Chiavari

Abbattuta la casa dei pescatori, spunta un manifesto funebre

Lo sfogo di Pino Lanata

Abbattuta la casa dei pescatori, spunta un manifesto funebre
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Un manifesto funebre per la storica Casa dei Pescatori abbattuta ieri, 15 aprile, a Chiavari. E' quanto hanno preparato pescatori e amici di un luogo che in città per molti ha contato molto.

La lettera

Scrive Pino Lanata:

"Addio "baracca", Casa dei Pescatori, quanto è triste questo momento soprattutto per chi è cresciuto con te.
Addio "baracca", hai segnato li culmine, e al tempo stesso la fine, di una meravigliosa avventura: quella dei pescatori, con la canna e con li risaggio, della foce dell'Entella.
Addio "baracca", non sei riuscita a festeggiare cinquant'anni; ti hanno uccisa a quarantasette; oggi sei un morto che parla, che parlerà, che vivrà sempre però nel ricordo di molti e che turberà qualche cattivo personaggio.
Addio "baracca", casa dei pescatori: hai ascoltato tanti racconti, hai sopportato giovani e anziani, amici e avversari, politici veri e falsi, campioni e aspiranti, apprendisti e maestri, studenti e professori, Sindaci,
Consiglieri, Assessori, Presidenti, Onorevoli. Hai visto piene dell'Entella, mareggiate; hai resistito a pioggia, vento, tempeste... ma non hai ospitato "l'ingegnere".
Addio "baracca", per tanti anni ti ho frequentato quasi tutte le sere; tante volte ti ho guardata alla sfuggita,
passando, e al mia mente ritornava sempre a quei giorni felici con papà Dino, con al canna o con li risaggio, che tanto aveva battagliato per vederti sorgere.
Addio per sempre: non vedrai più albe e tramonti; non vedrai più i pescatori dell'Entella; li volere e li potere delle nuove insensibili generazioni ti hanno dichiarata "fatiscente, disabitata, da eliminare".
Non hai avuto nemmeno l'onore di uno sfratto documentato, solo una telefonata; sono i metodi moderni che cancellano li passato; dovevi sparire, punto e basta.
Eri bella dentro.
Oggi sei solo una "macchia nera" nella storia della "fiumana bella".
...e quando anch'io andrò a pescare nei fiumi e nei mari celesti ti rivedrò nella "macchia verde" vicino alla "casetta ortolana e peschereccia delle Marsine"; e con papà Dino e zio Rietto, instancabili pescatori/armaioli, con li Baciccia e li Giacomotto, i due fratelli Castagnino più pescatori che ortolani, con le sorelle l'Angiolina bionda el'Adelina bruna, "belle intangibili figlie del Mare", ricorderò ibei tempi dela vecchia Chiavari scomparsa, entrata "nela leggenda fiorita tra gli ulivi eli mare sotto li cole dele Grazie fragrante di pini, soffuso d'azzurro edi sole". Spero di vedere anche icolpevoli delo "sbaraccamento", processati però dalla giustizia divina.
In lontananza ÛZizua lancia continuamente li suo proclama: roba de morte...tûttö roba de morte..."

 

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