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Privato dona 750mila euro all'ospedale Gaslini per l'acquisto di una nuova TAC

In seguito ad un grande lavoro investigativo realizzato da Procura di Genova, Polizia Locale di Genova, Commissariato P.S. “Foce Sturla”, Nucleo Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza.

Privato dona 750mila euro all'ospedale Gaslini per l'acquisto di una nuova TAC
Attualità Chiavari - Lavagna, 21 Giugno 2021 ore 12:35

Ingente donazione ricevuta dall'ospedale Gaslini, in seguito ad un grande lavoro investigativo realizzato da Procura di Genova, Polizia Locale di Genova, Commissariato P.S. “Foce Sturla”, Nucleo Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore  Giovanni Arena, hanno portato alla condanna di diversi imputati, tra i quali il sig. Giuseppe Tacchella che voluto versare a titolo di beneficienza la somma di € 850.000, di cui di € 750.000,00 all’Istituto Gaslini e di € 100.000,00 all’Istituto S. Marcellino.

Una donazione importante

"Siamo molto felici di questa donazione veramente importante, che ci consente di acquisire una nuova Tomografia Assiale Computerizzata (TAC), prima in Europa per le sue caratteristiche, specificamente dedicata alle attività diagnostiche dei piccoli pazienti. Grazie alla generosità di un singolo donatore abbiamo la possibilità di dotarci un'apparecchiatura all'avanguardia, che migliorerà l'accuratezza nella diagnosi per migliaia di bambini. Il nostro ringraziamento va alla Procura e alle Forze dell'Ordine: Genova può contare su uomini dello Stato che sanno andare al di là dell'espletamento del proprio dovere, sanno unire le forze e riescono a portare ulteriore aiuto a chi ha più bisogno" affermano Edoardo Garrone, presidente dell'Istituto G. Gaslini, e Renato Botti, direttore generale.

I fatti

Nel 2017 a seguito di querela presentata dalla compagnia assicurativa AVIVA spa, la Polizia Locale di Genova avviava investigazioni nei confronti dell’Autocarrozzeria Parodi & C sas di Parodi Silvana, sita in Via Monte Cencio n. 3 r, di fatto gestita dal coniuge Tacchella Giuseppe.

Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore dr. Giovanni Arena, confermavano le ipotesi investigative, facendo emergere l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere, organizzata e capeggiata da Tacchella Giuseppe, composta da almeno una decina di soggetti, tra i quali due avvocati del Foro genovese e finalizzata alle truffe alle compagnie assicurative. I partecipi, in cambio di denaro - secondo un tariffario prestabilito – o anche della riparazione dei veicoli propri, di familiari e di conoscenti, del pagamento delle tasse di circolazioni e dei premi assicurativi, si rendevano disponibili a rilasciare false dichiarazioni, anche dinanzi all’Autorità Giudiziaria o comunque a fornire i dati personali e delle proprie autovetture per l’ideazione a tavolino di sinistri stradali, mai verificatisi o effettivamente accaduti, ma con danni inferiori a quelli denunciati o artificiosamente aggravati nella carrozzeria.

All’esito delle indagini, a fine giugno 2020 sono state eseguite n. 12 ordinanze cautelari ed in particolare una misura della custodia in carcere, nove misure cautelari degli arresti domiciliari, una misura dell'obbligo di presentazione quotidiana all'ufficio di PS e due misure interdittive della sospensione dall'esercizio della professione di avvocato per il termine di mesi 6. Sono state contestualmente eseguite n. 30 perquisizioni, tra abitazioni, uffici e attività commerciali, nel corso delle quali è stata sequestrata copiosa documentazione presso l’autocarrozzeria, le compagnie assicurative e gli uffici del Giudice di Pace di Genova, nonché 26 veicoli utilizzati per le truffe.

L’analisi degli atti consentiva di accertare n.317 falsi sinistri stradali, di cui n.132 procedibili, a seguito delle querele presentate dalle compagnie assicurative, nonché la commissione di almeno n. 11 false testimonianze dinanzi all’autorità giudiziaria e n. 5 simulazioni di reato (per falsi atti vandalici) e di denunciare n. 60 persone.
Da notare, quale nota di colore, l’individuazione di ben n. 6 sinistri falsi in cui figurava, quale parte danneggiata o responsabile alla guida della propria Porsche 911, la zia ultranovantenne della Parodi e di Tacchella, deceduta nel 2017. Zia di cui Tacchella e la Parodi Silvana continuavano ad utilizzare la carta di credito ed i conti correnti.

