Si è svolta oggi, lunedì 8 giugno, a Uscio l’attesa anteprima del festival della Valle del Tempo, dedicata ai 120 anni della colonia Arnaldi.
Un’anteprima speciale dedicata ai 120 anni della Colonia Arnaldi, la beauty farm che ha fatto la storia di Uscio e che è stata per molti anni la Casa della Salute per eccellenza in tutto il mondo.
La Colonia Arnaldi ha festeggiato 120 anni di vita (1906-2026) dalle 10.30 nella Sala Regina Margherita (via Isella, 8 – Uscio) con un evento celebrativo che ha ripercorso le tappe fondamentali di questa storica istituzione, un tempo rifugio d’élite e centro d’avanguardia per la cura del corpo e dello spirito.
La speranza di Mossini
La beauty farm è chiusa dal 2021, ma resta la speranza che possa riaprire. Una speranza corroborata dall’intervento, uno dei più attesi, di Daniele Mossini che è proprietario della Colonia Arnaldi e che ha spiegato:
«Si spera in una riapertura nel breve periodo. Ci stiamo lavorando. 120 anni sono tanti e vogliamo onorarli aprendo a breve la Colonia nel solco della sua storicità».
Dunque, un messaggio di ottimismo per il futuro.
Ad aprire le sessioni di studio è stato Riccardo Francesco Grozio, direttore del Festival della Valle del Tempo, con l’introduzione “Tracce d’autore: Pavese, Eco, Busi”, un viaggio tra le grandi penne che hanno incrociato la storia di questo luogo.
A seguire, il giornalista Massimo Lagomarsino ha curato l’intervento “Il paradiso dei penitenti”, offrendo uno spaccato inedito e affascinante sui frequentatori della Colonia, mentre lo storico dell’arte dell’Università di Genova, Andrea Daffra, approfondirà la componente artistica del luogo con la relazione “Calamida e gli altri artisti”. Non è mancato lo spazio dedicato alla settima arte: il giornalista Mauro Boccaccio interverrà con “Quattro assi del cinema”, raccontando aneddoti legati ai grandi registi e attori che hanno vissuto la Colonia.
L’aspetto più strettamente legato al benessere e alla scienza medica è stato affidato al dottor Carlo Gerbella, che nel suo intervento “La magica pozione” svelerà i segreti e i benefici del celebre metodo Arnaldi. La sessione mattutina si è chiusa con una nota di profonda emozione grazie a Daniele Mossini, proprietario della Colonia Arnaldi, che ha condiviso un ricordo intimo e istituzionale con il suo contributo “In ricordo di papà Giuliano”.
Nel pomeriggio, a partire dalle ore 14, si è svolta a una visita guidata esclusiva alla Colonia Arnaldi, un’occasione unica per toccare con mano la bellezza, l’architettura e la storia di questo splendido angolo di Liguria. Nel corso dell’evento è emersa con forza l’immagine di una Uscio che, grazie alla Colonia, è stata riconosciuta negli anni come una sorta di capitale del benessere, capace di attirare persone da tutta Italia e non solo. Qui arrivavano pazienti, professionisti, artisti e personalità della cultura che trascorrevano periodi più o meno lunghi immersi nel verde e nella tranquillità della valle.
Tanti i personaggi ricordati
Tra i personaggi ricordati nel corso della giornata c’è stato il pittore Umberto Calamida, che lavorò all’interno della struttura, ma anche figure di primo piano della cultura italiana come Cesare Pavese, la cui presenza alla Colonia è documentata da testimonianze scritte. Accanto a lui è stata ricordata anche Bianca Carufi, amica dello scrittore, che descriveva la Colonia Arnaldi come un luogo magnifico, immerso nella natura e capace di offrire un’atmosfera unica. La struttura è stata inoltre raccontata come un vero e proprio backstage inedito della storia dello spettacolo italiano. Tra i suoi ospiti, infatti, figurano nomi che hanno segnato il cinema del Novecento come Marcello Mastroianni, Amedeo Nazzari e Aldo Fabrizi, testimonianza di quanto la Colonia fosse conosciuta e frequentata anche negli ambienti artistici e culturali più prestigiosi. L’anteprima del Festival della Valle del Tempo si è così trasformata in qualcosa di più di una semplice commemorazione. È stata una riflessione sul valore della memoria, sul legame tra passato e futuro e sull’importanza di preservare luoghi che hanno contribuito a scrivere la storia di una comunità.
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Daniele Mossini