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L'archeologia porta alla luce nuovi elementi per la conoscenza dello sviluppo urbanistico di Rapallo

Questi nuovi elementi sono stati portati alla luce nell’ambito di un’attività di indagine archeologica

L'archeologia porta alla luce nuovi elementi per la conoscenza dello sviluppo urbanistico di Rapallo
Attualità Rapallo - Santa Margherita, 19 Luglio 2022 ore 14:16

Per la ricostruzione dell’antica topografia di Rapallo l’area di Via Milite Ignoto, che oggi copre il torrente Monte - San Francesco, è di grande interesse perché qui si localizzava un importante edificio medievale, l’hospitale di Pozzarello, oggi non più riconoscibile perché su di esso sorge l’albergo Europa.

L’ospedale del Pozzarello citato nel 1210 come fiancheggiato da un eremitaggio ermeterium, cioè un luogo che ospitava un eremita, è uno dei punti fermi per la conoscenza dello sviluppo urbano di Rapallo; presso di esso infatti doveva transitare la via publica che univa Luni a Genova e presso di esso si trovava il ponte che portava al “borgo” attraversando la porta orientale.

Quest’ultima, demolita nel 1810, era chiamata appunto "porta di Pozzarello" o del "del Molinello" per il mulino ad acqua ubicato poco distante da essa.

La ricostruzione dello sviluppo urbanistico di Rapallo necessita di conferme archeologiche ed è ciò che si sta perseguendo in questi giorni con l’attivazione dell’assistenza archeologica ai lavori condotti dal Comune di Rapallo nell’ambito dei lavori di mitigazione del rischio idraulico.

L’archeologia urbana qui, come in tutti i centri storici, porta alla luce le tracce delle diverse e complesse fasi di vita che hanno interessato gli insediamenti del nostro territorio: in questi giorni a Rapallo emergono, infatti, tratti di muri risalenti a diversi periodi, per adesso tutti riferibili ad età post medievale e in parte riconoscibili nella planimetria di Rapallo disegnata dal cartografo Matteo Vinzoni nel 1773.

Particolarmente interessanti sono i lunghi tratti di murature che costituivano gli argini del torrente San Francesco, sepolti a più di un metro di profondità rispetto al piano attuale, che forniscono la suggestione di uno dei momenti di vita della città di Rapallo.

Questi nuovi elementi sono stati portati alla luce nell’ambito di un’attività di indagine archeologica che si sviluppa secondo quanto previsto dal Codice dei Beni Culturali (D. Lgs.42/2004) e dal Codice degli Appalti (D. Lgs. 50/2016); la committenza è in capo al Comune di Rapallo che ha dato incarico ad archeologi specializzati - Francesca Giomi e Valeria Fravega, che operano con la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

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