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Banchina chiusa, Marina Chiavari: "Nessuna situazione di pericolo"

Intervengono Franco Cavagnaro, Presidente Tigullio Shipping e l'Ingegnere Marittimo Renato Marconi

Banchina chiusa, Marina Chiavari: "Nessuna situazione di pericolo"
Attualità Chiavari - Lavagna, 14 Dicembre 2022 ore 17:13

In merito alle notizie che si sono succedute sugli organi di informazione negli ultimi giorni, relative ad una presunta situazione di precarietà e conseguente insicurezza della diga di sopraflutto della Marina di Chiavari-Calata Ovest (attualmente interdetta a seguito di provvedimento emesso dalla Capitaneria di Porto di Santa Margherita) interviene Renato Marconi, ingegnere marittimo di levatura internazionale, al quale Tigullio Shipping Spa, impugnando il pronunciamento dell'ingegner Picchio (al quale si fa riferimento nell'articolo apparso su Il Secolo XIX di oggi) aveva già affidato una controperizia tecnica, scelta poi dal Professor Fabio Russo, incaricato dal Comune di Chiavari per dirimere tra le due perizie. Si tratta quindi di pronunciamento autorevole e già condiviso dal Comune e dai suoi esperti. 

"Fermo restando l'ineccepibile operato della Capitaneria, che per motivi precauzionali ha disposto l'inibizione al transito e all'utilizzo dell'intera banchina sopraflutto del porto, possiamo senza timore di smentita, dire che la segnalazione a monte del provvedimento ha provocato un ingiustificato allarme e che la  situazione in realtà è classificabile come genericamente manutentiva e riguarda esclusivamente il moletto di sinistra dell’imboccatura del porto.

A seguito di approfondite verifiche e di alcuni sopralluoghi tecnici specializzati, supportati anche da filmati subacquei eseguiti al piede delle banchine, per avere assoluta conferma di quanto icto oculi era già abbastanza evidente, possiamo affermare con evidenza quanto segue: non esiste alcun pericolo strutturale per la banchina e per il moletto ad essa perpendicolare, tantomeno è a rischio la diga di sopraflutto nel suo complesso, che ha validamente sopportato il collaudo delle decine di migliaia di tonnellate di impatto della mareggiata del 28 ottobre di tre anni fa. La fessura notata alla radice del moletto di sinistra percorre un giunto originario di costruzione di due centimetri, eseguito per disconnettere le due strutture (molo e diga). Questa fessura si è allargata di 1 cm a seguito di una modesta inclinazione verso il basso della testata del moletto, dovuta ad un locale scalzamento dello spigolo dell’opera prodotto dalle correnti di fondo in entrata e uscita dal bacino. Ribadiamo che la complessiva stabilità del moletto, del peso di alcune migliaia di tonnellate, non è in alcun modo influenzata da questi assestamenti millimetrici alla testata del moletto stesso.

Così aggiunge Franco Cavagnaro, Presidente di Tigullio Shipping Spa

<Alla luce dei risultati delle verifiche fatte e delle indicazioni dell'Ingegner Marconi, la società provvederà ad effettuare le necessarie risarciture dei giunti, sia orizzontali che verticali (questi ultimi inaccettabili ma semplicenmente sul piano estetico e non strutturale) e alla sottomurazione dell’apice di Levante del moletto (per una decina di metri). Tali interventi di manutenzione ordinaria, assolutamente trascurabili, saranno eseguiti nell’arco di dieci giorni lavorativi a partire dall'incarico (e in condizioni meteo che permettano lo svolgimento dei lavori stessi). Tuttavia ancora una volta si tiene a precisare, che suddetti inteventi non rivestono in nessun caso provvidenze strutturali. Debbono infatti intendersi come interventi di estetica infrastrutturale, tesi anche a evitare che nei tre centimetri della fessura possano entrare gomme di bicicletta o essere di inciampo a passaggio pedonale.

Discorso diverso è per la banchina radente la diga di sopraflutto anch’essa interessata da un giunto longitudinale che, ristrutturato a valle della mareggiata centennale già ricordata, non ha avuto alcuna evoluzione negli ultimi due anni e pertanto restano sconosciute le ragioni dell’inibizione al transito da cui è stata anch’essa interessata>.

A ulteriore comprova dello "stato di salute" del porto e della banchina oggetto del provvedimento, interviene ancora l'Ingegner Marconi: 

<Corre l’obbligo di osservare come il Porto di Chiavari è stato l’unico del Tigullio a superare pressochè indenne la terribile mareggiata del 28/10/2018 questo grazie e solamente per le opere di difesa all’epoca appena realizzate dalla Marina di Chiavari Calata Ovest, ovvero dalla Tigullio Shipping SpA. Se queste opere non fossero state ultimate e perfettamente funzionali la diga preesistente si sarebbe localmente aperta e le imbarcazioni all’interno sarebbero affondate almeno all’80% come accaduto nei porti limitrofi>.

Infine Tigullio Shipping evidenzia come l’ingiustificata inattività della banchina, a seguito dell'interdizione, stia rappresentando un grave danno economico oltre che di immagine per la società stessa, che ha pagato addirittura in anticipo gli oneri concessori, fidando su procedure celeri di collaudo ed autorizzazione all’esercizio, che al contrario stanno subendo un continuo e (pretestuoso?) procrastinarsi

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