Cogorno

Ottant’anni di storia, vent’anni di eredità: il Villaggio del Ragazzo nel nome di Don Nando

Il 2026 sarà un anno speciale per l'Opera diocesana

Ottant’anni di storia, vent’anni di eredità: il Villaggio del Ragazzo nel nome di Don Nando

Il 2026 sarà per il Villaggio del Ragazzo e per l’intero territorio un anno davvero speciale: ricorrono infatti sia gli 80 anni dalla fondazione dell’Opera Diocesana Madonna dei Bambini – Villaggio del Ragazzo, sia i 20 anni della salita al cielo del suo straordinario fondatore, don Nando Negri.

Un anno speciale per il Villaggio del Ragazzo

Gli appuntamenti

Per onorare degnamente questa doppia e significativa ricorrenza, che non segna un punto di arrivo, bensì un nuovo trampolino di rilancio verso le sfide del futuro pur restando nell’ottica del fondatore, sono stati messi a punto una serie di appuntamenti e di iniziative che scandiranno i mesi a venire: dallo speciale logo realizzato dagli studenti dell’Istituto Fassicomo di Genova (che affiancherà per l’intero anno il logo tradizionale); alla mostra dedicata alla figura del visionario sacerdote, che verrà realizzata nei luoghi di don Nando; dall’iniziativa “Un fiore per don Nando”; ai convegni sui temi più cari alla mission dell’Opera; dall’inaugurazione di nuovi spazi intitolati o dedicati al religioso; a momenti istituzionali.

 

Un intero anno proposto e vissuto come occasione per fare memoria e rinnovare l’impegno con coerenza e attaccamento allo spirito del fondatore.

La dichiarazione del presidente Don Paolo Zanandreis

«La coincidenza degli Ottant’anni di storia dell’opera diocesana “Madonna dei bambini Villaggio del Ragazzo” e i vent’anni della salita al cielo di don Nando Negri, ci invita a guardare a questo legame per poter vivere un anno speciale, perché non sia soltanto un momento di autocelebrazione per un traguardo raggiunto, una vanità, bensì ancora una volta l’occasione di poter intravedere il mistero della misericordia di Dio che si fa storia, presenza in mezzo a noi. Una misericordia che interpella il cuore dell’uomo ad avere compassione delle vicende storiche degli uomini, in particolare per i più fragili e indifesi. Una compassione che si distingue dall’aver pena ma che, al contrario, si coinvolge per ridare all’altro tutta la sua dignità, autonomia e libertà. Con questo spirito vogliamo vivere questo anno intenso: per la memoria grata verso chi ci ha preceduto e che ci sono stati testimoni autorevoli di compassione, don Nando con i tutti i suoi collaboratori “villaggini”; ma anche per tutti gli eventi che si susseguiranno e che dovranno, ancora una volta, interpellare il nostro cuore a cercare e guardare ai bisognosi di oggi, lasciandoci coinvolgere e promuovendo iniziative di compassione e libertà, per diventare anche noi testimoni credibili della Misericordia di Dio».

La dichiarazione dell’amministratore delegato e vicepresidente, Nilde Bancalari

Innovare, restando fedele ai principi di don Nando sono le coordinate

«La visione di don Nando continua ad ispirare la nostra “Organizzazione di Bene” attenta agli ultimi, alle nuove generazioni e alle sfide del nostro tempo. Il Villaggio ha attraversato otto decenni di attività mantenendo saldi i valori e la visione che ne hanno ispirato la nascita. L’anniversario rappresenta non solo un momento di celebrazione, ma anche un’occasione di riflessione sul percorso compiuto e sulle responsabilità future. A vent’anni dalla scomparsa di don Nando, vogliamo ricordarne il pensiero, il coraggio e la capacità di guardare lontano. La sua eredità continua a guidare le nostre scelte e il nostro modo di operare; il miglior modo per onorarlo è continuare a innovare, rimanendo fedeli ai principi che hanno reso il Villaggio ciò che è oggi. Mille volte grazie a tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno contribuito alla crescita e alla continuità del Villaggio: collaboratori, volontari, benefattori, partner istituzionali e quanti, con dedizione e competenza hanno condiviso la nostra mission».

