Sicurezza del territorio, Messuti: «Da Levaggi, Garibaldi e Orecchia la solita memoria selettiva»: a Chiavari il sindaco replica alle dichiarazioni dell’ex primo cittadino, del consigliere regionale e del consigliere comunale di opposizione.
Le parole del sindaco di Chiavari Federico Messuti
«Il 5 agosto 2026 si è conclusa positivamente la Conferenza dei servizi regionale sul progetto definitivo per la mitigazione del rischio idraulico del torrente Rupinaro, con l’acquisizione dei pareri degli enti coinvolti. Non siamo quindi di fronte ad un’ipotesi o a uno slogan, ma a un progetto concreto, definito e autorizzato, destinato a trasformarsi in opere – dichiara il sindaco di Chiavari, Federico Messuti (nella foto) -. La soluzione individuata affronta il problema della sicurezza idraulica senza ricorrere al rialzamento indiscriminato di ponti e argini. Le ipotesi avanzate in passato avrebbero avuto conseguenze molto pesanti sul tessuto urbano: innalzamento delle sedi stradali fino all’altezza delle finestre, muri davanti alle abitazioni, riduzione di aria e luce e un prevedibile contenzioso con i proprietari. Contenzioso che avrebbe potuto bloccare per anni ogni intervento.
Entro la metà di settembre attendiamo il parere dell’organismo esterno incaricato della verifica del progetto, che sarà successivamente sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale. Entro febbraio o marzo 2027 sarà pronto il progetto esecutivo cantierabile. Gli interventi saranno suddivisi in lotti funzionali, ma affidati attraverso un’unica procedura di gara.
Su un quadro economico complessivo di circa 14 milioni di euro, sono già disponibili 9,5 milioni per realizzare gli interventi urgenti e prioritari. L’Amministrazione è pronta a finanziare anche le opere successive, ricorrendo alle risorse comunali e partecipando ai bandi destinati alla sicurezza del territorio e alla mitigazione del dissesto idrogeologico.
Prima della conclusione del mio mandato sarà quindi avviata la più importante gara pubblica mai bandita dal Comune di Chiavari per la mitigazione del rischio idraulico del torrente Rupinaro.
L’Amministrazione ha inoltre fatto redigere i progetti di fattibilità relativi agli affluenti laterali del Rupinaro – rio della Moranda, rio Bacezza e rio Lemme – e, dopo la conclusione della Conferenza dei servizi principale, potrà dare avvio alla progettazione degli interventi sui ponti di viale Tappani, corso Valparaiso e corso Genova.
Contestualmente saranno indette le conferenze dei servizi riguardanti le opere private che interferiscono con il corso del torrente.
Durate il mandato da Sindaco Metropolitano di Antonio Segalerba abbiamo ottenuto da ATO il finanziamento di oltre un milione di euro per il rifacimento della condotta fognaria che scorre all’interno dell’alveo del torrente Rupinaro, che ha oltre 50 anni anni ed è insufficiente. Anche questo lavoro è inserito nel progetto di mitigazione evitando i continui sversamenti di fogna in mare
Non siamo partiti oggi – prosegue Messuti – Abbiamo già realizzato un importante intervento di consolidamento e messa in sicurezza degli argini del Rupinaro in corso Genova, investendo oltre 500 mila euro.
Il progetto complessivo considera e prevede la realizzazione dello scolmatore, che siamo riusciti a far inserire nella programmazione quadriennale regionale dopo un importante lavoro. È un’opera ambiziosa e richiede necessariamente l’intervento finanziario dello Stato, ma Chiavari ha il diritto di pretendere che le istituzioni nazionali facciano la propria parte per proteggere i cittadini.
Lo scolmatore rappresenta la soluzione strutturale capace di ridurre in maniera decisiva il rischio e di consentire il superamento delle attuali zone di pericolosità portando tutte le aree ad essere verdi.
