Attualità
IL CASO

Parroco sospeso, arriva la solidarietà di Agedo: "Ripensateci"

La lettera aperta dell'Associazione di genitori, parenti e amici di persone LGBT+

Parroco sospeso, arriva la solidarietà di Agedo: "Ripensateci"
Attualità Chiavari - Lavagna, 05 Ottobre 2022 ore 12:37

E' stato sospeso "a divinis" dalla diocesi della Spezia don Giulio Mignani, parroco di Bonassola e Framura, in provincia della Spezia. Il religioso si era più volte esposto pubblicamente sui mass media, tra l'altro, a favore delle Famiglie Arcobaleno, sui diritti delle persone LGBT+, sul fine vita, sulla interruzione di gravidanza. Agedo, l'Associazione di genitori, parenti e amici di persone LGBT+, ha espresso in una lettera aperta la sua vicinanza.

La lettera

"Caro Don Giulio, tanto tuonò che piovve.
In uno scarno comunicato ripreso dai mass media, la diocesi di La Spezia-Brugnato ha comunicato che 'a seguito del ripetersi negli anni di una serie di sue esternazioni pubbliche non conformi al Magistero della Chiesa, nel mese di dicembre 2021, era già stato richiamato dal Vescovo con atto formale all’osservanza degli impegni pastorali e canonici..., stabilendo che se ciò non fosse stato osservato sarebbe incorso, latae sententiae, nella sospensione dalla celebrazione pubblica dei sacramenti e sacramentali, e dalla predicazione. Purtroppo,..., negli ultimi mesi ha continuato a rilasciare ulteriori esternazioni e, pertanto, si è dovuti giungere a dichiarare che è incorso nella suddetta sospensione'.

Con questo atto, la sospensione a divinis, rimani prete, però non puoi più realizzare alcuna celebrazione pubblica dei sacramenti e non puoi predicare. La diocesi si priva di un sacerdote, benvoluto dalla comunità, aperto alle istanze della società, e che da anni rivolge attenzione ed invita la Chiesa e le gerarchie, con grande pacatezza e sobrietà, a ragionare su temi oggi ineludibili quali i diritti e la vita delle persone emarginate per la loro identità sessuale, la qualità della vita e il fine vita, la interruzione di gravidanza.
La tua preoccupazione è sempre stata quella di essere attento alle istanze delle persone e ad attualizzare posizioni antiche.

'Ciò che mi ha sempre mosso è la preoccupazione che la Chiesa possa essere considerata sempre più marginale e sempre meno credibile nella società contemporanea. Per ovviare il pericolo che la Chiesa si chiuda in una sterile autore-ferenzialità mi sembra che la via sia quella di permettere a tutti i suoi membri, clero compreso, di poter esprimere libera- mente il proprio desiderio di cambiamento. Ho cercato di attuare un serio esercizio di ascolto delle persone che ho incontrato nel mio ministero'.

Noi, che tutti conosciamo bene e tutti abbiamo incrociato molte volte nel corso degli anni, come tu sai siamo totalmente esterni alla Chiesa e alle sue dinamiche e tra noi ci sono credenti, atei, agnostici, accomunati nello sforzo perché le persone LGBT+ abbiano la stessa considerazione di tutti gli altri nella società civile e gli stessi diritti. Non vogliamo entrare nelle modalità organizzative e gerarchiche della Chiesa cattolica che ci sono del tutto estranee ed insegnare ai chierici il loro mestiere ma non possiamo esimerci dal prendere posizione quando sotto questi atti c'è la netta tentazione di premere su ampie fasce di società e di ceto politico, di condizionare la vita pubblica ed impedire la produzione di leggi più attente ai diritti delle persone e alla loro capacità decisionale autonoma.
Negli anni abbiamo apprezzato la tua chiarezza e la ricchezza argomentativa a cui si è risposto con un rifiuto del dialogo e il richiamo all’obbedienza acritica, in un momento di grande fermento di idee quali le prese di posizione di alcune conferenze episcopali nord europee.
Ci dispiace moltissimo che tu sia stato 'condannato' e intanto ci auguriamo che tu sia sereno, anche se colpito nella tua missione di vita, perché 'male non fare, paura non avere'. Ti rinnoviamo pubblicamente la nostra amicizia, la nostra stima ed il nostro grazie come compagno di strada che si sporca le mani quotidianamente senza trincerarsi facilmente dietro i canoni.

Naturalmente ci auguriamo un ripensamento delle autorità ecclesiastiche e siamo disponibili a partecipare alla mobilitazione che si svilupperà in tuo sostegno. In ogni caso vai/andiamo avanti con tranquillità e forza d’animo.
A presto".

Fiorenzo Gimelli
Presidente nazionale

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