas e stabilisce inequivocabilmente che qualsiasi tipo di spesa sarà ammessa unicamente per scopi istituzionali.

«È un provvedimento che va a beneficio dell’ente, richiesto dagli uffici per avere una operatività più chiara – dichiara il Sindaco di Sestri Levante Francesco Solinas – Non è assolutamente vero, come hanno provato a far credere ieri sera in aula, che si voglia dare al sindaco o all’amministrazione di turno più possibilità di usare denaro pubblico a fini propagandistici: è esattamente il contrario».

Rispetto al vecchio testo, che legava le spese al “prestigio” e all’immagine della città con definizioni generiche, il nuovo regolamento introduce criteri tassativi: buon andamento, imparzialità, economicità, e canoni di inerenza, ufficialità, sobrietà e proporzionalità. Non basta più una semplice comunicazione alla Segreteria con motivo, fornitore e destinatari: ogni richiesta dovrà tradursi in una determinazione dirigenziale con motivazione specifica, che dimostri il nesso con i fini istituzionali e l’interesse pubblico. I dirigenti non potranno spendere senza una richiesta scritta dell’organo politico.

La novità più rilevante è l’elenco delle spese escluse (art. 6), che il vecchio regolamento non prevedeva. Non potranno essere considerati spese di rappresentanza: gli atti di mera liberalità; l’ospitalità o i pasti a soggetti ricevuti in veste informale o non ufficiale; cibo e bevande per gli amministratori durante le sedute di Giunta e Consiglio; gli omaggi a dipendenti, ex dipendenti, amministratori ed ex amministratori; l’ospitalità e i pasti a fornitori o professionisti legati all’ente da contratti.

L’art. 4 individua poi chi può richiedere la spesa: sindaco, vicesindaco, assessori e presidente del Consiglio comunale, con esclusione dei dipendenti. Mentre il vecchio testo non prevedeva controlli esterni né pubblicità, l’art. 7 introduce l’obbligo di trasmettere i dati alla Corte dei Conti e di pubblicarli sul sito del Comune, nella sezione “Amministrazione trasparente”.

Il regolamento recepisce i principi fissati dalla giurisprudenza della Corte dei Conti, in assenza di una legge che indichi le spese ammesse.