animali, le storie

Balestruccio ferito, un lungo volo dall’Africa spezzato dal cemento

L'appello dell'ENPA: «Recuperato con una mandibola fratturata. Se ne avvistate uno a terra, non lanciatelo mai in aria»

Balestruccio ferito, un lungo volo dall’Africa spezzato dal cemento

Ha attraversato il deserto del Sahara e sorvolato il Mediterraneo, portando con sé il primo soffio di primavera. Ma per il primo balestruccio (Delichon urbicum) dell’anno recuperato dai volontari del CRAS ENPA di Genova, il viaggio epico iniziato migliaia di chilometri fa si è scontrato duramente con le insidie della “giungla urbana”. L’esemplare è arrivato al centro con una diagnosi critica: una frattura alla mandibola. Un trauma che, per un insettivoro aereo, rappresenta una sfida per la sopravvivenza quasi impossibile senza l’intervento umano specializzato, poiché compromette la meccanica del gaping, ovvero l’apertura del becco “a retino” necessaria per catturare gli insetti in volo.

Dall’ENPA di Genova spiegano come le nostre città siano corridoi migratori essenziali, ma purtroppo disseminati di ostacoli: vetrate trasparenti, cavi e inquinamento luminoso causano spesso collisioni fatali per esemplari già stremati dal viaggio. Dopo la migrazione, infatti, le riserve di grasso sono esaurite e non poter mangiare immediatamente significa non avere il “carburante” per riprendersi. Anche un solo millimetro di disallineamento osseo può compromettere l’aerodinamica millimetrica necessaria durante le picchiate di caccia.

Cosa fare in caso di ritrovamento: i consigli di ENPA

Se trovate un balestruccio, una rondine o un rondone a terra, ricordate che un insettivoro in questa posizione è sempre in grave difficoltà. Il protocollo corretto prevede di non lanciarlo mai in aria, l’errore più comune che rischia di aggravare eventuali lesioni interne o fratture. L’animale va invece messo al sicuro in una scatola di cartone con fori per l’aria e un panno sul fondo, contattando immediatamente il CRAS. Solo veterinari specializzati in fauna selvatica possono infatti intervenire su traumi complessi come quelli mandibolari. Per sostenere le cure di questo piccolo migratore e di tutti gli ospiti del centro, è possibile contribuire tramite i canali ufficiali: clicca qui per donare.