A Camogli un "pit stop" Unicef per mamme e neonati

La saletta dedicata ai "Baby Pit Stop" è stata ricavata al piano terra della stazione ferroviaria: qui le mamme potranno in tranquillità cambiare ed allattare i loro bambini

A Camogli un "pit stop" Unicef per mamme e neonati
Golfo Paradiso, 03 Marzo 2018 ore 12:26

«Creare una cultura che parli d'infanzia e adolescenza, si parte da qui, dai bambini». Così Franco Cirio (in foto), presidente del comitato Unicef di Genova, uno dei fondatori in Italia, annuncia a Camogli l'inaugurazione del "Baby Pit Stop Unicef", di giovedì 8 marzo, alle 16 nello spazio del buffet della stazione ferroviaria di fronte al Comune.

Il Baby Pit Stop Unicef a Camogli

«I volontari di Camogli - dice il presidente – borgo dove veleggia il ‘Dragun’, famoso storico ambasciatore dell'impegno italiano, per sensibilizzare i capi di Stato di Governo, alla firma della Convenzione sui diritti dell'Infanzia dell'Adolescenza, hanno ritenuto così di fare più bel regalo alle donne: una mamma che vuole allattare e avere cura del proprio bambino, sa di poter contare su una struttura accogliente con un bel sorriso e tanto garbo». Non a caso la data scelta è proprio quella del giorno dedicato alle donne.

«Il borgo è già fortemente legato all'Unicef - aggiunge Cirio - tante le iniziative in biblioteca, così come l'acquisto da parte del primo cittadino, Francesco Olivari, che ha comprato 30 Pigotte, da donare ai nuovi nati. Crescono, così, le opportunità, con questa ulteriore tappa dell'Unicef al borgo marinaro. Alimentiamo la cultura dell'infanzia, dell'adolescenza: si parte da qui, dai bambini».

La saletta è ricavata all'interno del bar situato al piano terra della stazione ferroviaria, i cui titolari Giancarlo e Michela hanno accolto con entusiasmo la novità. Nel "Baby Pit Stop Unicef", per le mamme, c’è uno spazioso fasciatoio e una comoda poltrona, con tavolino dove cambiare i pannolini e allattare i loro piccoli in tutta serenità. Unicef intende promuovere l’allattamento al seno, che rimane non solo una priorità per la salute dei bambini ma anche, dove sia possibile, un vero e proprio diritto dei neonati.