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Sanità, prosegue l'abbattimento dei tempi delle liste d'attesa e aumentano i giovani donatori

Il numero di giovani che si è avvicinato alla donazione è cresciuto del 15%

Sanità, prosegue l'abbattimento dei tempi delle liste d'attesa e aumentano i giovani donatori
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Dopo l’incremento dell’offerta con le prestazioni di diagnostica per immagini del privato accreditato inserite attraverso la manifestazione d’interesse indetta da Alisa, prosegue l’abbattimento delle liste d’attesa: l’ultimo monitoraggio mette in evidenza come in ASL3 tutte le prestazioni rientrano nei tempi previsti, in particolare quelle che il 7 marzo richiedevano fino a 174 giorni di attesa (es. risonanza magnetica con modalità di contrasto), oggi sono garantite entro 5 giorni. Miglioramenti diffusi e consistenti anche nelle province: in ASL 1 per esempio si dovevano attendere fino a 129 giorni per una TAC all’encefalo, oggi è disponibile immediatamente; in ASL 2 per una ecografia alla mammella era necessario aspettare 38 giorni, oggi tempo ridotto a 11, in ASL 4 le risonanze che viaggiavano tra i 98 e i 237 giorni di attesa, oggi arrivano al massimo a 8 giorni; in ASL5 per tutte le TAC tempi di attesa tra 5 e 10 giorni, mentre il 7 marzo scorso il tempo previsto era di 10 giorni.

“Quella di oggi è un’occasione per fare il punto sulle liste d’attesa, aspetto che teniamo sotto costante monitoraggio – dichiara il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – Ovviamente non si può pretendere che una questione così articolata si risolva in pochi giorni, ma soprattutto per quanto riguarda mammografie, ecografie e perfino nel campo delle risonanze magnetiche - che sono il settore più complesso visto l’aumento delle prescrizioni, e sul quale stiamo facendo un lavoro per verificare l’appropriatezza delle richieste - i passi avanti sono stati comunque molto significativi. Guardando il sistema di prenotazione si nota che i tempi di attesa per le prestazioni più urgenti sono ormai nell’ordine dei 7 – 10 giorni. Ora sono pronte a partire anche le gare per la parte clinica, a cominciare da cardiochirurgia e cardiologia interventistica, per poi proseguire con ortopedia protesica, chirurgia generale e riabilitazione, che saranno pubblicate a scaglioni da qui fino ai primi giorni di giugno. Altro dato interessante arriva dalle donazioni di sangue e plasma che in passato, come accadeva in tutta Italia, erano andate in difficoltà in alcuni periodi dell’anno – continua il presidente Toti – La raccolta è in crescita e la scorsa estate non si sono registrate carenze: segno tangibile del fatto che le attività di sensibilizzazione e comunicazione in campo sanitario fatte dalla Regione, che alcuni hanno definito inutili, stanno dando i loro frutti”.

Donazioni di sangue: in aumento i giovani donatori

Il consuntivo dei dati sulla raccolta di sangue e plasma in Liguria, coordinata dal Centro Regionale Sangue, mostra dati positivi e incoraggianti: il numero di giovani che si è avvicinato alla donazione è cresciuto del 15%, in aumento anche coloro che hanno donato per la prima volta. La raccolta di sangue è rimasta sostanzialmente stabile, mentre è aumentata quella di plasma (+4,7%).

“I dati del 2023 – afferma la responsabile del Centro Regionale Sangue e coordinatrice Dipartimento interaziendale regionale Medicina Trasfusionale Vanessa Agostini - sono buoni: abbiamo confermato l’autosufficienza della Liguria e non abbiamo avuto situazioni di carenza nel corso dell’estate: in particolare la raccolta di sangue e plasma è andata bene nei primi mesi estivi e sicuramente la campagna che ha raggiunto quasi il milione e mezzo di visualizzazioni sui canali social di Regione Liguria ci ha aiutato. Altro trend positivo è quello relativo ai giovani che si sono avvicinati alla donazione e quello di chi è venuto a donare per la prima volta. Dobbiamo lavorare ancora per non perderli, perché molti dopo la prima donazione si allontanano. I dati sono confortanti, ma occorre proseguire in questa direzione e rilanciare appelli, in particolare per i prossimi periodi di festività, come quello dei ponti di aprile. Oltre a sangue e plasma, è importante incrementare la raccolta di piastrine che servono per tutti i pazienti ematologici e per i pazienti che assumono farmaci anti aggreganti”.

