«Avevamo proposto le borchie due anni fa. Ci hanno bocciato la mozione. Oggi le comprano e spendono 18.450 euro»: a Rapallo ecco l’affondo di Andrea Carannante (nella foto), consigliere comunale di “Libera Rapallo – Unione Popolare”.
Il punto del consigliere Carannante
«Circa due anni fa avevo presentato in consiglio comunale una mozione per delimitare gli spazi dei dehors, garantire i passaggi pedonali e impedire che l’occupazione del suolo pubblico diventasse un ostacolo, soprattutto per le persone con disabilità.
Una proposta di buon senso. La maggioranza la bocciò, spiegandoci che le regole esistevano già e che non c’era bisogno di ulteriori interventi.
Oggi, dopo controlli, sanzioni e persino ricorsi in tribunale da parte di cittadini, il Comune decide di acquistare 250 borchie, spendendo 18.450 euro.
Ecco, questa vicenda è l’ennesima fotografia dell’incapacità di questa amministrazione.
Prima boccia le proposte dell’opposizione, poi aspetta che i problemi esplodano, infine interviene spendendo soldi pubblici per fare quello che avrebbe potuto fare prima e con maggiore intelligenza.
E allora le domande sono inevitabili: dobbiamo davvero aspettare che i cittadini vadano in tribunale per ottenere ciò che il Comune dovrebbe garantire? E perché le spese per rimediare alle inefficienze dell’amministrazione devono ricadere sempre sulla collettività?
Ma soprattutto, a cosa serve il consiglio comunale?
Le nostre mozioni vengono bocciate quando sono utili, quelle approvate troppo spesso restano sulla carta e poi, quando la realtà presenta il conto, questa amministrazione finisce per fare esattamente ciò che aveva rifiutato.
Non è soltanto una questione di borchie. È un problema di metodo, di arroganza politica e, soprattutto, di incapacità amministrativa.
Un’amministrazione che non sa ascoltare, non sa prevenire e interviene soltanto quando è costretta non sta governando: sta rincorrendo i propri fallimenti».