il progetto

La Cooperativa Pescatori di Camogli riparte dalle acciughe sotto sale

Sabato 8 agosto in via del Porto apre il negozio con i prodotti tradizionali. Paolo Silvestri: «Riportiamo in vita la storia e il sapere delle maestranze locali»

La Cooperativa Pescatori di Camogli riparte dalle acciughe sotto sale

Sarà un momento storico, sabato prossimo, 8 agosto, per la Città di Camogli. Alle 18 aprirà a Camogli il nuovo punto vendita della Cooperativa Pescatori di Camogli. Non sarà soltanto l’inaugurazione di un negozio, ma il primo passo concreto della rinascita di un progetto iniziato molti anni fa e poi interrotto: riportare in vita il marchio della Cooperativa attraverso prodotti ittici di alta qualità, ricette legate alla tradizione camoglina e il sapere delle vecchie maestranze.

Il progetto

Il progetto è iniziato qualche mese fa, quando Paolo Silvestri, imprenditore che a Camogli risiede, fondatore di “Pexto” e “Pesto per amore”, che ha deciso di rilanciare la pesca laddove è sempre esistita:

«Il percorso era nato insieme ad Alberto Gambazza, sviluppando ricette dedicate per il tonno lavorato sott’olio e per le acciughe. Le preparazioni sono state studiate a Camogli e successivamente affidate ad aziende italiane specializzate nella lavorazione ittica di alto livello. Oggi quel progetto è ripartito. Sono riprese la ricerca dei produttori, la selezione delle materie prime e la messa a punto delle ricette. L’apertura del nuovo negozio rappresenta il luogo nel quale questo lavoro verrà finalmente raccontato e presentato al pubblico».

Ma la vera ripartenza, quella più emozionante e simbolica, va in scena nel cuore del centro storico di Camogli, al civico 14 di via del Porto. Nel vicolo dove un tempo si lavorava il pesce e dove è nata una parte importante della storia della Cooperativa. Qui Silvestri con Ettore Gambazza, Simone Gambazza e altri amici storici della cooperativa hanno ricominciato a preparare le acciughe sotto sale esattamente come si faceva una volta.

«Come per prenderci nuovamente la mano, abbiamo provato a fare il lavoro come si faceva una volta, in vista dell’inaugurazione di sabato prossimo. Ed è stato qualcosa di eccezionale e unico», racconta Silvestri.

Quasi in maniera beneaugurale Simone Gambazza, seduto su un vecchio sgabello degli anni Cinquanta, ha già iniziato a sistemare le acciughe nei contenitori e aggiungeva il sale. Poco più indietro, all’interno del piccolo magazzino, mentre Ettore Gambazza e altri pescatori pulivano il pesce, eliminando testa e interiora, per prepararlo alla salagione. Una scena semplice, quasi fuori dal tempo, che ha attirato l’attenzione dei passanti e ha trasformato per qualche ora il vicolo in un laboratorio a cielo aperto. Non si è trattato di una rievocazione organizzata per il pubblico, ma di un vero momento di lavoro. Un gesto concreto, ripetuto con le stesse mani, gli stessi movimenti e lo stesso sapere tramandato per generazioni.

«Vedere nuovamente i pescatori lavorare insieme alle acciughe è stato come assistere alla riaccensione del cuore della Cooperativa. Non volevamo limitarci a recuperare un marchio o ad aprire un negozio. Vogliamo recuperare le persone, le ricette, i gesti e la memoria di una comunità che ha vissuto per secoli in rapporto con il mare».

Adesso la sfida passa dalla prova alla realtà di un locale pronto a lavorare. L’obiettivo è costruire una linea di prodotti a marchio Cooperativa Pescatori di Camogli, realizzati con materie prime italiane e con il supporto di aziende selezionate per esperienza, serietà e qualità della lavorazione. Accanto a questa produzione, il progetto prevede di mantenere a Camogli una piccola attività artigianale e sperimentale, affidata alle vecchie maestranze, per non perdere le tecniche tradizionali di preparazione del pesce.

«Il nostro desiderio è fare in modo che il sapere dei pescatori non rimanga soltanto nei ricordi o nelle fotografie – prosegue Silvestri – Deve tornare a essere qualcosa di vivo, da vedere, da imparare e da trasmettere ai più giovani».

L’apertura del punto vendita di sabato 8 agosto sarà quindi l’inizio di un percorso più ampio. Il negozio ospiterà i prodotti della nuova linea, ma diventerà anche uno spazio nel quale raccontare la storia della pesca camogliese, della tonnarella e delle persone che hanno costruito l’identità marinara della città.  La prima immagine di questa nuova storia rimarrà però quella di venerdì mattina: tre pescatori, un piccolo magazzino, uno sgabello degli anni Cinquanta, le acciughe appena pescate e il sale.