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Le dichiarazioni

Capodanno, gli auguri di Giovanni Toti

Il discorso di fine anno del presidente della Regione Liguria

Capodanno, gli auguri di Giovanni Toti
Attualità Chiavari - Lavagna, 31 Dicembre 2022 ore 17:53

Capodanno, ecco il discorso di fine anno del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Le dichiarazioni

«Cari concittadini, cari amici liguri. Stiamo chiudendo il 2022. In tante piazze della Liguria ci si sta preparando agli eventi di fine anno, e qui a Genova in particolare ci si sta preparando per il concerto in diretta su Canale 5 e sulle radio del gruppo Mediaset che ci accompagnerà verso le prime ore del 2023. Si tratta di un momento di divertimento, ma anche di visibilità e promozione del nostro territorio, del suo lavoro, delle sue bellezze, delle sue specialità, della sua cultura e della sua arte. Speriamo tutti di poter chiudere un’epoca di difficoltà, dolore e lontananza dettata dal Covid 19 e aprire un anno che colga i frutti delle tante cose seminate in questi mesi. La Liguria è una sola: certo ci sono Genova, Savona, La Spezia e Imperia, ognuna con le sue capacità, particolarità, specialità e caratteri, ma tutta la regione è ugualmente importante e presente nelle nostre politiche di sviluppo, che partono da Sarzana e La Spezia passando dal grande porto di Genova, per andare a Savona, alla Val Bormida industriale, allo scalo di Vado Ligure, alla “West coast” con il suo turismo outdoor, per arrivare a Sanremo con i suoi fiori e le sue bellezze, alla piana di Albenga e a Ventimiglia, che tanti problemi ha vissuto in questi anni per l’immigrazione ma che tanto anche è cresciuta, penso al suo nuovo porto turistico».

«Sono davvero tante le cose messe in piedi in questi anni: alle spalle del nostro capoluogo si sta scavando e siamo arrivati all’82% di quel Terzo Valico che ci collegherà con il resto del Nord in meno di un’ora, permetterà ai nostri porti di essere ancora più competitivi e di dare ancora più lavoro ai nostri concittadini. Ma ci sono anche il Passante ferroviario, il “cantiere zero” della Gronda, già partito e preludio a quella gigantesca opera che, insieme al Terzo Valico, permetterà di ridurre definitivamente il traffico dalle nostre autostrade e l’inquinamento dal nostro territorio. Per non parlare dei nuovi porti turistici, degli investimenti sulla formazione professionale, quello che in sanità stiamo mettendo a terra tra i molti problemi che tutti conoscete, dalla mancanza di personale agli errori che qualcuno continua a strumentalizzare ma che sono frutto dell’insipienza del passato di tante generazioni prima di noi e di fronte ai quali corriamo ai ripari, dando case ed ospedali di comunità, una sanità territoriale meglio organizzata con medici di medicina generale e pediatri che rispondano alle esigenze dei cittadini insieme a quei grandi centri di eccellenza del nostro territorio che già ci sono e con il tempo si arricchiranno. Ne cito uno per tutti, che è uno dei progetti bandiera del nostro Pnrr: l’istituto di ricerca degli Erzelli, di rilevanza internazionale legato alle nuove tecnologie e alla medicina computazionale, allo studio del genoma e dei materiali per le protesi».

«Insomma, stiamo lavorando in tutti i settori per rendere davvero la nostra Liguria una sorta di “Florida d’Italia”, un posto dove si sta bene a tutte le età, sia quando ci si vuole divertire che quando si ci vuole godere con tranquillità la pensione, un luogo dove si trova lavoro e con un clima in cui si sta bene tutto l’anno, dove le nuove tecnologie e il turismo e la logistica siano una parte importante della nostra crescita e dello sviluppo. Una Regione che in questo anno, che pure è stato ancora un anno complesso, dove siamo stati tutti impegnati a pensare e realizzare progetti, ha registrato una crescita maggiore pure di altre Regioni vicino a noi, importanti e progredite, con più occupati, più crescita del Pil, con un successo dei nostri prodotti agroalimentari, ad esempio il nostro vino e il nostro pesto, in giro per il mondo».

