L’aggiornamento

Artigianato, la Liguria tiene nel 2025: edilizia motore della crescita

Saldo imprese vicino all’equilibrio: costruzioni in positivo, manifattura in difficoltà. «Sistema dinamico ma fragile», dice Confartigianato

Artigianato, la Liguria tiene nel 2025: edilizia motore della crescita

L’artigianato ligure mostra segnali di tenuta nel 2025, confermandosi una componente strutturale dell’economia regionale in una fase ancora segnata da incertezze e trasformazioni. A dirlo sono i dati elaborati dal centro studi di Confartigianato Liguria, che fotografano un sistema dinamico, capace di generare nuove iniziative ma anche esposto a fragilità legate ai costi, alla domanda e al ricambio generazionale.

Il quadro nazionale

A livello nazionale le imprese artigiane registrate superano quota 1,23 milioni, con un sostanziale equilibrio tra iscrizioni e cessazioni (+187). Un dato che conferma il ruolo dell’artigianato nel sistema produttivo italiano, pur in un contesto economico complesso.

La Liguria tra le regioni più resilienti del nord ovest

In questo scenario la Liguria si colloca tra le regioni del Nord Ovest con la maggiore capacità di tenuta, con un saldo complessivo prossimo all’equilibrio: -9 imprese, pari a -0,02%. Una performance migliore rispetto alla Valle d’Aosta (-0,26%) e soprattutto al Piemonte (-0,42%), pur restando sotto la Lombardia, unica regione dell’area a registrare una crescita (+0,22%). Un posizionamento che indica la capacità del sistema ligure di reggere l’urto della congiuntura e delle trasformazioni in atto nei settori produttivi.

In Liguria le nuove iscrizioni sono state 2.758 a fronte di 2.767 cessazioni. A livello provinciale emergono dinamiche differenziate.

Genova, che concentra il maggior numero di imprese artigiane attive, chiude con 1.288 iscrizioni e 1.281 cessazioni, per un saldo positivo di +7.

Imperia risulta la provincia più dinamica, con 585 iscrizioni e 524 cessazioni (+61).

Savona mostra una sostanziale stabilità con 544 aperture e 582 chiusure (-38).

La Spezia registra 341 aperture e 380 cessazioni (-39), confermando un quadro articolato tra territori e settori.

L’analisi per comparti evidenzia il ruolo centrale delle costruzioni, che in Liguria segnano un saldo positivo di +112 imprese su oltre 21.300 attive. A trainare sono soprattutto Genova (+51) e Imperia (+74), mentre Savona si mantiene in equilibrio e La Spezia registra un lieve saldo negativo (-13). Numeri che ribadiscono la centralità dell’edilizia nell’economia artigiana regionale.

Più critico il quadro del manifatturiero artigiano, che chiude con un saldo negativo di -73 imprese: Genova -24, Savona -23, Imperia -15, La Spezia -11. Un dato che richiama l’attenzione sulle difficoltà strutturali del comparto, tra costi di produzione, andamento della domanda e necessità di innovazione.

La lettura complessiva restituisce l’immagine di un artigianato dinamico ma esposto a fragilità strutturali. Da un lato la capacità di avviare nuove attività, dall’altro la difficoltà di consolidarsi nel tempo. Centrale diventa il tema del ricambio generazionale e dell’accompagnamento alle imprese nei primi anni di vita.

Nel complesso, le misure attivate negli ultimi anni – dagli incentivi assunzionali al sostegno per l’accesso al credito fino agli interventi sugli investimenti – hanno contribuito a contenere gli effetti di una fase difficile. I dati evidenziano però la necessità di rafforzare e rendere continuative le politiche di supporto.

«I dati del 2025 confermano che l’artigianato ligure continua a essere un pilastro del nostro tessuto produttivo, con una capacità diffusa di avviare nuove attività anche in una fase economica complessa. Allo stesso tempo, il numero aumentato di aperture e chiusure ci dice che molte imprese faticano a consolidarsi nel tempo: è qui che si gioca la sfida del ricambio generazionale e del sostegno a chi sceglie di fare impresa. Le politiche messe in campo negli ultimi anni hanno avuto un ruolo importante, ma è fondamentale garantirne la continuità e rafforzare gli strumenti di accompagnamento, per aiutare le imprese artigiane a superare le fasi più delicate e costruire prospettive di sviluppo stabile», commenta il presidente di Confartigianato Liguria Giancarlo Grasso.

L’intervento dell’assessore Marco Scajola

«Siamo di fronte all’ennesima conferma che il grande lavoro svolto in questi anni dalla Regione Liguria in materia di rigenerazione urbana ed edilizia sta portando i benefici auspicati. Con un saldo positivo di 112 imprese su oltre 21.300 attive, il settore edilizio si conferma in crescita in pressoché tutto il territorio ligure, con gli apici delle province di Genova e Imperia. Dal 2015 a oggi abbiamo affiancato alla semplificazione normativa, come il Piano Casa e la legge regionale 23 del 2018, investimenti economici senza precedenti: oltre 430 milioni tra edilizia residenziale pubblica e scolastica, 182 interventi di rigenerazione urbana per 46 milioni di euro e tre maxi progetti Pinqua tra i migliori in Italia. Proseguiremo su questa strada, certi che l’edilizia sia un settore trainante per l’economia ligure».

La lettura positiva dell’assessore Alessio Piana

«L’artigianato si conferma pilastro imprescindibile dell’economia ligure. Il sostanziale equilibrio tra iscrizioni e cessazioni nel 2025 è un risultato non scontato, che ci pone dietro solamente alla Lombardia nel Nord-Ovest e che premia le azioni regionali a sostegno del saper fare del nostro territorio. Con Garanzia Artigianato Liguria sosteniamo gli investimenti delle imprese esistenti e accompagniamo la nascita di nuove attività con contributi a fondo perduto, favorendo anche il ricambio generazionale. A questo si aggiungono i contributi per incentivare l’apertura di nuovi negozi nell’entroterra, con aiuti mensili per cinque anni a copertura delle spese di gestione o affitto».