Sei casi di morbillo in Liguria: le azioni per incrementare le vaccinazioni

Dopo anni in cui il virus non è praticamente circolato, nelle ultime settimane si sono registrati in Liguria casi di morbillo che hanno fatto scattare l’attenzione del sistema sanitario regionale. Le infezioni da virus del morbillo confermate a Genova presso il Laboratorio di Riferimento Regionale per le Emergenze di Sanità Pubblica (LaRESP), IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, sono cinque. Un sesto caso, in attesa di conferma del laboratorio, è stato segnalato nel territorio della ASL1. Si tratta di quattro maschi e una femmina di età compresa tra i 30 e i 50 anni, tre di nazionalità italiana e due stranieri. Il caso segnalato nell’imperiese è quello di un bambino di otto anni.
Uno dei pazienti è rientrato con sintomi da un viaggio all’estero, quattro pazienti residenti presso il territorio della ASL3 non hanno evidenziato collegamenti epidemiologici. Due di loro sono ricoverati presso U.O. Malattie Infettive Ospedale Galliera, tre presso Malattie Infettive dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino. Per tutti sintomatologia comune: febbre, congiuntivite, tosse (con interessamento vie aeree), esantema morbilliforme. Uno dei pazienti risulta vaccinato con singola dose, quattro pazienti non vaccinati.

“Il morbillo – spiega l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola – è una malattia infettiva molto contagiosa che compariva sotto forma di epidemia a intervalli regolari: le complicanze più gravi, anche se rare da un punto di vista percentuale, erano comunque numerose. Quarant’anni fa è stata introdotta e raccomandata in tutto il mondo la vaccinazione contro il morbillo. Le coperture sono aumentate nel tempo, ma ci sono però ancora quote significative della popolazione non protetta. Per questa ragione, dopo i casi di contagio registrati, abbiamo deciso di implementare le azioni per aumentare le coperture vaccinali, con il potenziamento delle attività di recupero dei soggetti non vaccinati, con il coinvolgimento dell’Università di Genova e l’avvio di campagne informative”.

“Abbiamo ora – aggiunge il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi – un duplice obiettivo: da una parte aumentare la copertura vaccinale negli adolescenti e nei giovani adulti con iniziative dedicate, dall’altra aumentarla nei soggetti di tutte le età, con particolare attenzione a operatori sanitari e scolastici, individuando azioni specifiche. Oltre a lettere e telefonate delle ASL per bambini e adolescenti in età di obbligo vaccinale e l’offerta garantita in presenza di focolai di morbillo e nelle occasioni di contatto con le strutture di igiene pubblica, stiamo mettendo in campo altre azioni: in particolare nel mese di aprile, in collaborazione con l’Università di Genova, saranno organizzate giornate dedicate all’offerta vaccinale con accesso diretto per la vaccinazione contro il morbillo”.

“Abbiamo iniziato a sperimentare positivamente il progetto ImmUniGe – spiega il Direttore unità operativa complessa igiene ospedale Policlinico San Martino e professore ordinario di igiene Università di Genova Giancarlo Icardi– con 50 persone vaccinate contro l’HpV a una settimana dal lancio nell’iniziativa nel campus universitario di Savona. Attività supplementari con accesso diretto hanno un’efficacia comprovata. Per incrementare le coperture contro il morbillo, abbiamo quindi deciso di attivare l’apertura straordinaria dell’ambulatorio vaccinale al Padiglione 3 del Policlinico San Martino: il martedì e il giovedì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.30 sarà quindi possibile vaccinarsi contro il morbillo con accesso libero e diretto”.

“Abbiamo presentato i dati di una sorveglianza che abbiamo deciso di avviare come dipartimento interaziendale di Malattie infettive per quanto riguarda le infezioni da streptococco pyogenes che stanno colpendo non solo il Giappone ma anche altre parti del mondo e che possono essere molto gravi – spiega il direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti – Nel 2023 e nei primi mesi del 2024 abbiamo avuto in Liguria 57 infezioni gravi da streptococco pyogenes, con purtroppo 8 decessi e 4 forme della cosiddetta toxic prox syndrome, che è quella che viene impropriamente descritta come streptococco mangiacarne. Abbiamo iniziato, tra i primi in Italia, a raccogliere i dati la settimana scorsa, e voglio per questo ringraziare i centri di malattie infettive della Liguria che stanno lavorando con noi. Oltre a questo – aggiunge Bassetti – abbiamo presentato un aggiornamento sul morbillo: ne sono stati segnalati 5 casi nella città di Genova la scora settimana. Al momento non si segnalano ulteriori casi, ma è importante dare raccomandazioni generali, in particolare per chi non avesse mai contratto la malattia o ricevuto il vaccino. Nella fascia di età tra i 15 e 40 è importante ricevere la vaccinazione, perché può essere una malattia moto complicata se contatta in età adulta”.

 

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