LE PROTESTE

Scuole, due linee sulla protesta: intervengono gli istituti

Il pugno duro del Marconi-Delpino e la via del dialogo al Luzzati

Scuole, due linee sulla protesta: intervengono gli istituti
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La protesta studentesca accende le scuole superiori di Chiavari e del Levante, ma a far discutere non sono soltanto le rivendicazioni dei ragazzi: è il profondo divario nella gestione della crisi da parte della dirigenza dei vari istituti della città. Due circolari e due approcci diametralmente opposti segnano la linea tra il pugno duro del rigore normativo e l’apertura all’ascolto pacifico.

(Servizio dedicato oggi su Il Nuovo Levante in edicola con le voci degli studenti e dei dirigenti)

Luzzati: l’occupazione pacifica e la scelta del confronto

Al plesso “E. Luzzati” dell’I.I.S. Luzzati-Deambrosis-Natta, la protesta è scattata lunedì 2 novembre 2026. Gli studenti hanno dato il via a un’occupazione definita fin da subito “pacifica e costruttiva”, mirata a creare momenti autogestiti di dibattito e approfondimento in linea con le tensioni che attraversano il mondo studentesco a livello nazionale. La dirigente scolastica, prof.ssa Paola De Vincenzi, ha scelto di percorrere la strada della trasparenza e del dialogo. Nella circolare n° 115, la presidenza ha preso atto dell’iniziativa, evidenziando come l’occupazione non abbia bloccato le attività fondamentali dell’istituto: l’accesso alla struttura è rimasto garantito al personale scolastico, le lezioni sono proseguite per gli studenti che hanno scelto di entrare in classe e i servizi amministrativi e ATA hanno funzionato regolarmente. Pur segnalando formalmente la situazione agli organi competenti e richiamando i rappresentanti degli studenti alla responsabilità su sicurezza e cura dei locali, la scuola ha riconosciuto il carattere pacifico della mobilitazione, evitando il muro contro muro.

La circolare del Luzzati

Marconi-Delpino: avvertimenti penali e sanzioni severe

Di tutt’altro tono la comunicazione formale inviata due giorni dopo, il 4 novembre 2026, dal dirigente scolastico del Liceo “Marconi-Delpino”, DS Alberto D. Raffo. Con il protocollo 0017257, la presidenza del Liceo si è rivolta a studenti, famiglie e personale mettendo un chiaro ed esplicito “alt” a qualsiasi ipotesi di blocco o occupazione. Pur premettendo che la scuola rimane una comunità educante aperta al confronto e alla partecipazione attiva, il dirigente ha chiarito che “azioni di forza come l’occupazione dell’edificio o il blocco degli accessi non possono essere consentite”.

La circolare elenca nel dettaglio le possibili conseguenze legali per chi decide di aderire a blocchi o occupazioni:

  • Conseguenze penali: l’interruzione di pubblico servizio (Art. 340 c.p.), l’invasione di edifici (Art. 633 c.p.) e il reato di violenza privata (Art. 610 c.p.) in caso di picchetti, ricordando che la responsabilità penale scatta dai 14 anni.
  • Risarcimento danni: responsabilità civile in capo ai genitori dei minori per eventuali danni o spese di pulizia straordinaria (Art. 2048 c.c.).
  • Misure disciplinari: l’applicazione delle recenti riforme (Legge 150/2024), con il rischio di 5 in condotta (bocciatura automatica), sospensione, obbligo di svolgere lavori socialmente utili e sanzioni pecuniarie.

L’istituto invita quindi gli studenti a incanalare le proprie idee verso strumenti democratici tradizionali, come assemblee straordinarie o giornate di didattica alternativa.

La circolare del Marconi-Delpino