“Le pietre di inciampo: un nome, una data, una storia”: gli studenti del liceo Da Vigo-Nicoloso da Recco, coordinati dalla professoressa Alba Chicco, danno voce ai martiri dell’Olocausto in occasione della Giornata della Memoria, mercoledì 28 gennaio, al Teatro Sociale (ore 10.30 e 20.30). L’iniziativa è promossa dall’Ufficio Cultura del Comune di Camogli e realizzata in collaborazione con Teatro Sociale e i suoi volontari, Da Vigo-Nicoloso e Aned, Associazione Nazionale ex deportati nei campi nazisti – sezione di Genova.
Mercoledì 28 gennaio alle 10.30 e alle 20.30
In occasione della Giornata della Memoria, mercoledì 28 gennaio, al Teatro Sociale, va in scena “Le pietre di inciampo: un nome, una data, una storia”, spettacolo a cura degli studenti dell’Istituto Da Vigo-Nicoloso da Recco, guidati da Alba Chicco, consigliere Aned-Genova e docente a riposo del liceo recchese.
L’iniziativa, promossa dall’Ufficio Cultura del Comune di Camogli, è realizzata in collaborazione con il Teatro Sociale e i suoi volontari, il liceo Da Vigo-Nicoloso e l’Aned, Associazione Nazionale ex deportati nei campi nazisti – sezione di Genova.
Per condividere nel modo più ampio possibile il messaggio contenuto nella performance sono previste due rappresentazioni: alle 10.30 per le scolaresche e alle 20.30 offerto alla cittadinanza dall’Amministrazione Comunale.
Si tratta di un momento successivo, altrettanto importante, rispetto a quello promosso dall’Amministrazione camogliese nel gennaio 2025 con la posa della Pietra d’Inciampo (la prima nel Golfo Paradiso) in ricordo di Carlo Staineri, nato a Gorizia nel 1884, catturato a Ruta nel 1944, in via Maggiolo, davanti alla casa dove abitava con la moglie, morto prigioniero ad Auschwitz l’anno successivo. Un cammino proseguito con l’evento organizzato il 24 marzo per onorare la memoria della figura di Niccolò Cuneo, camogliese, cui sono intitolate la biblioteca civica e una strada della città, scomparso, per le sofferenze patite, nel campo di concentramento di Gusen nel 1945.
Ora quel “viaggio” si consolida con lo spettacolo “Le pietre di inciampo: un nome, una data, una storia”.
«La collaborazione con il Liceo Da Vigo-Nicoloso rappresenta per l’Amministrazione il desiderio di calare nella nostra Terra vicende storiche che troppo spesso sono viste come lontane, avulse dalla realtà locale e che, al contrario, hanno direttamente toccato la nostra Gente – dice il consigliere delegato alla Cultura del Comune di Camogli, Paolo Terrile -. Mi ha colpito la dinamicità di questo progetto pronto ad aggiornare il suo contenuto alla luce della posa di nuove Pietre d’Inciampo, come è successo nel 2025 per quella dedicata a Carlo Staineri. Per il terzo anno consecutivo celebriamo la Giornata della Memoria, con un’attenzione particolare rivolta a giovani studentesse e studenti, convinti di avere una forte corresponsabilità accanto alle scuole, nel sensibilizzarli sui temi della storia che ancora ai giorni nostri generano forte dibattito. Evento che sarà ripetuto alla sera per cittadini e ospiti e per quanti hanno impegni altrove al mattino, per raggiungere il maggior numero possibile di partecipanti».
Nello spettacolo
«attraverso un attento lavoro di ricerca di testimonianze, documenti, fotografie e immagini d’epoca sono state ricostruite storie di vita e di deportazione di 27 genovesi in ricordo dei quali, a partire dal 2012, sono state deposte Pietre d’Inciampo – spiega la professoressa Alba Chicco, autrice e anima dello spettacolo -, donne e uomini che abitavano nei luoghi dove oggi abitiamo noi. Un lavoro che permette di ripercorrere anche le tappe salienti della deportazione razziale, politica e militare del nostro territorio».
Il racconto, spiega la professoressa Chicco,
«in cui si ricordano i gesti coraggiosi di chi cerca di salvare gli ebrei dalla cattura ma anche le delazioni e i tradimenti che causarono la morte di intere famiglie, come i Cavaglione e i Valabrega», inizia con il rastrellamento degli ebrei genovesi, il 3 novembre 1943, e la deportazione della famiglia Polacco, del rabbino Riccardo Pacifici e di Marco Rignani, morto ad Auschwitz, cui è dedicata una pietra d’inciampo posata il 10 gennaio 2024 a Genova, in via Cavallotti, dove abitava.
La narrazione prosegue ricordando
«la detenzione disumana nelle carceri genovesi e milanesi e la deportazione nei campi di raccolta, Fossoli, a 5 chilometri da Carpi, in provincia di Modena, e Bolzano, e, infine, nei Lager – spiega Alba Chicco -. Particolarmente toccanti le storie della famiglia Sonnino e del dottor Bruno De Benedetti. Il racconto della morte di Giorgio, Paolo, Roberto, Maria Luisa, Bice Sonnino e dei loro genitori è tratto dalla testimonianza lasciata dall’unica figlia superstite, Piera Sonnino». La vicenda di Bruno De Benedetti, aggiunge, «medico a Fossoli, viene rievocata da alcune lettere scritte alla giovane moglie, Armanda, gentilmente concesse ai ragazzi dal pronipote, l’avvocato Filippo Biolè, presidente di Aned-Genova».
La deportazione politica, precisa la professoressa Chicco,
«viene ricostruita attraverso le storie custodite da tre pietre di inciampo genovesi: quella di Giorgio Labò, Francesco Moisello e Cesare Pompilio, martire della strage del Cibeno, a Nord di Carpi, mentre la deportazione militare è descritta con le parole di Orazio Robello, militare della Marina, morto nel campo di Flossembürg, in Germania, nel dicembre 1944.
Quasi tutte le storie sono raccontate dagli studenti in prima persona – dice la professoressa Chicco -. Una scelta fatta al momento della stesura della sceneggiatura per suscitare emozioni più intense e una compartecipazione più commossa in chi assisterà allo spettacolo. Un modus operandi che, a nostro parere, si propone come antidoto forte, profondo, al male da cui tutto ha avuto origine: l’indifferenza».