Territorio

Parco di Portofino e Programma Mab, Stefano Chiesa interviene al dibattito sullo sviluppo

L’ex consigliere dell’Ente Parco e già presidente del Consorzio dei Golfi Tigullio e Paradiso richiama il ruolo delle Riserve della Biosfera come laboratori di ricerca, tutela ambientale e coinvolgimento delle comunità locali

Parco di Portofino e Programma Mab, Stefano Chiesa interviene al dibattito sullo sviluppo

Promuovere un equilibrio duraturo tra attività umane e tutela dell’ambiente: è questo l’obiettivo del Programma MAB – Man and the Biosphere (L’uomo e la biosfera), iniziativa scientifica intergovernativa avviata dall’UNESCO nel 1971. Il programma nasce con l’intento di fornire basi scientifiche solide per affrontare le grandi sfide ambientali contemporanee, a partire dalla conservazione della biodiversità e dall’uso sostenibile delle risorse naturali.

Il MAB si fonda su un approccio interdisciplinare che integra scienze naturali e sociali, economia ed educazione, con l’obiettivo di migliorare le relazioni tra le persone e l’ambiente in cui vivono. Al centro vi è la gestione razionale della biosfera, intesa come patrimonio comune, da tutelare garantendo al contempo il benessere umano e un’equa distribuzione dei benefici dello sviluppo.

Le Riserve della Biosfera e il ruolo dei territori

Uno degli strumenti principali del programma è la rete mondiale delle Riserve della Biosfera, territori terrestri, marini o misti che svolgono la funzione di veri e propri “laboratori a cielo aperto” per sperimentare modelli di sviluppo sostenibile. Queste aree mirano a conciliare la tutela degli ecosistemi con le attività economiche e sociali, coinvolgendo attivamente comunità locali, enti pubblici, università e imprese in progetti di ricerca, educazione ambientale e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale.

In Italia, le Riserve della Biosfera aderenti al Programma MAB rappresentano ecosistemi particolarmente significativi per biodiversità e paesaggio. Attraverso l’iniziativa “MAB Terre della Biosfera”, questi territori si impegnano a costruire strategie condivise per affrontare i cambiamenti socio-ecologici, dalla perdita di diversità biologica e culturale agli effetti del cambiamento climatico, fino alle conseguenze della rapida urbanizzazione e dell’aumento dei consumi energetici.

Tra gli obiettivi specifici del Programma MAB rientrano l’identificazione dei cambiamenti della biosfera causati dalle attività umane e naturali, lo studio delle interrelazioni dinamiche tra ecosistemi e processi socioeconomici, la promozione di ambienti di vita salubri e il rafforzamento dell’educazione ambientale come strumento fondamentale per lo sviluppo sostenibile. Centrale è anche lo scambio di conoscenze e buone pratiche a livello locale, nazionale e internazionale.

In questo contesto si inserisce il dibattito sul Parco di Portofino, indicato da alcuni promotori come possibile esempio di applicazione dei principi del Programma MAB. L’area, caratterizzata dalla compresenza di ambienti marini e montani e da un’elevata biodiversità, viene proposta come potenziale luogo di ricerca scientifica, sperimentazione di energie rinnovabili e sviluppo di modelli ecocompatibili, con l’obiettivo di affrontare problematiche globali quali l’inquinamento da plastica e il surriscaldamento climatico.

A rappresentare questo impegno è anche Stefano Chiesa, già consigliere dell’Ente Parco di Portofino e già presidente del Consorzio dei Golfi Tigullio e Paradiso, che richiama il lavoro svolto negli ultimi dieci anni da cittadini e volontari per giungere alla costituzione del Parco Nazionale di Portofino, sottolineando il valore del contributo gratuito e continuativo di chi ha sostenuto il progetto.