Centomila euro per evitare di rimuovere le impalcature senza poter portare a termine i lavori di restauro del campanile. È la cifra che Sovrintendenza, parrocchia e ufficio Beni Culturali della diocesi di Chiavari stanno cercando per portare a termine l’intervento in corso da alcuni mesi alla Basilica di San Salvatore di Cogorno, teatro nei giorni scorsi delle rievocazioni storiche dell’Addio do Fantin.
Si cercano sponsor per terminare l’intervento di impermeabilizzazione della guglia del campanile
«La Basilica, insieme al suo borgo, rappresentano un esempio unico al mondo di architetture medievali giunte fino a noi pressoché inalterate – spiega l’architetto Osvaldo Garbarino, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi – l’intervento in corso prevde il consolidamento strutturale del transetto e del campanile con catene, la cerchiatura del campanile, il consolidamento delle nervature della volta a crociera che sovrasta il presbiterio a cui seguirà l’impermeabilizzazione della volta a crociera».
Il problema principale è sorto riguardo la guglia della torre campanaria: «Qui – prosegue Garbarino – abbiamo rilevato la presenza di un intervento realizzato probabilmente negli anni ‘50, per ridurre le infiltrazioni, che è consistito nella stilatura dei conci con catrame, immesso nei giunti delle pietre, e poi ricoperto con intonachino con il quale è diventato un tutt’uno. Il catrame però è un materiale in costante movimento e, seccando, ha lasciato aperte fessure attraverso le quali l’acqua può infiltrarsi. Il lavoro corretto da compiere è rimuovere tutto il catrame e fare una nuova impermeabilizzazione. Ma non ci sono i soldi».
Dei fondi inizialmente stanziati dal Ministero per la Basilica, infatti, circa 1.200.000 euro, per vicissitudini burocratiche sono arrivati solo circa 300mila euro, insufficienti a coprire i costi restanti. I tempi sono brevi per trovare una soluzione: se non si troveranno fondi entro il mese di settembre, le impalcature che circondano la torre nolare, particolarmente onerose considerata la posizione e la natura del campanile, dovranno essere rimosse senza poter concludere l’intervento di impermeabilizzazione.
«Sarebbe un vero peccato – sottolinea Garbarino – non poter sfruttare i ponteggi già esistenti ma c’è bisogno di trovare i finanziamenti per proseguire il lavoro. Per questo, ci rivolgiamo a tutti i privati che possano essere interessati a dare il loro contributo alla salvaguardia di un sito che è monumento nazionale, unico al mondo, e che merita di essere pienamente valorizzato».
Nel mese di settembre è prevista la riapertura al culto della Basilica: il lavoro successivo che la riguarderà sarà il consolidamento dei paramenti bassi esterni, in particolare del prospetto a monte, il più deteriorato, mentre la facciata è stata messa in sicurezza dal restauro del 2000. In novembre è previsto inoltre un convegno, in collaborazione con il Museo diocesano di Chiavari, per la consegna dei lavori e la presentazione del restauro delle due statue di San Bernardo e della Madonna dei Sette Dolori, statua di grande valore artistico, reso possibile grazie al concorso “I luoghi del cuore” del Fai, che vide la Basilica classificarsi prima in Liguria.
«Oltre che un luogo di fede la Basilica è un monumento di fruibilità pubblica, speriamo che l’intervento di uno o più imprenditori che abbiano a cuore il patrimonio artistico di questo territorio possa permettere di portare a termine un intervento che metterà al sicuro la Basilica e il campanile da future infiltrazioni».