La dichiarazione del direttore generale del Villaggio, Nicola Visconti

«Celebrare l’80° anniversario del Villaggio del Ragazzo e ricordare Don Nando a vent’anni dalla sua salita in cielo, fondatore e anima di questa straordinaria opera educativa, non è solo un momento per fare memoria ma occasione di profonda riflessione e confronto sulla mission dell’Opera e sulla sua attualizzazione. Quindi ricordare don Nando oggi non significa solo custodire la memoria, ma rinnovare l’impegno a guardare avanti con lo stesso coraggio, la stessa fiducia nei giovani e la stessa attenzione agli ultimi che hanno guidato la sua opera. Il Villaggio del Ragazzo attraverso la preziosa opera dei suoi collaboratori e tanti volontari vuole continuare a essere luogo di crescita, accoglienza e futuro, fedele alle sue radici e aperto alle sfide del presente e future. Don Nando continua a vivere nell’identità del Villaggio, nelle sue scelte, nelle persone che vi operano e soprattutto nelle vite di migliaia di ragazzi e persone più fragili, che qui hanno trovato ascolto, opportunità e speranza. Il suo messaggio educativo, profondamente radicato nel Vangelo (carità e amore) e il prendersi cura di tutti, senza lasciare mai nessuno indietro, restano i punti di riferimento attuali e per il proseguo della sua Opera».

La storia del Villaggio

Il Villaggio del Ragazzo è stato fondato nel 1946 da don Nando Negri, sacerdote profondamente segnato dalle difficoltà del dopoguerra e dal desiderio di offrire ai giovani più fragili non solo assistenza, ma reali opportunità di crescita e riscatto. Nato inizialmente come spazio ricreativo per ragazzi poveri e sbandati presso Villa Parma a Lavagna, il Villaggio è sviluppato rapidamente accogliendo l’invito di Papa Pio XII a difesa dei bambini più deboli e orfani di guerra, ampliando i servizi di accoglienza, educazione e sostegno.

 

Nel 1951 l’opera viene ufficialmente costituita come Opera Diocesana Madonna dei Bambini – Villaggio del Ragazzo e con l’aumento dei bisogni emerge anche l’importanza della formazione professionale come strumento fondamentale per contrastare emarginazione e devianza: nascono così il Centro Agricolo di Sampierdicanne e poi il grande Centro di San Salvatore, che diventa il cuore del Villaggio, ospitando ancora oggi scuole statali, corsi professionali, attività sportive, socio-educative e molto altro ancora.

 

Negli anni successivi l’Opera si espande ulteriormente, rispondendo alle nuove povertà e fragilità sociali: dalla tossicodipendenza alla disabilità; dall’inclusione dei giovani a rischio, all’assistenza agli anziani. Grazie a donazioni e collaborazioni, prendono vita: il Centro Costa Zenoglio a Castiglione Chiavarese; il Centro Benedetto Acquarone a Chiavari; il Centro Franco Chiarella. Oggi il Villaggio del Ragazzo coinvolge diverse centinaia di operatori e volontari e continua a ispirarsi ai valori evangelici che ne hanno guidato la nascita: promuovere la libertà, il senso critico, la dignità della persona e l’amore verso i più deboli. L’eredità di don Nando Negri, scomparso nel 2006, vive ancora nell’opera da lui generata, nella quale educazione, fede e carità restano profondamente intrecciate e dalla quale sono germogliate moltissime altre realtà che fanno parte dell’Opera, fra cui: L’Accademia del Turismo di Lavagna; il Centro Fassicomo, l’istituto Spinelli di Genova, l’azienda “L’Agricola” e altre che sono state ispirate dalla sua attenzione alla dignità umana, che solo il lavoro può dare come: le cooperative sociali “Il Golfo” e “Magis”.