Il Tribunale amministrativo regionale ha sospeso l’ordinanza del sindaco di Uscio, del 7 agosto scorso, con la quale veniva disposto il trasferimento immediato e la delocalizzazione di un apiario che si trova in via Carlo Arnaldi.
Il Tribunale amministrativo regionale ha sospeso l’ordinanza con la quale veniva disposto il trasferimento immediato e la delocalizzazione di un apiario che si trova in via Carlo Arnaldi
L’ordinanza era stata inviata ai proprietari dell’apiario e del terreno, che ne prevedeva lo sgombero immediato. Il provvedimento era stato assunto anche a seguito della relazione del nucleo di Cicagna della Regione Carabinieri Forestale Liguria. Le motivazioni vanno ricercate nell’anomala concentrazione di api operaie presso le pertinenze esterne e specchi d’acqua privati. Da quest’anno, infatti, a poche decine di metri dall’apiario, è stata realizzata una piscina. I tentativi di mitigazione prescritti e messi in atto dalla ditta allevatrice, vedi abbeveratoi artificiali, non avevano sortito l’effetto sperato.
La titolare dell’apiario, però, si era rivolta al Tar per chiedere l’annullamento dell’ordinanza, presentando dunque ricorso contro il Comune, i Carabinieri forestali di Cicagna e l’Arma dei carabinieri e nei confronti della Struttura complessa animale dell’Asl 4. Il ricorso, nel merito, sarà discusso il 7 aprile del prossimo anno e in attesa di quella data il giudice amministrativo ha accolto la richiesta di sospensiva valutando che, ad un primo esame, l’ordinanza difetti della necessaria adeguata motivazione in quanto non risulta che via siano state interlocuzioni con l’Asl 4 in relazione alla valutazione della sussistenza di situazioni di pericolo effettivo per la salute dei residenti rispetto alle quali non siano praticabili strumenti ordinari di intervento.