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Coronavirus

Liguria quasi arancione, aumentano contagi e terapie intensive

Il punto nella nostra regione

Liguria quasi arancione, aumentano contagi e terapie intensive
Attualità Chiavari - Lavagna, 05 Gennaio 2022 ore 07:12

Liguria quasi arancione, vaccini e pillola covid, facciamo il punto nella nostra regione.

La campagna vaccinale

Sono 16.100 le dosi di vaccino anti Covid somministrate nelle ultime 24 ore in Liguria, dove 1.228.058 cittadini hanno almeno una dose di vaccino e oltre 1/3 della popolazione ha ricevuto anche la dose booster (488.245 vaccinati con il richiamo, pari al 35,29% degli aventi diritto e, nello specifico, ha ricevuto la dose booster il 68,95% degli over80 e il 58,50% dei 70enni).

“La campagna vaccinale procede a pieno ritmo – osserva il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti – e siamo pronti ad aumentare ancora non appena, come auspico, verrà introdotto l’obbligo vaccinale per i lavoratori: oggi la Liguria mantiene una media di circa 16mila vaccini al giorno ma il sistema, con gli hub su tutto il territorio, è in grado di gestire senza problemi anche 20mila somministrazioni giornaliere. Il vaccino è l’unica arma che abbiamo contro questo terribile virus e anche i dati degli esperti ne confermano ancora una volta l’efficacia, che si mantiene superiore al 90% per evitare il decesso superando addirittura il 95% tra coloro che hanno ricevuto anche la dose booster”.

Vaccini

In Liguria sono stati somministrati, dall’inizio della campagna vaccinale, complessivamente 2.855.570 vaccini, pari al 99,9% di quelli consegnati. Ulteriori consegne sono previste nelle prossime settimane a partire da domani, mercoledì 5 e venerdì 7 gennaio, con nuove dosi di vaccini Moderna e Pfizer (sia per adulti sia pediatrico).
L’attuale quadro epidemiologico in Liguria

“è caratterizzato da un ulteriore aumento dell’incidenza – osserva il direttore generale di Alisa, Filippo Ansaldi -. Abbiamo ad oggi un numero di casi giornalieri che è più che raddoppiato rispetto al picco della precedente ondata, cioè il momento di maggiore circolazione del virus nello scorso novembre. In questo quadro, frutto anche dell’elevato numero di tamponi eseguiti, è presente una pressione ospedaliera importante, ma non paragonabile a quella dello scorso anno. Il dato positivo più rilevante è che da 15 giorni non si osserva più una crescita del numero giornaliero di accessi ospedalieri”.

Liguria arancione, si attende il report nazionale

Per quanto riguarda il possibile passaggio della Liguria in zona arancione dalla prossima settimana, il presidente Toti sottolinea che

“bisognerà attendere il report nazionale, con le anticipazioni attese per giovedì. Certamente non è da escludere, considerando l’aumento esponenziale dei contagi e i dati sui ricoveri ospedalieri, che, soprattutto per quanto riguarda le terapie intensive, sono dovuti per la stragrande maggioranza a persone non vaccinate. Detto questo, da lunedì prossimo, 10 gennaio, entreranno in vigore anche le nuove misure previste dal governo con ulteriori limitazioni per i non vaccinati su tutto il territorio nazionale e un’ulteriore estensione dell’obbligo di green pass rafforzato (vaccinati o guariti). Di fatto, se dovessimo passare in zona arancione, la situazione in Liguria sarebbe sostanzialmente la stessa rispetto al resto del Paese”.

Il nuovo farmaco anti covid

Circa l’arrivo in Liguria del nuovo farmaco anti Covid, distribuito a tutte le aziende sanitarie e ospedaliere sul territorio, Toti aggiunge:

“Dopo il trattamento con gli anticorpi monoclonali, in cui la Liguria ha fatto da apripista in tutto il Paese, ora siamo pronti anche con questa nuova terapia che, tramite specifica prescrizione, ci aiuterà insieme al vaccino a prevenire le forme più severe del virus. Nessuna strada per sconfiggere il Covid resterà intentata".

“È un medicinale che attendevamo con ansia – aggiunge Matteo Bassetti, responsabile del Dipartimento Interaziendale regionale di Malattie Infettive e direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Policlinico San Martino – visto che il Policlinico San martino era stato l’unico centro italiano ad aver arruolato un paziente. Nelle prossime ore inizieremo la somministrazione, in modo più diffuso e sempre appropriato. Si tratta di un farmaco complementare rispetto ai monoclonali, indicato per la cura domiciliare del Covid. Non ho dubbi che, grazie alla collaborazione fin qui realizzata con i medici di medicina generale, non ci saranno problemi anche con questo nuovo farmaco”.

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