Lavagna, l’incontro per discutere sul futuro della scuola alberghiera

Lavagna, l’incontro per discutere sul futuro della scuola alberghiera
25 Aprile 2018 ore 08:37

C’è un futuro per la scuola alberghiera? Si è svolta ieri la riunione tra i rappresentanti delle associazioni politiche locali e la Commissione Straordinaria del Comune di Lavagna per discutere sulla decisione di vendere le azioni di “Lavagna Sviluppo”, la società partecipata dall’Ente al 94,12% che gestisce la scuola alberghiera. L’incontro è servito per confrontarsi sulle possibili ripercussioni sulla cittadinanza e su tutti gli alunni che frequentano l’istituto.

Il movimento angavaL – Lavagna che cambia propone di affidare la gestione dell’istituto al Villaggio del Ragazzo

Andrea Giorgi, presidente di angavaL ritiene che nessuno meglio del Villaggio del Ragazzo, che è il socio di minoranza, possa gestire la scuola di formazione alberghiera di Lavagna.

Le parole di Giorgi dopo l’incontro:

«Le giustificazioni della Commissione hanno spaziato in primis dalla colpa dei Cittadini Lavagnesi che non pagano i tributi locali per cui si è accumulato un debito di 8 milioni di euro, ad un esubero dell’organico, alla Legge Madia che vieta la partecipazioni dei Comuni nelle società (chissà Sestri e Chiavari come fanno…) per tirare in ballo infine un errore di costituzione originale della società. La delibera in questione però parla meno e più chiaro: l’amministratore unico della società , appartenente all’organico dell’Ente socio di minoranza, ha ravvisato la necessità o possibilità di procedere ad un aumento di capitale (euro 15.000,00) per poter accedere ad un accreditamento regionale che permetterebbe all’Istituto di gestire non solo formazione ma anche inserimento… Il Comune non può permetterselo … il bilancio è in fase di risanamento … quindi si vende … A questo punto angavaL ritiene che il bando sia stato elaborato con superficialità e che non siano state valutate soluzioni alternative atte a conservare questa scuola nel Comune . Se il socio di minoranza ha i fondi per gli investimenti necessari potrebbe anticiparli direttamente come di prassi normalmente accade nella maggior parte delle società.
Diversamente, nella malaugurata ipotesi che anche il socio di minoranza avesse difficoltà ad esercitare il diritto di prelazione o a finanziare gli investimenti previsti , meno che mai è opportuno , anzi è addirittura pericoloso, mettere in mano la scuola a degli sconosciuti senza adeguate garanzie . Anche perché i rappresentanti del socio di minoranza, presenti alla riunione, a domanda non si sono sbilanciati sulle sue potenzialità future qualora rimanesse socio unico a gestire economicamente la situazione dell’Istituto. Nessun vincolo prevede il bando affinché sia garantita la permanenza della scuola a Lavagna e nessuna valutazione particolare è stata fatta relativamente alla prossima scadenza a breve della società Lavagna Sviluppo. Vogliamo sperare che l’unitarietà del coro costituito da correnti politiche diverse ma solidali a questo proposito non passi inosservato alla Commissione. Per l’intanto angavaL ha chiesto copia degli atti per valutarli. La riunione si è laconicamente conclusa con un “Vi faremo sapere”».

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