Negli ultimi giorni Rita Repetto, presidente dell’associazione La Pulce nell’Orecchio, ha reso pubblica una dura presa di posizione dopo la diffusione di lettere anonime contenenti accuse e tentativi di delegittimazione nei suoi confronti.
Di seguito la dichiarazione integrale di Rita Repetto
“Negli ultimi mesi alcune lettere anonime, inviate con l’intento di screditare il mio lavoro e la mia persona, sono arrivate a diversi soggetti e istituzioni: ai relatori del nostro convegno Mafia e sette del 14 novembre scorso – tra cui due parlamentari –, alla redazione del settimanale L’Espresso dopo la pubblicazione di un articolo che riportava un estratto di una mia intervista, alla Questura di Firenze e persino alla dirigente scolastica e all’USR della scuola che visiterò nei prossimi giorni per un intervento educativo.
Queste comunicazioni, prive di firma e piene di accuse inventate, sostengono che io manipoli la realtà, che la mia testimonianza non sia autentica e che mia sorella non sia mai stata vittima di manipolazione.
Per ogni lettera anonima e per ogni mail ricevuta ho presentato formale querela per diffamazione.
Perché chi accusa deve assumersene la responsabilità. Perché l’anonimato non è libertà di parola: è vigliaccheria travestita da verità.
Sono parole che non mi spaventano. Non mi intimidiscono. Non mi zittiscono. Anzi, confermano che sono sulla strada giusta.
Io parlo a volto scoperto, con nome e cognome. Io mi assumo la responsabilità di ogni parola che dico, di ogni battaglia che porto avanti, di ogni luogo in cui entro per informare, proteggere e sensibilizzare.
Io ci metto la faccia. Loro, nemmeno la firma.
Come presidente dell’associazione La Pulce nell’Orecchio, ma soprattutto come sorella di Roberta, continuerò a raccontare la verità che conosco: quella di una famiglia ferita, di una sorella persa e di un fenomeno – quello della manipolazione mentale – che esiste e colpisce persone reali, non fantasmi o teorie astratte.
Chi sceglie l’anonimato per tentare di screditare il mio lavoro non sta difendendo la verità:sta difendendo il silenzio.
E il silenzio è il terreno su cui le sette e gli abusi crescono. Io invece continuerò a romperlo, questo silenzio.
Sempre”