L'impegno

Ambiente, è tempo di bilanci per la Lega Navale di Chiavari e Lavagna

Dal 1908 ad oggi la tutela e la cura dei litorali e delle coste passando attraverso il benessere del mare

Ambiente, è tempo di bilanci per la Lega Navale di Chiavari e Lavagna
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Ambiente, è tempo di bilanci per la Lega Navale di Chiavari-Lavagna, fondata il 26 gennaio 1908. Dal 1908 ad oggi la tutela e la cura dei litorali e delle coste passando attraverso il benessere del mare.

Il tema dell'ambiente

Già nel 1910 era stato approvato e svolto un progetto ambientale per monitorare i litorali, lo studio dell’erosione delle coste e relative conseguenze. Questo sentimento di protezione verso l’ambiente marino è proseguito e cresciuto nei decenni trasformandosi in progetti via via sempre più contemporanei e in linea con le necessità della vita moderna. Da “I Gabbiani del Mare” con un approccio rivolto ai giovanissimi e diretto alla pulizia delle spiagge - ora pratica più conosciuta come beach cleaning - al progetto “NO plastica in mare” che comprende la divulgazione nelle scuole e l’utilizzo di droni per monitorare i corsi d’acqua, per giungere allo storico appuntamento “Gente di Mare”, la giornata di educazione ambientale open air in cui i bambini delle scuole del territorio possono venire a contatto con tutte le attività e i mestieri del mare.

Ma nel 2023 la sempre attenta valutazione dell’impatto ambientale sul mare della sezione L.N.I. Chiavari e Lavagna si è concentrata più sul mare aperto che sulle spiagge, grazie alla recente collaborazione con l’ingegnere ambientale Antonio Parodi della Fondazione CIMA. Nasce così, da un incontro durante la rassegna culturale Uomini e Navi (che vanta al suo interno incontri ambientali con LIPU e Fondazione Acquario di Genova), il nuovo percorso intrapreso dalla sezione, che da febbraio ha orchestrato una serie di tappe preliminari che hanno introdotto la sezione a partecipare ad “I-CHANGE”, un progetto volto a coinvolgere attivamente i cittadini – comprese le giovani generazioni – nonché la comunità scientifica e le aziende sui temi del cambiamento climatico, dello sviluppo sostenibile e della tutela ambientale.

“Per ottenere un reale cambiamento” ci racconta l’ing. Parodi, “ è necessario il coinvolgimento di diverse categorie di persone. Le giovani generazioni assumono quindi un ruolo chiave: certamente andrà loro spiegato cosa s’intenda per cambiamento climatico, quali siano le possibili cause ed i relativi effetti, come il progetto si sta muovendo o si muoverà per fronteggiarlo e, per concludere, quali siano le soluzioni che possono essere attuate per adattarsi al clima che cambia o mitigarne gli impatti.”.
“Dopo anni di raccolta dei rifiuti sulle spiagge - ricorda Umberto Verna, dott. in chimica e responsabile del Gruppo Ambiente della Lega Navale di Chiavari-Lavagna- ci siamo attrezzati per monitorare il mare dal mare”.

Si è pensato quindi di usufruire di Archibald, un cabinato di 8,84 metri a disposizione dei soci LNI che fa vivere il mare anche a chi non possiede un’imbarcazione, stimola l’apprendimento dell’arte marinaresca pratica /esperienziale, promuove la sensibilità ambientale dei soci essendo già attrezzata internamente di kit ambientali per lo studio e il monitoraggio, testi divulgativi e didattici.

“La soluzione più immediata e logica considerata la natura stessa di Archibald e il sentimento di affetto che i soci della nostra sezione nutrono per questa imbarcazione – ci spiega la presidente Monica Corte -. Possiamo ampliare l’offerta con uscite di monitoraggio e protezione ambientale inserite in progetti di citizen – o meglio come amo dire di Soci science i cui risultati possono essere fonte di apprendimento e di consultazione meteo marina per le uscite in mare”.

La barca consente inoltre da tempo lo sviluppo di progetti scolastici inclusi nei progetti europei di utilità sociale (ne è un esempio la vela solidale) e fornisce supporto a regate o eventi di sezione.

Il percorso di armonizzazione ambientale partito a maggio ha portato all’avvenuta installazione a ottobre di una strumentazione mobile Meteotracker, che di fatto è una mini-stazione meteo specificamente progettata e brevettata per rilevazioni in movimento, dotata di un sistema (RECS - Radiation Error Correction System), che consente alta velocità di misura e accuratezza, anche sotto una forte esposizione solare a bassissima velocità” spiega l’ing Parodi. Grande soddisfazione da parte della presidente Corte nel veder realizzato il primo step di un progetto che coinvolgerà sempre più soci.

“Nei prossimi mesi l’attività si concentrerà sul recupero dei dati e delle informazioni come temperature, vento, umidità che arricchiranno in tempo reale la banca dati di Cima – spiega Verna - fornendo feedback importanti per aiutare i modelli di previsione che hanno sempre più a che fare con i cambiamenti climatici. Una sorta di stazione itinerante per verificare ogni singolo dato che ci accade nel Tigullio entro le 6 miglia”.

Già a calendario per il 2024 l’appuntamento con Antonio Parodi e Fondazione CIMA per un incontro in cui saranno presentati i risultati delle principali attività condotte dal progetto I-CHANGE nell'area del Tigullio nei primi 2 anni con particolare attenzione al monitoraggio delle frane mediante web app, nonché alla collezione di dati con i sensori MeteoTracker tra cui quelli apportati da Archibald e non ultimo al monitoraggio di eventi meteo-idrologici estremi mediante la rete di stazioni open hardware citizen science ACRONET.

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