Attualità
ENTROTERRA

Raccolta firme al “Mercatino delle cassette vuote”

Cia Liguria per la petizione sui danni dei cinghiali

Raccolta firme al “Mercatino delle cassette vuote”
Attualità Valli ed entroterra, 01 Novembre 2021 ore 14:14

Gli agricoltori liguri aderenti a Cia Agricoltori italiani sono scesi in piazza. Per non lasciare campo ai cinghiali. E lanciare una raccolta firme, coinvolgendo cittadini e istituzioni, per cambiare la legge regionale.

Una petizione che è partita martedì in tutte le province negli stand del “Mercatino delle cassette vuote”. Negli stand nessun prodotto. Perché questo è quello che rischiano gli agricoltori liguri e i consumatori se non si limiterà il fenomeno della presenza insostenibile dei cinghiali ( e di tanti altri selvatici) sul territorio dell’entroterra così come in tante strade cittadine. E non si darà una soluzione definitiva al rimborso dei danni.

I dati parlano chiaro. Dal 2018 al 2021 le domande di rimborso sono aumentate del 40%. Ma le risorse disponibili sono rimaste le stesse: circa 300 mila euro all’anno. Risultato: la maggior parte degli agricoltori rinuncia a chiedere il rimborso dei danni che Cia Liguria stima intorno ai 5 milioni annui ( si pensi solo alla distruzione dei muretti a secco) nella nostra regione.
Danni provocati in particolare dai cinghiali, senza dimenticare quelli causati da altri selvatici come caprioli, tassi, istrici, lupi.
« Nel 2018 abbiamo cominciato a segnalare il problema degli ungulati all'attenzione delle istituzioni – spiega Alessandro Ferrante, presidente di Cia Liguria di Levante -. Sono passati 3 anni e i danni per i quali viene richiesto l'indennizzo sono aumentati del 40%; quelli effettivi sono aumentati a dismisura. Ora basta! Vogliamo raccogliere i nostri prodotti! Vogliamo che si attuino azioni concrete. Vogliamo la sicurezza dei nostri clienti».
Le risorse regionali che si possono destinare al rimborso danni all’ agricoltura rappresentano infatti circa il 25% dell’introito complessivo proveniente dai tesserini venatori. In sostanza su un introito di circa 1,5 milioni di Euro /anno al risarcimento dei danni vanno appunto circa 300mila €/anno. «Una cifra inadeguata – spiega Aldo Alberto -. La nostra proposta è di costituire un fondo dedicato che venga alimentato sia dalle risorse previste dall’ art. 42 delle Legge Regionale, raddoppiando le risorse – tratte dall’introito dei tesserini - dedicate alla prevenzione ed al risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole. E prevedendo risorse aggiuntive da trovare nel bilancio regionale».