Il Comitato “No al depuratore in Colmata” esprime soddisfazione per l’ulteriore stato di avanzamento di un nuovo impianto a Lavagna, grazie alla volontà del consigliere metropolitano Giovanni Stagnaro e del sindaco di Lavagna Alberto Mangiante.
“Un impianto che avrebbe dimensioni funzionali per servire i comuni di Lavagna e Cogorno in un sito dove esiste già un trituratore, molto meno impattante rispetto al “mostro” che si voleva costruire in Colmata fronte mare (tre piani interrati), incredibilmente a suo tempo approvato e sostenuto dall’attuale amministrazione chiavarese – afferma Andrea Sanguineti (nella foto) in rappresentanza del Comitato “No al depuratore in Colmata a Chiavari” -. I costi ipotizzati, come dichiarato dal consigliere Stagnaro, sono più ridotti e ragionevoli rispetto a quanto sarebbe costato ai cittadini lo sciagurato progetto di Chiavari che prevedeva, come denunciato più volte dal Comitato, decine di migliaia di euro solo per la costruzione delle difese a mare, oltre a svariate altre incongruenze e disfunzionalità che noi a suo tempo avevamo evidenziato”.
L’impianto di Lavagna prevede l’utilizzo di energia alternativa e il riuso dell’acqua depurata per attività agricole e altre funzioni legate al grande porto turistico
Quello di Lavagna si configura dunque come un impianto che prevede l’utilizzo di energia alternativa e il riuso dell’acqua depurata per attività agricole e altre funzioni legate al grande porto turistico.
Il Comitato esprime soddisfazione per il fatto che le decisioni sulla depurazione delle acque siano tornate in una sede più appropriata e naturale di quella affidata alle aule di tribunale (che peraltro fino ad oggi ci hanno dato ragione).
“Questo tipo di decisione deve essere politica e seguire le indicazioni di minor impatto ambientale e massimo bilancio di costi e benefici per le comunità – conclude Sanguineti -. Oggi gli atti di Città Metropolitana e delle forze politiche sono coerenti con questa impostazione, che va nel senso di collocare impianti di dimensioni ridotte in altri siti”.
Venerdì il sopralluogo
Venerdì 9 ottobre si è svolto un sopralluogo nell’area del porto di Lavagna alla presenza del sindaco Gian Alberto Mangiante, dell’assessora Egle De Ferrari Rolleri, del commissario straordinario Fabio Fattuzzo e dei rappresentanti degli enti coinvolti.
“Al centro dell’incontro, la necessità di rivedere il progetto del depuratore, superando l’ipotesi dell’edificio alto 17 metri, ritenuta non accettabile. Tra le soluzioni da approfondire, un ridimensionamento dell’impianto, con un’altezza non superiore a 8 metri, e la possibilità di realizzare parte della struttura interrata o seminterrata – ha ricordato il Comune di Lavagna -.
L’obiettivo è individuare una soluzione compatibile con il contesto portuale, attenta all’impatto paesaggistico e ambientale, senza compromettere l’efficienza dell’impianto.
L’Amministrazione comunale ha inoltre chiesto di valutare il possibile riutilizzo dell’acqua depurata per finalità ecologiche e irrigue, oltre all’installazione di pannelli solari sulla copertura.
Il percorso prosegue con ulteriori approfondimenti tecnici e progettuali, nella ricerca di una soluzione che risponda alle esigenze di Lavagna e del territorio, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla qualità dell’ambiente”.