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Scarico di calcinacci e macerie edilizie in collina di Casale di Bacezza

Ingente quantità di "zetto" che rivela come la porzione di terreno sia stata utilizzata in maniera massiccia per lo scarico di calcinacci e macerie derivanti

Scarico di calcinacci e macerie edilizie in collina di Casale di Bacezza
Attualità Chiavari - Lavagna, 03 Ottobre 2021 ore 10:00

Scarico di calcinacci e macerie edilizie in collina di Casale di Bacezza, la denuncia di Cantiere Verde Legambiente.

Al centro la collina di Bacezza

Scrive l'associazione:

"Gli anziani del posto raccontano che un tempo la collina di Casale di Bacezza era rinomata per le primizie con le quali riforniva i mercati ortofrutticoli di Chiavari. La costruzione dell'autostrada e la speculazione edilizia degli anni Novanta ridisegnarono il paesaggio di quella che fu sempre percepita quale 'area periferica' di Chiavari.

A pochi minuti a piedi dal quartiere Rupinaro, la collina ospita il polo scolastico Maria Luigia e i suoi spazi e impianti sportivi ed è popolata da circa mezzo migliaio di persone. Fanno da cornice all'area le due ville storiche costruite in stile liberty Clotilde e Bombrini.

Dal mese di maggio, il nostro circolo Cantiere Verde Legambiente cura due lotti di terreno di proprietà del comune che si estendono per complessivi 877 mq  e sono situati in cima alla salita di Via Pianello, proprio adiacenti all'autostrada - continua il Circolo -. L'attività di sfalcio delle "razze" si è da tempo concluso e nelle successive operazioni di dissodamento del suolo affiora un'ingente quantità di "zetto" che rivela come la porzione di terreno sia stata utilizzata in maniera massiccia per lo scarico di calcinacci e macerie derivanti, evidentemente, da attività edilizia.

Diverse decine sono anche le piastrelle 'chiavarine' e contiamo centinaia di frammenti delle stesse che spuntano continuamente a pochi centimetri di profondità dalla superficie del terreno: in soli pochi metri quadrati ne abbiamo recuperati in abbondanza, tanti da riempire non meno di quattro cuffe. Si tratta dello scarto di lavorazione di lunghi tratti di marciapiede urbano, insomma: cosa ci fanno in un terreno pubblico ci chiediamo con inquietudine? Chi autorizzò tale forma di 'smaltimento' di rifiuti speciali?
Il nostro intento quale associazione di promozione sociale è di restituire alla cittadinanza un'area verde curata, continuando a vigilare sulla tutela del paesaggio, un principio costituzionale inviolabile".