Il punto

Trasporti sanitari, Bertani e Bacchella: «Non si risparmia tagliando sui servizi di accesso alle cure»

Il segretario e la responsabile Sanità del PD Tigullio: «Le nuove indicazioni di ASL 4 rischiano di lasciare senza trasporto persone che ne hanno reale necessità. Il Tigullio non può subire un altro arretramento dei servizi sanitari»

Trasporti sanitari, Bertani e Bacchella: «Non si risparmia tagliando sui servizi di accesso alle cure»

Trasporti sanitari, Bertani e Bacchella: «Non si risparmia tagliando sui servizi di accesso alle cure. Le nuove indicazioni di ASL 4 rischiano di lasciare senza trasporto persone che ne hanno reale necessità. Il Tigullio non può subire un altro arretramento dei servizi sanitari».

Il punto di Bertani e Bacchella

«Il problema non è mettere in discussione la necessità di utilizzare correttamente le risorse del Servizio sanitario. Il problema è il modo in cui si sceglie di affrontarlo. Le indicazioni trasmesse da ASL 4 ai medici di medicina generale e alle pubbliche assistenze rischiano infatti di restringere in maniera significativa l’accesso al trasporto sanitario, lasciando fuori persone che non lo utilizzano per comodità, ma perché rappresenta l’unico modo per poter raggiungere una struttura sanitaria».

Lo dichiarano Antonio Bertani, segretario del PD Tigullio, e Laura Bacchella, responsabile Sanità del PD Tigullio.

«Pensiamo agli anziani soli, alle persone fragili, a chi vive nelle nostre vallate, a chi deve affrontare un percorso post-operatorio o una serie di controlli dopo una dimissione. Non tutte queste situazioni possono essere ricondotte a una casistica rigida, ma questo non significa che queste persone abbiano un’alternativa concreta per spostarsi».

«Prima di restringere il servizio – proseguono Bertani e Bacchella – sarebbe necessario capire perché sono aumentate le richieste. La progressiva riduzione dei servizi territoriali e ambulatoriali, la concentrazione delle prestazioni e l’invio dei pazienti verso strutture più lontane contribuiscono inevitabilmente ad aumentare gli spostamenti. Non si può prima allontanare la sanità dalle persone e poi considerare il trasporto un costo da tagliare».

«C’è inoltre un aspetto che non possiamo trascurare: ancora una volta vengono chiesti ulteriori sforzi ai medici di medicina generale, attraverso indicazioni e procedure che rischiano di aggiungere nuovi adempimenti burocratici alla loro attività. I medici di base sono già uno dei principali presidi della sanità territoriale e non è pensabile continuare a trasferire su di loro ulteriori incombenze amministrative senza garantire procedure semplici, chiare e sostenibili».

«Chiediamo quindi ad ASL 4 di rivedere i criteri e di aprire un confronto con medici di medicina generale, pubbliche assistenze e Comuni. Se l’obiettivo è ridurre la necessità di trasporto, bisogna investire sulla sanità territoriale, sull’assistenza domiciliare e sulla prossimità dei servizi, non semplicemente negare il trasporto a chi ne ha bisogno».

«Non è accettabile che ancora una volta sia proprio un territorio complesso come il Tigullio, con una popolazione anziana e aree interne che già scontano difficoltà di accesso ai servizi, a subire un ulteriore colpo al proprio sistema sanitario. Quando si interviene sui servizi sanitari, la priorità deve essere garantire l’accesso alle cure e tutelare le persone più fragili, non introdurre nuovi ostacoli o appesantire il lavoro di chi quei servizi li garantisce ogni giorno».