Lavoro

AMT, l’attacco dell’USB: “Dove erano i sindaci mentre il trasporto pubblico affondava?”

Il sindacato chiede lo sblocco delle assunzioni e punta il dito contro le scelte organizzative che, negli anni, avrebbero fatto aumentare costi e percorrenze

AMT, l’attacco dell’USB: “Dove erano i sindaci mentre il trasporto pubblico affondava?”

Mentre in queste ore diversi amministratori locali stanno prendendo posizione per chiedere garanzie e risorse a tutela del trasporto pubblico locale, arriva la dura presa di posizione di USB Trasporti Genova, che punta il dito contro i sindaci e le scelte compiute negli ultimi anni nella gestione del servizio e di AMT.

Il sindacato rivendica la necessità di evitare i tagli e di procedere con lo sblocco delle assunzioni, ma contesta quella che definisce una tardiva mobilitazione degli enti locali, chiamati oggi a fare i conti con una situazione che, secondo USB, sarebbe stata aggravata nel tempo da decisioni organizzative e politiche.

La dichiarazione del sindacato

“Comodi i  paladini dell’ultima ora: dove erano i sindaci quando affondava piano piano AMT e  il TPL? In queste ore assistiamo a una sfilata di amministratori locali che si ergono improvvisamente a paladini del Trasporto Pubblico Locale.

Sia chiaro difendere il servizio evitando i tagli per i territori è sacrosanto e l’unico modo è sbloccando le assunzioni, ma   è legittimo chiedersi: dove erano tutti questi sindaci in questi anni?

Dove erano dal 2020 al 2025, mentre AMT accumulava oltre 60 milioni di euro di sotto-compensazioni per chilometri realmente percorsi e non pagati dagli enti?
Dove erano quando è stata smantellata la rimessa di Uscio motivando la chiusura con una presunta pericolosità del terreno rivelatasi una farsa — visto che oggi vi si parcheggiano mezzi d’opera pesanti quattro volte tanto — mentre per l’azienda schizzavano i costi chilometrici?
Dove erano quando è stato spacchettato il capolinea di Chiavari, moltiplicando le percorrenze e facendo impennare i costi di solo carburante di oltre 150mila euro all’anno?
Dove erano quando hanno spostato i mezzi da Recco a Pieve, aumentando esponenzialmente i chilometri per i trasferimenti e i rifornimenti?
Dove erano quando è stato chiuso il deposito di Bolzaneto per essere spostato in via Perlasca, facendo esplodere i chilometri di fuori servizio, i costi dei rifornimenti e i rischi logistici per i lavoratori?
Dove erano quando si organizzavano servizi aggiuntivi per pure marchette politiche, come il bus navetta per i “giovani imprenditori” a Rapallo?

​Noi di USB Trasporti non siamo favorevoli ai tagli: chiediamo un’ottimizzazione seria del servizio e lo sblocco immediato delle assunzioni. Per farlo, serve uno sforzo concreto proprio da parte di quegli enti che oggi fanno a gara per difendere a parole la funzione sociale del TPL, ma che non troppi anni fa lo stavano lasciando fallire, salvo poi regalarlo ai privati dell’Oltrepò e che oggi anziché assumersi la responsabilità di molti degli aumenti dei costi operativi figli delle loro decisioni bislacche ce li troviamo a sbraitare in difesa di un tpl e di una azienda (AMT) che hanno contribuito ad affondare.”