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IL PROTOCOLLO D'INTESA

Al Gaslini arriva lo specialista in tecniche ludiche per ridurre il trauma da ospedalizzazione nei bimbi

Intesa tra Regione, Asl, Forum del Terzo Settore e Gaslini

Al Gaslini arriva lo specialista in tecniche ludiche per ridurre il trauma da ospedalizzazione nei bimbi
Attualità Chiavari - Lavagna, 21 Febbraio 2022 ore 10:21

Per ridurre il trauma da ospedalizzazione nei bambini, arrivano nei reparti dell'ospedale pediatrico Gaslini di Genova i volontari per assistere i bambini. E' la figura dello 'specialista in tecniche ludiche' su cui Regione, Asl, Forum del Terzo Settore e Gaslini hanno approvato un protocollo d'intesa.

Il protocollo d'intesa tra Regione, Asl, Forum del Terzo Settore e Gaslini

Con la delibera di giunta di venerdì Regione Liguria ha approvato lo schema del protocollo d’intesa tra Regione Liguria, le Aziende sociosanitarie Liguri/RCCS Istituto Giannina Gaslini e il Forum del Terzo Settore, la sua finalità è quella di un percorso comune volto a ridurre il trauma dell’ospedalizzazione del bambino e la sua famiglia nel corso del ricovero, promuovendo all'interno dei relativi reparti la presenza di volontari con qualifica di ‘Specialista in tecniche ludiche’.

“Grazie al riconoscimento dei volontari come figure professionali - ha spiegato il presidente di Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti - i ‘child play specialist’ potranno tornare a svolgere il loro servizio, ludico ma estremamente importante per i bimbi ricoverati, all’interno degli ospedali. Una nuova figura professionale, riconosciuta per la prima volta in Italia dalla Regione Liguria ricalcando il modello americano, che facilita il rapporto tra i piccolo pazienti, le famiglie e i medici durante il percorso della malattia”.

“Sono entusiasta della conclusione di questo percorso che è iniziato circa un anno fa – spiega l’assessore alla tutela e valorizzazione dell’infanzia Simona Ferro – quando, a causa delle norme restrittive dovute alla pandemia, i volontari che già collaboravano da diverso tempo con le strutture sanitarie si sono trovati impossibilitati ad accedere ai reparti. I ‘child play specialist’ che collaboravano con le strutture sanitarie fungevano da punto di incontro tra i bambini, le famiglie ed i sanitari ed erano preziosi per tutti, ma non venivano riconosciute come figure professionali e quindi non potevano più svolgere la loro preziosa opera”.

Proprio per ovviare all’esclusione di coloro che dedicano gratuitamente tempo ed energie alla tutela dei bambini si è venuto a creare il percorso che ha portato al provvedimento approvato oggi che consente sinergie tra gli istituti sanitari, in primis il Gaslini, al fine di promuovere l'attività di volontariato nell'ambito delle pediatrie ospedaliere e perseguire l'umanizzazione dell'assistenza dei bambini e delle loro famiglie attraverso questa nuova figura del ‘child play specialist’ adesso individuata nel repertorio delle professioni.

“Quello che abbiamo promosso è stato un percorso condiviso con tutti gli attori interessati e consente di arrivare alla conclusione in maniera positiva: con questo protocollo il lavoro dei volontari che operano al fianco dei sanitari per la tutela dei bambini sarà riconosciuto in maniera ufficiale. Un obiettivo importante visto che il fine ultimo è quello di prendersi cura dei bambini e delle loro famiglie che devono affrontare il percorso ospedaliero molto traumatico”, conclude l’assessore Simona Ferro che ha fortemente voluto il riconoscimento di questa nuova figura professionale.

“E’ un protocollo che ha una valenza molto concreta – afferma l’assessore alla Formazione e alle Politiche Sociali Ilaria Cavo – perché la Formazione ha inserito la figura nel repertorio delle professioni e, grazie alla progettualità presentata con la misura ‘Match Point’, è già stato finanziato il primo corso del ‘Child Play Specialist’ . Si tratta dunque di un importante lavoro di sistema che avrà un risvolto pratico duplice, sia a livello professionale con la formazione dei volontari sia a livello sociale con l’aiuto che riceveranno i piccoli pazienti”.

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