Sicurezza a Chiavari, Bertani: «Sono le politiche sociali i migliori vigilantes»
Le dichiarazioni del consigliere comunale del Partito Democratico

«Sono le politiche sociali i migliori vigilantes»: a Chiavari l’affondo del consigliere comunale del PD Antonio Bertani (nella foto) sul tema della sicurezza a Chiavari.
Le parole del consigliere Bertani
«I recenti, ripetuti episodi di scontri tra giovani segnalati in diversi quartieri dimostrano che – al di là della matrice di alcuni di essi, probabilmente riconducibile al sottobosco della microcriminalità – esiste un problema di disagio diffuso che talvolta si traduce in episodi di violenza».
«È un campanello d'allarme che l'opposizione denuncia da tempo e che l'amministrazione ha deliberatamente ignorato per anni, accusando chi evidenziava l'esistenza del problema di abbaiare alla luna e di voler dipingere Chiavari come Gotham City».
«Il Partito Democratico non ritiene che Chiavari sia Gotham City, ma sottolinea l'esistenza – oggi sotto gli occhi di tutti – di un malessere sociale diffuso in molti giovani e al quale non serve dare risposte esclusivamente securitarie. Rafforzare la presenza di pattuglie in alcune zone del centro significa solo spostare il problema, come dimostrano i recenti fatti che, dopo piazza Fenice, si sono trasferiti nella zona di Ri, attorno al parco pubblico di piazza Del Buono».
«Di fronte a questa situazione di disagio – che non è ancora emergenza, ma che potrebbe diventarlo – la risposta dell'amministrazione comunale sembra essere quella, da un lato, di una progressiva militarizzazione della città e, dall'altro, così come esplicitato durante un recente incontro con le categorie economiche e commerciali, sembra voler tendere a scaricare sugli imprenditori cittadini il costo della sicurezza, invitandoli a provvedere con risorse proprie a rafforzare misure di deterrenza con il ricorso a servizi di vigilanza privata. Con l'aggiunta di una sorta di ricatto in base al quale, in caso di mancata efficacia della soluzione della vigilanza privata, l'unica alternativa possibile sarebbe quella di una brusca riduzione degli orari di apertura serale e notturna di locali e pubblici esercizi».
«Noi riteniamo che si debba andare in una direzione esattamente opposta. Che ai problemi di disagio dei giovani, determinati dalla mancanza di opportunità culturali, occasioni di aggregazione sociale e di inclusione, di responsabilizzazione, la risposta debba essere centrata su un potenziamento delle politiche sociali, con la creazione di un sistema di spazi fisici di incontro – sull'esempio, certamente positivo, del centro giovani al Lido – e di iniziative culturali diffuse su tutto il territorio culturale, a cominciare dai quartieri più periferici e popolosi. Crediamo che sia necessario dotare la città di spazi di aggregazione socio-culturali aperti anche in orari serali, dove le persone tutte, e in particolare i più giovani, possano incontrarsi, socializzare, ascoltare musica dal vivo e quant’altro, inoltre crediamo che la sicurezza di una città passi attraverso una sua migliore e complessiva vivibilità che aumenti – e non diminuisca – gli orari di apertura di negozi e locali, oggi autentici presìdi sociali di vicinato, una maggiore vitalità di parchi e giardini in cui sia possibile organizzare momenti di coesione e di vita di quartiere, una pubblica illuminazione potenziata in ogni zona della città, con maggiore cura degli spazi comuni e dei beni pubblici».
«Il Partito Democratico, in definitiva, crede che i migliori vigilantes della città siano gli stessi cittadini, nella misura in cui siano stimolati a partecipare più attivamente alla vita della comunità e a prendersene cura attraverso una partecipazione attiva alla quotidianità dei quartieri che contemperi, nel rispetto reciproco, le esigenze di giovani e anziani, cercando soluzioni equilibrate che non siano quelle di una inutile e costosa militarizzazione degli spazi di aggregazione sociale».