«Senza voler cancellare i problemi, che conosciamo tutti: i redditi più fragili da sostenere, le bollette da pagare con tutto l’aiuto possibile che possiamo dare, le imprese che non trovano professionalità adeguate alla loro crescita, e quindi una formazione professionale che dobbiamo accompagnare con maggior vigore in questi anni, per formare i giovani e permettere loro di restare nella nostra regione e a costruire qui il loro futuro.
È una Liguria che non ha barriere geografiche al suo interno, tra l’entroterra e la costa, è una Liguria che non è fatta per pochi ma per tutti. Lo dimostra l’impegno che stiamo mettendo nella rigenerazione dei nostri centri storici, nel recupero di quartieri fino a oggi degradati, partendo dalle Dighe di Begato, per costruire un quartiere modello nella nostra val Polcevera, che si arricchirà di un parco firmato da Stefano Boeri sotto il nuovo ponte. Ma ci sono anche la ristrutturazione di parti importanti del centro storico di Genova, come di quello di Sanremo e di molte altre realtà. È un lavoro imponente e faticoso, che talvolta nell’immediato non dà tutti i frutti che vorremmo vedere: non tutto è immediatamente possibile, dalla sanità alle infrastrutture. Ma, ed è questa la cosa importante su cui riflettere, insieme stiamo cambiando la nostra Regione, la stiamo cambiando profondamente».

«Il grande concerto che tra qualche ora manderà il capoluogo della Liguria nelle case di tutti gli italiani, da piazza De Ferrari che è il simbolo della nostra comunità, credo che sia il miglior simbolo di quello che stiamo facendo: una Regione che non è più chiusa in sé stessa ma ha voglia di dire la propria ed è capace di dettare anche a livello nazionale, come è stato fatto ad esempio con la ricostruzione dopo la tragedia del ponte Morandi, quelle che sono le buone politiche che dovrebbero in qualche modo ispirare tutto il Paese. Siamo orgogliosi oggi di farvi gli auguri, a una comunità che si è dimostrata resistente e resiliente, che ha superato il Covid, che ha visto il crollo del ponte Morandi ed è riuscita a fare di quell’immane tragedia un elemento di spinta, di unità, di propulsione, che ha visto le proprie coste devastate dalle mareggiate e ha saputo ricostruirle in tempo record utilizzando i fondi che ci sono stati assegnati anche per mitigare gli effetti delle mareggiate che potrebbero arrivare anche negli anni futuri. Abbiamo dovuto fare di necessità virtù, ma quella virtù ha in qualche modo ispirato l’Italia, facendo fermare tutti a guardarci per un attimo perché non erano abituati ad una Liguria, a una Genova e ad un Paese dove i ponti e le strade si ricostruiscono nei tempi e in cui si crede nel futuro, senza nascondere le difficoltà, ma anche senza annullare le opportunità».

«È Capodanno, quindi valeva la pena spendere qualche momento per riflettere su quanto è stato fatto, esserne orgogliosi tutti insieme e dire che la Liguria è qui, che vuole accogliere nuovi cittadini, che vuole accompagnare i cittadini che ha, vuole dare ai giovani un’opportunità per il futuro e lo vuole fare con il sorriso, con quell’allegria di chi guarda al futuro senza nascondere che il percorso è tortuoso ma con la certezza che alla fine l’impegno, il lavoro, la fatica, la convinzione e il coraggio portano sempre al risultato, come dimostra la nostra storia recente».

«Cari amici liguri e del nostro capoluogo, cari amici che vi state già radunando della piazza sotto al mio ufficio in Regione per ascoltare un bellissimo concerto, cari amici che invece farete il vostro capodanno con le famiglie, magari nei bellissimi borghi ai quali abbiamo dedicato una grande campagna promozionale, nelle vostre case mentre osservate il panorama bellissimo del nostro mare, vi auguro una straordinaria serata di fine anno insieme a familiari e amici, ovvero quello che il Covid ci aveva tolto in questi anni. Mi auguro di avervi tutti convinti e con la stessa determinazione al nostro fianco per costruire la Liguria migliore che tutti voi meritate, e che i nostri figli meritano ancor più di noi. Buon anno a tutti».

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