A Santa Margherita Ligure il consiglio comunale che si è svolto ieri, mercoledì 30 settembre, ha registrato, tra le altre voci, l’approvazione all’unanimità del regolamento e della carta dei servizi del nuovo Centro di Aggregazione Giovanile, con la definizione formale di quanto già annunciato nei mesi scorsi: il target anagrafico, dai 12 ai 18 anni e gli orari della struttura che sarà ospitata in via Dogali, nei locali dell’Istituto Colombo: da settembre a luglio, da lunedì a sabato, dalle 14.30 alle 18.30. Sull’imminente riapertura del Centro ha chiosato l’assessore De Giovanni, ribadendo come i giovani abbiano bisogno di spazi che ne supportino la crescita in un contesto di crescente precarietà educativa.
Il punto dell’amministrazione comunale di Santa Margherita Ligure
«Per quanto concerne invece l’annunciata adozione del Piano Comunale di Organizzazione del sistema di Teleradiocomunicazioni, strumento necessario ad assicurare un corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti – fa il punto l’amministrazione comunale di Santa -, la pratica è stata ritirata per un approfondimento tecnico su un passaggio del documento e sarà ripresentata in occasione della prossima seduta.
È stata ritirata anche la modifica allo statuto della Società Progetto Santa Margherita srl in parziale accoglimento della richiesta della minoranza di discutere un emendamento che, allo stato attuale, non aveva né acquisito i pareri di legge né effettuato l’esame della Commissione Affari Istituzionali.
La mozione sulla Mandragola, dibattuta dalla sola maggioranza vista l’uscita dall’aula dei consiglieri di opposizione, ha portato all’approvazione di un ordine del giorno che fa seguito alla conclusione delle procedure urbanistiche di valorizzazione del bene tramite l’Ente Parco di Portofino. L’approvazione, da parte di quest’ultimo, dell’inserimento dell’immobile nel “nucleo storico di Paraggi” garantisce la possibilità una riqualificazione mirata all’offerta di servizi collegati al turismo naturalistico/escursionistico. L’ordine del giorno approvato muove proprio dall’obiettivo di evitare l’alienazione come semplice immobile commerciale, quindi al di sotto del valore di mercato potenziale; impegna Sindaco e Giunta ad avviare le procedure di cambio di destinazione d’uso con il Comune di Portofino e, a esito dell’iter, a chiedere una nuova perizia estimativa.
Il sindaco, Guglielmo Caversazio, la vicesindaco Brunetti e l’assessore De Giovanni hanno sottolineato il proprio rammarico per la scelta della minoranza di sottrarsi a un dibattito pubblico su un tema che aveva visto la Giunta precedente assumere una scelta politica precisa, ossia la vendita dell’immobile prima della sua valorizzazione urbanistica.
Sulla mozione a oggetto Progetto di fattibilità per la messa in sicurezza di Fosso Mortero, dopo un excursus storico sulla vicenda che ha definito la cornice storica della discussione tra le parti politiche, il consiglio ha approvato due ordini del giorno: uno, presentato da “Viva Santa”, è stato votato all’unanimità e impegna l’amministrazione a procedere nei tempi più rapidi possibili col progetto di messa in sicurezza; un secondo, votato dalla sola maggioranza, impegna il Sindaco e l’amministrazione a organizzare un incontro pubblico per la presentazione dell’intervento.
Il Sindaco Caversazio, intervenendo nel corso della discussione, ha voluto ristabilire una verità che ha definito travisata da alcune esternazioni a mezzo stampa del gruppo di opposizione, evidenziando in particolare come la relazione geologica allegata al progetto del 2017, contrariamente a quanto dichiarato nel comunicato diffuso da “Viva Santa”, affermasse che l’area risultava “stabile” e quindi non interessata da movimenti franosi; ha sottolineato come, a fronte del rivendicato “ottenimento di tutte le autorizzazioni da parte degli enti preposti”, l’intervento non sia mai stato inserito nella programmazione delle opere né il cosiddetto secondo lotto discusso in consiglio comunale benché prevedesse un’area a parcheggio non indicata nel Piano Regolatore Generale. Infine, è stato dimostrato attraverso materiale fotografico come l’area, alla data di avvio degli interventi, fosse effettivamente un bosco di castagni e non un sito in stato di abbandono».
«Non era nostra intenzione entrare in polemica con l’opposizione o riaprire pagine amministrative che gli elettori hanno deciso di chiudere con il loro voto – dichiara il primo cittadino di Santa Margherita Ligure -. Tuttavia, se vengo pubblicamente accusato di raccontare bugie ai miei concittadini, ho il diritto e il dovere di ristabilire la verità che emerge dagli atti e che attesta precise responsabilità politiche. Se la minoranza non si sente pronta al mea culpa a fronte di costi pari a 2.600.000 euro, almeno scelga su questo tema la via del silenzio».