È singolare che proprio chi sostiene di voler affrontare seriamente i cambiamenti climatici liquidi come irrealizzabile l’unica soluzione realmente strutturale come lo scolmatore, riproponendo invece le vecchie ricette basate sull’innalzamento di muri, argini e ponti nel cuore della città. La sicurezza idraulica non consiste semplicemente nel sollevare barriere senza valutarne le conseguenze sulla vita delle persone. Richiede soluzioni efficaci, sostenibili e compatibili con il tessuto urbano.
Anche sul fiume Entella, l’Amministrazione si è attivata insieme agli altri Comuni interessati, ottenendo dalla Regione il finanziamento e l’esecuzione di uno studio per la mitigazione del rischio idraulico nel tratto a monte del ponte della Maddalena. È questa la zona che presenta le maggiori criticità per il quartiere di Ri e, in caso di esondazione, per il centro cittadino. Trovo francamente surreale leggere oggi che la sicurezza del territorio dovrebbe “tornare” a essere una priorità – sottolinea il sindaco – Per questa Amministrazione non ha mai smesso di esserlo. A sostenerlo sono Sandro Garibaldi, Roberto Levaggi e Nicola Orecchia, protagonisti, con ruoli diversi, delle amministrazioni che hanno governato Chiavari in passato. Sono gli stessi esponenti politici che oggi rivendicano risultati annunciati nel 2014/2015 come se le opere fossero state allora completate, mentre una parte rilevante di quegli interventi è rimasta per anni sulla carta.
La domanda è molto semplice: se tutto era già progettato, finanziato e pronto, come sostengono, perché quelle opere non sono state portate a compimento? E perché proprio loro, che oggi pretendono risposte immediate, non riuscirono a tradurre quegli annunci in una sistemazione complessiva e cantierabile del Rupinaro?
Sono anche esponenti della stagione politica che sostenne e approvò il contestato progetto sull’Entella, conosciuto come “diga Perfigli”, e la realizzazione del muro lungo viale Kasman. Prima di impartire lezioni, dovrebbero spiegare ai chiavaresi quali risultati concreti abbia prodotto quel muro e quale beneficio effettivo abbia assicurato alla sicurezza della città. Non basta alzare un muro per poter dire di avere messo in sicurezza un territorio.
Noi preferiamo un metodo diverso: valutare gli effetti delle opere, completare le autorizzazioni e predisporre progetti realmente realizzabili.
L’attuale Amministrazione è già intervenuta in diversi punti della città. Tra le opere più significative figurano lo scolmatore nell’area portuale, realizzato a protezione del centro storico con un investimento di circa 500 mila euro, e il nuovo canale di Caperana, con un investimento superiore a 1,2 milioni. A questi si aggiungono gli interventi sul Rupinaro e la programmazione relativa agli affluenti, ai ponti e all’Entella. Questi sono fatti, non comunicati elettorali. È curioso che, dopo due sconfitte consecutive alle elezioni comunali, gli stessi protagonisti di quella stagione politica tornino a presentarsi come depositari delle soluzioni per Chiavari proprio mentre si avvicina una nuova scadenza elettorale di primavera.
La sicurezza del territorio non può diventare una priorità soltanto quando si è all’opposizione e si ha bisogno di visibilità. Si costruisce quando si governa: con studi, progettazioni, risorse, autorizzazioni, gare e cantieri.
Levaggi, Garibaldi e Orecchia possono continuare a riscrivere il passato e a distribuire lezioni. Noi abbiamo il dovere di costruire il futuro. Sul Rupinaro abbiamo concluso la Conferenza dei servizi, stiamo completando il percorso verso il progetto esecutivo e disponiamo delle risorse necessarie per avviare gli interventi prioritari.
Il cambiamento climatico impone alla città un impegno continuo e soluzioni capaci di guardare ai prossimi decenni, non alle prossime elezioni. La nostra priorità resta mettere in sicurezza Chiavari con opere concrete, sostenibili e compatibili con la città.
Il tempo delle dichiarazioni è facile. Quello delle autorizzazioni, delle gare e dei cantieri è molto più difficile. Ed è esattamente il lavoro che questa Amministrazione sta portando avanti».