Nel corso delle indagini, la Procura della Repubblica di Genova delegava personale specializzato del Commissariato P.S. “Foce Sturla” per analizzare la copiosa documentazione bancaria e patrimoniale acquisita, nonchè personale del Nucleo Polizia Economica e Finanziaria della G. di F. allo scopo di accertare l’eventuale evasione fiscale posta in essere dal Tacchella e dalla società allo stesso riconducibile.

Sono stati esaminati oltre 70 conti correnti riconducibili agli indagati e centinaia di assegni per lo più incassati “fuori conto” ed è stata ricostruita la posizione patrimoniale e fiscale del Tacchella e dei suoi familiari a decorrere dagli anni 80. L’analisi ha consentito di procedere al sequestro preventivo di oltre 6 milioni e mezzo di Euro (€ 6.500.000,00) tra fondi, titoli e depositi in c/c, in gran parte riconducibile alle truffe assicurative, sistematicamente poste in essere nel corso degli anni ed all’evasione fiscale.

Il procedimento penale si è concluso, in poco meno di tre anni, con l’ammissione da parte degli imputati in ordine al reato associativo, il patteggiamento ex art. 444 c.p.p. di n. 17 imputati (sentenza GIP Genova del 3/5/21, irrevocabile il 27/5/21) ed il rinvio a giudizio per il reato di cui all’art. 642 c.p. (truffa assicurativa) di n. 14 imputati.
In particolare, al TACCHELLA sono stati contestati reato molto gravi, quali:
art. 416 c.p. – associazione a delinquere
n. 132 art. 642 c.p – frode assicurativa
n. 11 art. 372 c.p. – falsa testimonianza
n. 5 art. 367 c.p. – simulazione di reato
art. 493 ter c.p. – indebito utilizzo carte di credito
art. 648 ter.1 c.p. -autoriciclaggio
art. 3 D.Lgs 74/2000 – dichiarazione fraudolenta con artifizi al fine di evadere le imposte sui redditi e IVA

Tacchella, saldato il debito verso la giustizia

Ma il dato più rilevante è l’incredibile risultato raggiuntoche non si esaurisce sul piano strettamente processuale, ed il riferimento è proprio al motivo dell’odierna conferenza: Tacchella ha manifestato assoluto ravvedimento, decidendo di saldare fino all’ultimo centesimo il suo debito verso la giustizia per l’attività illecita posta in essere nel corso di oltre vent’anni.
A tal fine, oltre a prestare consenso per un patteggiamento allargato, concordando la pena significativa di anni 4 e mesi 8 di reclusione ed € 23.000 di multa, ha acconsentito alla liquidazione di parte del patrimonio sequestrato, tramite l’Amministratore Giudiziario nominato dal GIP, per complessivi € 4.300.000, somma che ha destinato alla definizione di quanto imputabile a sé medesimo, alla coniuge Parodi Silvana ed all’Autocarozzeria Parodi SaS.
In particolare:
-ha accettato la confisca ex art.12 bis L. 74/200 (evasione fiscale) per la somma di €328.776,00 e la confisca ex art. 240 bis di €1.007.156,21 per il reato ex art. 648 ter.1 c.p. (autoriciclaggio) e di €48.425,04 per il reato ex art.493 ter c.p. (indebito utilizzo carte di credito), per un totale di € 1.384.357,25;
-ha provveduto al pagamento del debito verso l’Agenzia delle Entrate con F24 per €1.062.200,66;
-ha provveduto alla riparazione ex art. 14 D.Lgs 74/00, in relazione a imposte evase già prescritte, con versamento al F.U.G. per €425.265,10;
-ha provveduto al risarcimento delle Compagnie Assicurative in relazione ai n 132 sinistri per i quali è stata presentata querela, per € 488.193,89, maggiorata del 5% a titolo di ristoro (€ 24.409,70,) per un totale di €512.603,58;
-ha già pagato tutte le spese processuali (intercettazioni, consulenti, amministratore giudiziario) per oltre € 100.000 e la pena pecuniaria di € 23.000.

Ma ancor più significativo, ed è il motivo principale dell’odierna conferenza, è il versamento, a titolo di beneficienza, di € 850.000, di cui di € 750.000,00 all’Istituto Gaslini e di € 100.000,00 all’Istituto S. Marcellino.