I consiglieri comunali Andrea Carannante e Francesco Angiolani intervengono sullo stato di agitazione dei dipendenti del Comune di Rapallo, denunciando criticità legate a organico, organizzazione e condizioni di lavoro. I due esponenti dell’opposizione chiedono chiarimenti all’Amministrazione e si dichiarano disponibili a incontrare i lavoratori e a portare le loro istanze in Consiglio comunale.
Oggi è stato proclamato lo stato di agitazione di tutti i dipendenti comunali.
Non più soltanto la Polizia Municipale, che già aveva manifestato il proprio disagio e la cui situazione era rimasta in stand by.
Adesso il problema riguarda l’intera macchina comunale.
E questo arriva proprio dopo il Consiglio comunale di ieri sera, nel quale abbiamo ascoltato raccontare una Rapallo praticamente perfetta: un Comune virtuoso, senza particolari problemi, con un’amministrazione che avrebbe tutto sotto controllo.
La realtà che emerge è decisamente diversa.
Si parla di problemi di organico, organizzazione, condizioni di lavoro e di risorse per gli straordinari.
E noi questa domanda l’avevamo già posta tempo fa in Consiglio comunale.
Ci è stato risposto che era tutto a posto.
Oggi, invece, ci ritroviamo con i dipendenti comunali in stato di agitazione.
Un Comune con un bilancio di decine di milioni di euro non può arrivare a questo punto.
E allora qualcuno dovrà spiegare cosa sta succedendo.
Perché amministrare non significa raccontare che va tutto bene.
Amministrare significa accorgersi dei problemi prima che esplodano.
E c’è un’altra cosa che vogliamo dire al sindaco.
Ogni volta che in Consiglio comunale denunciamo quello che, dal nostro punto di vista, non funziona e definiamo incapaci gli amministratori, ci viene risposto che stiamo danneggiando l’immagine di Rapallo.
No, sindaco.
L’immagine di Rapallo non la danneggia chi denuncia i problemi.
L’immagine di Rapallo la danneggia un’amministrazione quando i problemi diventano così evidenti da essere discussi da tutti.
Sono due anni e mezzo che veniamo fermati da persone di altri Comuni, da amministratori, da cittadini, da persone che ci chiedono:
«Ma cosa sta succedendo a Rapallo?»
Questa è la realtà che dovreste preoccuparvi di affrontare.
Non i consiglieri comunali che la denunciamo.
Perché se una città viene percepita all’esterno come una città dove succede continuamente qualcosa, non si può pensare di risolvere tutto accusando l’opposizione di fare cattiva pubblicità.
La realtà non diventa migliore semplicemente perché non la raccontate.
E oggi c’è un fatto politico enorme: i dipendenti comunali, dopo la Polizia Municipale, hanno proclamato lo stato di agitazione.
Questo non è un attacco all’immagine di Rapallo.
È un campanello d’allarme.
E noi lo ascoltiamo.
Siamo dalla parte dei lavoratori e siamo disponibili a incontrare i dipendenti comunali, ascoltare le loro ragioni e utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo come consiglieri: interrogazioni, mozioni, accesso agli atti e ogni iniziativa prevista dalla legge.
Perché il Comune non è un palcoscenico.
È una macchina che deve funzionare.
E chi la governa deve assumersi la responsabilità di farla funzionare.
Per noi quello che sta accadendo è gravissimo.
E se qualcuno pensa che denunciarlo significhi discreditare Rapallo, allora continueremo a dire esattamente quello che vediamo.
Perché non siamo noi a dover proteggere l’immagine di chi governa.
Noi dobbiamo proteggere l’interesse di Rapallo e di chi ci lavora.
Andrea Carannante
Francesco Angiolani