Approvato il piano socio sanitario, permangono le polemiche: Tigullio «periferico»?

Riorganizzazione ospedaliera ligure: Viale soddisfatta, ma le opposizioni denunciano l'intenzione di smantellare l'offerta sanitaria del Tigullio

Approvato il piano socio sanitario, permangono le polemiche: Tigullio «periferico»?
06 Dicembre 2017 ore 08:31

Approvato in Regione con 16 voti a favore e 14 contrari il piano socio sanitario per il prossimo triennio: ma le polemiche non si stemperano.

Il piano socio sanitario

Dopo mesi di polemiche è stato infine approvato in Regione il piano socio sanitario ligure per il prossimo triennio: ma questo non è servito a chiudere le polemiche, anzi. Nella pletora di emendamenti ed ordini del giorno presentati, ne è passato anche qualcuno a tutela delle strutture levantine, quale l'odg di De Paoli che impegna la giunta «a far sì che nella asl4 continui ad operare il reparto di riabilitazione intensiva dell’ospedale di Sestri Levante senza disperdere il bagaglio tecnico, strumentale e umano che ha fatto dell’ospedale di Sestri Levante un’eccellenza in materia», e si prefigura la possibilità di un pronto soccorso a Rapallo, emendamento approvato ma «a condizione che se ne riscontri la possibilità», condizione del tutto ipotetica. E, per giunta, per le opposizioni si teme che questo manifesti indirettamente l'intenzione di aprire le porte alla privatizzazione.

Proprio su queste incertezze casca l'asino: il Piano non è uno strumento organizzativo, ma una manifestazione di intenti come un piano triennale delle opere di un comune, che attesta una linea di indirizzo ma non offre garanzie di essere portato a compimento. «Il Piano non è, come qualcuno ha affermato, uno strumento organizzativo – ha spiegato la vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale – ma, secondo quanto previsto dalla legge, delinea le azioni da promuovere rispetto alla fotografia di quello che sarà la Liguria nei prossimi tre anni, le priorità per grandi sistemi e non per livelli organizzativi, strumenti questi ultimi propri delle aziende con i piani organizzativi aziendali. In altre parole il Piano delinea la rete ospedaliera per i prossimi anni, non quella territoriale relativa, ad esempio, alle Case della salute».

Continua Viale: «Sono molto soddisfatta dell’approvazione oggi del piano sociosanitario 2017-2019 che segna una nuova epoca rispetto al piano approvato dalla precedente amministrazione di centrosinistra. In pochi mesi, con le tre leggi di riforma approvate dall’Aula e ora con il Piano sociosanitario, abbiamo delineato la sanità del futuro, che va verso l’efficientamento e l’azzeramento del disavanzo, senza chiudere ospedali e, anzi, riaprendo numerosi pronto soccorso, garantendo al contempo il passaggio dalla visione ‘ospedalocentrica’ del vecchio piano ad una effettiva integrazione ospedale-territorio, individuata come prioritaria. È uno straordinario risultato che mette al centro la persona e non la malattia. Ora si apre la sfida vera ovvero l’attuazione di questo piano».

Garibaldi: «Vogliono un Tigullio periferico»

Insomma, le questioni che hanno fatto discutere sinora restano tutte aperte: «La Giunta Regionale e la maggioranza, compresi i consiglieri del centrodestra del Tigullio, hanno votato contro il mio emendamento di riorganizzazione della rete ospedaliera dell’Asl 4 - lamenta il vicecapogruppo PD in Regione Luca Garibaldi - in cui si parlava della centralità dell’ospedale di Lavagna, del Polo riabilitativo, del Polo oncologico, del centro senologico, della chirurgia a bassa complessità a Sestri Levante, della funzione elettiva con ortopedia e Cardiochirurgia a Rapallo. Hanno detto no a tutto questo, il che significa che verrà mantenuta la situazione attuale, con ospedali con interi piani vuoti (vedi Sestri Levante), un Dea come quello di Lavagna con un’intera palazzina realizzata e mai utilizzata e un nuovo presidio sanitario, quello di Rapallo, usato a metà.
La scelta della destra è semplice: rendere periferica l’offerta sanitaria nel Tigullio, rispetto al resto della Regione. Nessun investimento e svuotamento dei vecchi ospedali, a partire da Sestri Levante. I consiglieri regionali di maggioranza, tra rispondere al territorio o alla Giunta hanno scelto la Giunta, dimostrando un’autonomia limitata. Anche la previsione di valutare un Pronto soccorso a Rapallo, proposta in extremis dalla Giunta regionale stamattina, è uno specchietto per le allodole, per mascherare la mancanza di una strategia. Nello stesso momento in cui viene proposto, si dice che non si sa se sia un’ipotesi sostenibile. E quindi il destino di Rapallo quale sarà? Verrà privatizzato, come si pensa di fare in altre parti della Liguria? Dalla maggioranza, come previsto, purtroppo, non sono arrivati chiarimenti sul ruolo di Lavagna e Sestri Levante. I consiglieri del centrodestra, in molti casi, hanno votato esattamente in modo opposto, rispetto a quando detto fino a poco tempo prima».

Tosi: «Il pronto soccorso a Rapallo sarebbe l'anticamera della privatizzazione»

Il paventato pronto soccorso rapallese è oggetto di forti critiche anche da parte di Fabio Tosi del Movimento 5 Stelle: «La Giunta Toti modifica la tabella della rete ospedaliera di Levante aggiungendo il pronto soccorso e spalanca, così, le porte a una potenziale privatizzazione dell’ospedale di Rapallo, in barba al parere contrario del sindaco e collega di coalizione Bagnasco. Lo ha fatto con un emendamento al Piano Socio-Sanitario in discussione in Consiglio regionale, su cui il MoVimento 5 Stelle ha espresso voto contrario. Così come abbiamo espresso voto contrario all’emendamento del Partito Democratico per inserire il reparto di cardio-chirurgia nello stesso ospedale rapallese che, secondo quanto sostenuto dallo stesso ex assessore alla Sanità di centrosinistra, Claudio Montaldo, sarebbe stato il primo tassello della privatizzazione sanitaria nel Levante. Così centrodestra e centrosinistra, compatte, aprono le porte ai privati in un ospedale fortemente voluto e sostenuto dai cittadini di Rapallo, e che ai cittadini appartiene e deve rimanere. E, come tale, va valorizzato e potenziato. Ma ciò non deve avvenire a scapito delle altre strutture presenti in Asl 4. Rapallo non ha bisogno di un nuovo pronto soccorso ma di mettere il punto di primo intervento in condizione di lavorare efficacemente e sgravare, così, il vicino pronto soccorso di Lavagna di codici bianchi e verdi».