PARLA USB

Allarme covid 19 nelle amministrazioni locali: “Prima la salute”

Secondo l'Unione Sindacale di Base, l'unica soluzione è tornare ai soli servizi essenziali da svolgere in presenza

Allarme covid 19 nelle amministrazioni locali: “Prima la salute”
Chiavari - Lavagna, 02 Novembre 2020 ore 12:33

“Le notizie sempre più allarmanti che ci arrivano quotidianamente dai media nazionali e locali, oltre che la grave situazione evidenziata dai continui casi di positivi al covid-19 tra i dipendenti delle Funzioni Locali, ci obbligano a richiedere l’immediato innalzamento della percentuale dei lavoratori che possono usufruire del lavoro agile (in base all’articolo 263 del DL. 34/2020 e confermato dal DPCM 24.10.2020) ai livelli fissati nella prima fase della pandemia”. A scrivere è USB, l’Unione Sindacale di Base.

“Restringere al massimo le possibilità di contatto tra i dipendenti”

“Ricordiamo che l’ultimo decreto del Ministro della P.A. raccomanda a tutte le amministrazioni pubbliche di innalzare tale quota ai livelli massimi possibili compatibili con i mezzi disponibili e le capacità organizzative di ciascun ente – ricorda USB – L’unico strumento organizzativo rimasto per arrestare la catena dei contagi nei nostri Enti è quello di restringere al massimo le possibilità di contatto tra i dipendenti, con le modalità attuate nei mesi di marzo-aprile.

Non seguire questa logica precauzionale esporrebbe i dipendenti attualmente in presenza seppur parziale (una parte dei quali appartenenti a servizi non essenziali), ad inutili rischi con la conseguenza di rendere ancora più gravoso il peso che la sanità regionale, già fortemente congestionata, sta sostenendo da settimane.

A questa emergenza si aggiunge il deplorevole comportamento dei Dirigenti ancora colpevolmente responsabili della sottovalutazione dei rischi.

Al loro comportamento rispondiamo con la richiesta di sospensione di ogni valutazione della performance sia individuale che collettiva, tenuto conto che da Febbraio/Marzo 2020 siamo in situazione di emergenza e di inosservanza delle norme contrattuali vigenti, per questo non possiamo permettere che i Dirigenti si arroghino il diritto di giudicare il comportamento professionale dei dipendenti.

In ultimo, il perdurare di questa emergenza pandemica che sta sconvolgendo senza termine le normali attività lavorative e la vita personale di ognuno di noi, deve prevedere rapidamente una contrattazione ed una regolarizzazione dell’utilizzo dello Smart Working. I tempi e gli orari di lavoro non possono essere lasciati alle soggettività dei dirigenti di struttura. Dopo otto mesi di emergenza indennità, buoni pasto, orari devono essere uniformati su tutto il territorio”.

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