“Il trasporto pubblico genovese è a un passo dal collasso e a farne le spese sono cittadini e lavoratori”: la denuncia arriva direttamente dal sindacato USB Lavoro Privato (Comparto Trasporti), che dipinge un quadro drammatico per il servizio gestito da AMT. Non si tratta più solo di disagi passeggeri: l’assenza di corse, che da tempo affligge il servizio urbano di Genova, si sta allargando a macchia d’olio anche alla Valpolcevera (Bolzaneto, Pontedecimo, Isoverde) e al Tigullio (Sestri Levante, Moneglia, Casarza Ligure e relative frazioni). Un peggioramento quotidiano che rischia di isolare intere comunità.
La radice del problema: officine vuote e fornitori a secco
A differenza di quanto spesso si tende a pensare, il taglio drastico e incontrollato delle corse non è legato all’assenteismo del personale. La sigla sindacale fa chiarezza sulle reali cause del blocco:
- Stop ai pezzi di ricambio: I fornitori dell’azienda hanno drasticamente ridotto (e in certi casi azzerato) le consegne dei componenti necessari alla manutenzione dei bus.
- Nodi finanziari: Alla base del blocco ci sarebbero gravi ritardi nei pagamenti da parte di AMT e la prospettiva per i fornitori di veder saldato appena il 50% delle spettanze dovute.
“Il risultato è sotto gli occhi di tutti: decine di autobus restano fermi nei depositi e le corse saltano quotidianamente. I disagi maggiori ricadono sulle fasce deboli, sugli studenti e sui pendolari delle zone collinari e delle frazioni isolate, dove il mezzo pubblico rappresenta l’unico collegamento con i centri urbani”, denuncia il sindacato.
Autisti in trincea: l’allarme sicurezza di USB
Oltre al danno per l’utenza, si registra una situazione di forte tensione per il personale viaggiante. USB intende scaricare i lavoratori da qualsiasi responsabilità, posizionandoli come vittime e non come artefici di questa gestione.
Gli autisti si trovano quotidianamente in prima linea a dover gestire la sacrosanta rabbia dei passeggeri stremati. Dal sindacato di base si solleva un grido d’allarme:
“Non possiamo tollerare che le tensioni sociali causate da inadempienze aziendali e istituzionali ricadano sulle spalle dei conducenti. Il rischio che la frustrazione dei passeggeri sfoci in aggressioni verbali o fisiche è ormai altissimo. I lavoratori stanno svolgendo il proprio dovere in condizioni di stress inaccettabili.”
L’appello ai cittadini e la richiesta alla politica
Il sindacato si rivolge direttamente alla cittadinanza e ai comitati degli utenti con un appello alla solidarietà: il conducente del bus è un alleato, non il colpevole. L’invito è quello di canalizzare la protesta esclusivamente verso i veri responsabili della situazione: i vertici aziendali e le istituzioni locali.
Secondo l’organizzazione sindacale, i Comuni e la Città Metropolitana non possono più fare finta di nulla. USB chiede quindi ad AMT e agli organi politici del territorio un intervento immediato e straordinario per sbloccare la crisi finanziaria con i fornitori e garantire, al contempo, la sicurezza del personale sui mezzi. In assenza di risposte concrete a tutela del servizio e dell’incolumità dei lavoratori, il sindacato si dice pronto a mettere in campo ogni forma di mobilitazione.