«La sicurezza del territorio deve tornare una priorità»: a Chiavari l’affondo del consigliere regionale Sandro Garibaldi, dell’ex sindaco Roberto Levaggi e del consigliere comunale di opposizione Nicola Orecchia.
Le dichiarazioni di Garibaldi, Levaggi e Orecchia
«Dopo gli eventi meteorologici che hanno interessato Chiavari nei giorni scorsi non è certo il momento delle polemiche, ma l’occasione per una riflessione seria e concreta sul futuro della sicurezza del nostro territorio. Il clima sta cambiando e fenomeni meteorologici intensi, che un tempo potevano essere considerati eccezionali, sono destinati a diventare sempre più frequenti. Per questo dobbiamo prepararci, investendo con continuità nella prevenzione e nella messa in sicurezza del territorio.
Chiavari è un territorio fragile e la sicurezza idraulica, in particolare del torrente Rupinaro e del fiume Entella, deve rappresentare una priorità dell’azione amministrativa. Dopo le drammatiche esperienze del 2002 e del 2014, non appena insediati, avevamo avviato un importante percorso di mitigazione del rischio. In meno di due anni abbiamo ricostruito due nuovi ponti senza pilone centrale in via Castagnola e a Sampierdicanne, per il migliorare il deflusso delle acque, realizzato interventi di pulizia dell’alveo dell’Entella fino al confine con il Comune di Carasco, realizzata la sistemazione dei rii Rostio, Lama e Campodonico, la progettazione del rio Bona, la pulizia ed il rifacimento del canale delle acque bianche detto della Veragna sotto Piazza Rupinaro. Questi lavori hanno contribuito ad evitare negli anni successivi l’esondazione del torrente Rupinaro senza provocare danni più elevati alla viabilità e alle case. Ci siamo riusciti in un periodo caratterizzato da vincoli finanziari particolarmente stringenti, quando non erano disponibili le risorse straordinarie di cui oggi possono beneficiare gli enti locali con il PNRR. Nonostante questo, infatti, riuscimmo a reperire circa 6,5 milioni di euro di finanziamenti e a stanziare un contributo comunale di circa 3 milioni, destinati a proseguire il percorso di messa in sicurezza del territorio, lasciati alle successive amministrazioni.
Ci saremmo augurati che dal 2017 ad oggi, in quasi 10 anni, chi ha governato Chiavari dopo di noi avesse proseguito su questa linea realizzando le restanti opere necessarie, tra cui il rifacimento dei rimanenti argini e l’eliminazione delle pile centrali dei ponti di Corso Italia, Viale Tappani e della Ferrovia, per il quale esistevano già progettazioni e interlocuzioni avviate. Purtroppo nulla è stato fatto, rimandando tutto anno dopo anno, tanto che il parere della conferenza dei servizi è arrivato solamente in questi giorni. Questa Giunta ha sempre ragionato su di un’ipotetica realizzazione di uno scolmatore che in sé può essere anche un’opera valida, ma difficilmente realizzabile sotto il profilo economico, soprattutto in questi tempi dove le somme per mettere in sicurezza il territorio ligure sono ingentissime.
Di fronte ad una spesa di circa 70 milioni di euro, sarebbe stato molto meglio e ragionevole puntare sulla ricostruzione dei ponti ed il rifacimento degli argini, in quanto soluzioni fattibili e già in gran parte finanziate. Invece, abbiamo avuto notizia che l’amministrazione comunale ha partecipato a due bandi presso il Ministero dell’Interno riguardanti il primo la sistemazione idraulica del Rupinaro ed il secondo la progettazione dello scolmatore, ma nessuno dei due interventi è stato purtroppo ammesso. Va ricordato, inoltre, che questa Giunta ha preferito stornare dalla sistemazione idraulica del torrente Rupinaro circa 1.600.000 euro per destinarli al prolungamento del Lungomare Esuli Italiani e alla sistemazione dell’Area parcheggi antistante lo stabilimento balneare il Lido. Opere certamente utili per la città, ma non prioritarie come la messa in sicurezza delterritorio.
Per quanto riguarda gli interventi realizzati alle sotto tubazioni di Via Entella e Via Piacenza, pur essendo in punti molto critici e di difficile realizzazione, ci aspettavamo, al netto della propaganda autoelogiativa fatta da questa Giunta sui social, un risultato migliore e risolutivo, visti i soldi spesi e il tempo impiegato per fare i lavori che hanno creato difficoltà e disagi alla viabilità e ai residenti.
Allo stato, dobbiamo ringraziare gli esercenti e i residenti che hanno pulito e aperto i tombini ostruiti per far defluire più rapidamente l’acqua. Su alcuni rivi a Caperana e a Ri, per fortuna, si sta intervenendo, ma rimane irrisolto il nodo cruciale della sistemazione degli argini dell’Entella. Dobbiamo ricordare che nel 2018 Regione Liguria, Città Metropolitana di Genova e il Comune di Chiavari hanno revocato l’accordo di programma che prevedeva, tra gli altri interventi, il rifacimento dell’argine del fiume Entella a monte del ponte della Maddalena fino alle Caserme, dove storicamente si sono verificate le ultime esondazioni. Siamo perfettamente consapevoli che la prevenzione non fa notizia quando funziona, ma è l’unico modo per evitare, per quanto possibile, danni alle persone, alle abitazioni, alle attività economiche e alla viabilità. Per questo continuiamo a ritenere che si debba mettere la sicurezza del territorio al centro delle prossime scelte amministrative, senza contrapposizioni, ma con una programmazione seria, finanziamenti adeguati e la capacità di portare a compimento le opere già progettate o finanziate».