Accattonaggio molesto a Recco: due ordini di allontanamento. “Dietro l’ombra del racket?”

Accattonaggio molesto a Recco: due ordini di allontanamento. “Dietro l’ombra del racket?”
Golfo Paradiso, 03 Luglio 2019 ore 19:00

Accattonaggio molesto a Recco: due ordini di allontanamento. Dietro l’ombra del racket? Se lo chiede la Lega Nord.

Decine di controlli e 13 sanzioni

Nel corso dell’ultimo mese la Polizia Locale di Recco ha posto in essere un’intensiva attività di controllo al fine di contrastare episodi di degrado urbano quali abusivismo commerciale, accattonaggio e vagabondaggio.

Decine i controlli documentali eseguiti dagli agenti, che hanno dato seguito a 13 sanzioni amministrative per violazione dei regolamenti urbani.

Per due cittadini nigeriani che tendevano il cappellino, chiedendo insistentemente l’elemosina davanti ai supermercati di Recco, è scattato l’ordine di allontanamento per 48 ore.

Intensificata in città l’attività di contrasto alla questua e all’accattonaggio molesti

Si è intensificata infatti negli ultimi giorni l’attività di contrasto alla questua e all’accattonaggio molesti da parte della Polizia Locale, che ha effettuato un servizio mirato a Recco davanti alle attività commerciali. «Oggi il decreto Salvini mette a disposizione strumenti – spiega il consigliere comunale delegato alla Sicurezza Franco Senarega – che ci permettono di essere più efficaci e costituiscono un forte elemento per combattere l’accattonaggio sul territorio. Devo anche aggiungere che è lodevole l’azione dei nostri agenti coordinati dal comandante Mussi e dal vicecomandante Degl’Innocenti, i quali, nonostante la carenza di personale, hanno portato a termine il loro servizio. Ed effettivamente questa attività ha prodotto una visibile diminuzione della presenza di persone dedite a questo tipo di attività sul territorio».

Il provvedimento notificato dalla Polizia Locale nei confronti dei due nigeriani è stato quindi inviato alla Questura per l’eventuale emanazione del Daspo Urbano in caso di mancato rispetto dell’ordine.

Segnalazioni mirate sono state inoltrate anche alla Prefettura competente ai fini delle valutazioni sul mantenimento dei requisiti di permanenza nel territorio nazionale dei soggetti che trasgrediscono le regole imposte. Sono state avviate verifiche circa i doveri di vigilanza e controllo da parte delle cooperative sociali a cui i soggetti richiedenti protezione umanitaria vengono affidati.

Dietro le persone che chiedono l’elemosina, un’organizzazione criminale?

Non si esclude che dietro queste persone che chiedono l’elemosina, vi sia un’organizzazione criminale che punta allo sfruttamento di questa nuova manovalanza messa in strada a chiedere la carità. «Le indagini sono in corso e comunque sarebbe importante che i cittadini comprendano che non stanno facendo elemosina a dei poveri ma stanno alimentando un racket che produce un’enorme flusso di denaro, spesso riciclato in attività illecite, una su tutte, il traffico di droga», conclude Senarega.

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